Questa forse è una delle statue più fotografate dell’intero parco archeologico di Ayutthaya, e infatti è anche la più sorvegliata.


Viene dato a ciascun visitatore la possibilità di scattare una foto senza toccare la statua ne tantomeno alzare troppo la voce o sostare per troppo tempo in quest’area.

L’oggetto di tanta meraviglia è la testa in arenaria del Buddha incastonata tra le fitte radici di questo antichissimo albero, quasi come se fosse imprigionata o meglio protetta, custodita.

Tutto intorno vi sono gli antichi resti di quello che secoli fa era uni dei più importanti wat del regno, il Wat Mahathat, che oggi affascina per la sua imponenza.

Passeggiare con il naso all’insù attraverso queste antiche rovine è per me come salire a bordo della macchina del tempo, immaginare i popoli di quelle epoche e riscoprirne le abitudini, gli antichi rituali.

Se poniamo a confronto il fiume con la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza

(Buddha)

Se aveste la possibilità di viaggiare indietro nel tempo, a quale epoca vorreste tornare e perché?

Ditemelo nei commenti.



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