Home » Destinazioni » Italia » Bologna e i suoi simboli: il Santuario di San Luca

Bologna e i suoi simboli: il Santuario di San Luca

di Libera

Bologna è una vecchia signora dai fianchi un pò molli / col seno sul piano padano ed il culo sui colli

Bologna, F. Guccini

I versi iniziali del brano che il celebre cantautore emiliano Francesco Guccini ha dedicato alla città felsinea, alludono alle morbide curve della bella Bologna, ovvero ai suoi verdi e sinuosi colli.

Sembra quasi che, da lontano, proteggano il centro ed i suoi abitanti, con le loro forme quasi materne, rassicuranti.

Tra questi spicca il Colle della Guardia, dove si erge uno dei simboli della città: il Santuario della Madonna di San Luca.

Il modo più semplice per spiegare a un non bolognese cosa rappresenta il Santuario, per tutti i bolognesi semplicemente “San Luca“, anzi “San Lòcca” nel dialetto locale, sarebbe percorrere insieme il lungo porticato che dal centro città sale su per i colli per circa 4 km e che è stato candidato come nuovo patrimonio UNESCO.

A me personalmente, quella macchia arancione che spunta in mezzo agli alberi lì sulla collina, infonde, dopo tanti chilometri percorsi in autostrada, un senso di estremo sollievo, perchè so di essere finalmente tornata a casa.

E’ il vero simbolo della nostra città, il luogo a cui affidiamo le nostre paure e le nostre speranze, ci rivolgiamo per chiedere aiuto e per festeggiare un successo.

Qualsiasi cosa accada c’è sempre un buon motivo per “andar su a piedi fino a S.Luca”.



Il portico di San Luca

Con i suoi 3.796 metri, è considerato il corridoio coperto più lungo del mondo!

E’ costituito da 666 arcate, di cui le prime 316 nel tratto pianeggiante (che da Porta Saragozza arriva all’Arco del Meloncello) e le altre 350 nel tratto in salita ( che, superato l’Arco del Meloncello arriva al Santuario della Madonna di San Luca). Tale numerazione sembra tutt’altro che casuale considerando che 666 è il numero del diavolo e che il portico, snodandosi lungo il colle come un serpente ( animale da sempre associato al demonio) e terminando ai piedi del Santuario, simboleggia la sconfitta del male ad opera del bene.


il portico di san luca

Pare che la tradizione di raggiungere a piedi il Santuario dal centro città risalga al XII secolo, quando venne costruita la prima chiesetta in cui fu posta un’icona della Madonna con bambino attribuita a San Luca.

Si narra che questo dipinto arrivò in Italia dall’antica Costantinopoli. Un pellegrino aveva infatti ricevuto dai monaci della Basilica di Santa Sofia, l’importante compito di condurre la sacra icona sul Colle della Guardia, dove arrivò nel 1160.

Fu il vescovo di Bologna, Gerardo Grassi, a consegnare l’immagine ad Azzolina e Beatrice Guezi (due eremite che dimoravano sul Colle), che la deposero all’interno della chiesa dell’epoca.

Da lì a poco gruppi di pellegrini sempre più numerosi cominciarono a riversarsi sul Colle per ammirare l’effigie mariana, giunta in città da tanto lontano.

Finalmente il 28 Giugno 1674 iniziarono i lavori per la costruzione del portico, che avrebbe garantito ai pellegrini un percorso più sicuro verso il Santuario.



In questo periodo si collocano anche la realizzazione del nuovo Santuario e dell’Arco del Meloncello, che segna il passaggio dalla fase pianeggiante del cammino, a quella in salita.



Un importante ruolo per la conclusione di queste imponenti opere architettoniche lo svolsero proprio i fedeli. Le famiglie più agiate, le corporazioni ma anche tanti singoli cittadini, finanziarono questo progetto, al fine di permettere a tutti di poter raggiungere il Santuario al riparo da ogni intemperia. Per questo motivo, alcune delle famiglie benefattrici furono omaggiate con la realizzazione di lunette, in cui vennero apposti i loro stemmi nobiliari.



Uno dei punti più suggestivi del lungo portico è la curva delle orfanelle. Non solo è il tratto più ripido del percorso in salita verso il Santuario (con una pendenza del 18%) ma è anche quello che offre la visuale migliore sul centro di Bologna, che da qui si vede nitidamente. Lo strano appellativo con cui è indicato fa riferimento al fatto che attorno al 1930 alcune orfanelle, all’epoca residenti in un orfanotrofio femminile nei pressi del Santuario, vennero trasferite in una nuova sede, situata proprio lungo questo tratto ripido della salita verso la sommità del Colle.



Pensate che dal 1930 al 1970 fu attiva persino una funivia che collegava la vicina Casalecchio di Reno al Santuario di San Luca e di cui sono ancora ben visibili i piloni e la stazione di arrivo.

Una curiosità: circa un anno fa è stata ufficializzata la candidatura del portico di San Luca a patrimonio UNESCO. Sono così stati avviati imponenti lavori di ristrutturazione delle arcate, danneggiate dall’usura del tempo e indebolite dal terremoto che sconvolse l’Emilia nel 2012. Si tratta di lavori sovvenzionati dal Ministero dei Beni culturali e dalla Regione Emilia Romagna. Nonostante la presenza di impalcature e transenne in alcuni punti, è comunque garantito il passaggio pedonale, agevolato dall’utilizzo di passerelle.



Il Santuario di San Luca

Nel 1433 le continue e violente piogge che si abbattevano sulla città, indussero i bolognesi a chiedere alla Madonna di San Luca di intercedere, affinchè smettessero. La sua effigie fu portata in processione lungo il portico e, non appena si giunse all’Arco del Meloncello, la pioggia improvvisamente cessò.

Questo episodio, noto come il miracolo della pioggia, indusse il popolo a stabilire che ogni anno, per ringraziare la Madonna, si sarebbe dovuta trasportare in processione la sua immagine, dal Santuario al centro città.

Questa tradizione continua ancora oggi quando, nel mese di Maggio, la Madonna “scende” a Bologna in processione e, dopo una breve sosta davanti alla Basilica di San Petronio, viene condotta nella Cattedrale di San Pietro, dove rimane per una settimana. Solitamente si tratta di sette giorni quasi sempre caratterizzati da piogge e violenti temporali che cessano, solo quando la sacra effigie “sale”, nuovamente in processione, su per il colle.

Il Santuario, che sostituì la chiesetta originaria, divenuta troppo piccolo per accogliere tutti i fedeli, fu consacrato il 25 Marzo 1765.



Il portone d’ingresso dell’edificio, il cui stile dominante è il barocco, è affiancato dalle statue di San Luca e San Marco, eseguite nel 1716 da Bernardino Cametti e poste inizialmente nel presbiterio.

L’interno è a croce greca con sette cappelle ed una sola navata. L’elemento che conferisce imponenza al Santuario è sicuramente il grande cupolone. Tutti gli altari sono arricchiti da numerosi dipinti attribuiti ai grandi maestri dell’arte pittorica bolognese quali Guido Reni, con la Madonna del Rosario e il Guercino, con il suo Cristo che appare alla Madre).



L’effigie della Madonna col Bambino è custodita alle spalle dell’altare maggiore. Per raggiungere la tribuna su cui è esposta, basterà superare i gradini posti ai lati dell’altare.



Qui, all’interno di una preziosissima nicchia di marmo, è posta l’immagine della Madonna cara ai bolognesi, ai quali è concesso di sostare qualche minuto in raccoglimento, grazie ad alcune sedute collocate davanti all’effigie, prima di lasciare il Santuario e fare ritorno in città.

L’icona misura 65 x 57 cm e ha uno spessore di circa 2 cm. E’ stata eseguita a tempera su una tela di lino applicata ad una tavola di pioppo, a cui sono state affiancate tavole di castagno ed olmo. La Vergine indossa una veste blu mentre il bambino, in atto di benedizione, ha una tunica rossa.

(Per informazioni relative all’orario di apertura e alle celebrazioni eucaristiche, potete consultare, da QUI, il sito del Santuario)

Sul tetto del Santuario: San Luca Sky Experience

Una volta arrivati dinanzi all’ingresso del Santuario, molto probabilmente vi imbatterete in uno dei collaboratori dell’associazione bolognese Succede solo a Bologna che vi prospetterà, a soli 5 euro, la possibilità di salire fin sulla cupola e godere da lì, di un panorama a 180 gradi sulla città.

Pare che quella di San Luca, con i suoi 42 metri di altezza, sia la cupola visitabile più alta d’Europa.



Una volta acquistato il biglietto, vi basterà recarvi all’intero del Santuario, dove troverete un altro collaboratore dell’associazione che, in ottemperanza alle vigenti restrizioni finalizzate al contenimento del contagio del covid19, vi garantirà l’accesso al sottotetto, non appena il passaggio sarà libero. Si tratta di un percorso che si snoda lungo una scala a chiocciola, dove conviene procedere lentamente per evitare di avere dei capogiri. Una volta giunti sulla sommità, un altro collaboratore dell’associazione vi scorterà all’esterno da cui finalmente potrete ammirare il panorama rivolto in parte verso la città ed in parte verso i verdi colli bolognesi.

Alcune precisazioni: la quota di accesso alla cupola viene adoperata per finanziare i progetti di promozione e restauro delle bellezze architettoniche della città di Bologna. Per saperne di più sull’associazione e sulle altre attività che svolge sul territorio bolognese, da qui potete accedere al suo sito ufficiale.

La mia esperienza: personalmente, terminata la visita al Santuario stavo per intraprendere il cammino di ritorno verso il centro città ma poi ho pensato che se finalmente quel giorno, avevo deciso di “salire” a San Luca perchè, dopo numerose domeniche caratterizzate da nebbia e basse temperature, finalmente il cielo era privo di nuvole ed illuminato di sole, non potevo non approfittare della possibilità di ammirare la mia città dalla sommità del suo Santuario. “Chissà quando mi ricapiterà!” continuavo a pensare mentre cercavo di non perdere l’equilibrio su quelle strettissime scale a chiocciola. D’altronde, se c’è una cosa che l’attuale contesto storico ci ha insegnato, è che nulla mai va dato per scontato.


la vista su bologna dal tetto del santuario di san luca

Le migliori vedute sul Santuario di San Luca

Se siete alla ricerca della location perfetta da cui scattare le vostre foto ricordo e volete far impallidire anche il vostro amico influencer, quello che solitamente colleziona migliaia di like sui social, allora vi consiglio di prendere nota di questi due punti panoramici che vi regaleranno le migliori vedute sul Santuario di San Luca.



I 300 scalini

Una volta lasciato il Santuario ed oltrepassato l’Arco del Meloncello, lasciate via Saragozza e imboccate via Di Casaglia. Man mano che procederete vi accorgerete che i rumori del traffico cittadino si faranno, via via, più lontani. Quella che vi aspetta è una passeggiata di circa 40 minuti ma ne vale assolutamente la pena, credetemi!


i trecento scalini

Dopo essere arrivati al civico 37, avventuratevi lungo la scalinata in legno che sale su per la collina, nel bel mezzo del Parco San Pellegrino. La città vi sembrerà lontana e grazie alla presenza di alcune panchine potrete fermarvi ad ammirare da un lato il Santuario, e dall’altro il centro di Bologna.


il santuario di san luca visto dai tecento scalini

Un consiglio: se decidete di spostarvi in automobile, al civico 37 di via Casaglia troverete anche un piccolo parcheggio. Da lì, potrete percorrere solo a piedi i 300 scalini. Vi consiglio di portare con voi un paio di scarpe di ricambio perchè molto spesso questo percorso è ricoperto, almeno in alcuni punti, dal fango. Un abbigliamento comodo, una bottiglia d’acqua e uno spuntino, possono tornare utili dal momento che all’interno del Parco non ci sono punti di ristoro.


la città di bologna vista dai trecento scalini

Monte Donato

La frazione collinare di Monte Donato dista circa 5 km dal centro città, in direzione sud. Qui si trova uno dei parchi più frequentati dai bolognesi, soprattutto nel periodo estivo, quando si cerca di un pò di refrigerio dal caldo cittadino. Dai verdi colli del parco è possibile ammirare la città di Bologna e ovviamente, il Santuario di San Luca.



Il parco è raggiungibile in automobile o in bicicletta e dista circa 6,5 km dall’Arco del Meloncello. Durante il periodo estivo, complice il clima mite, c’è l’abitudine di raggiungerlo a piedi, soprattutto da parte dei giovani studenti universitari, in cerca di un pò di riposo dalle fatiche accademiche.

Un consiglio: se volete rigenerarvi dopo la passeggiata nel parco, fate una sosta alla Trattoria Monte Donato. Qui troverete piatti tipici della tradizione bolognese in porzioni abbondanti ma a prezzi modesti .



(Se siete alla ricerca dello scatto perfetto, QUI trovate 4 punti panoramici che vi faranno innamorare di Bologna)

Cosa ne pensate di questo Santuario e del suo profondo legame con la città di Bologna e i suoi abitanti? Conoscete altri luoghi di culto con delle tradizioni così radicate come quelle di San Luca?

Ditemelo nei commenti.

Articoli che potrebbero piacerti

4 commenti

Les Berberes 12/06/2020 - 09:59

Il tuo blog è meraviglioso, ricco di spunti utilissimi per conoscere Bologna al meglio
brava continua cosi’ 🙂

Rispondi
liberamente_traveller 12/06/2020 - 10:19

Grazie mille! Bologna ha un posto speciale nel mio cuore …

Rispondi
Rosanna De Giovanni 08/06/2020 - 20:49

Mi ha molto colpito l’aneddotto relativo a San Luca, credo che per voi bolognesi sia un luogo simbolo il santuario e la torre degli Asinelli, un po’ come Piazza Plebiscito per noi, napoletani. Devo dire che li percorrerei volentieri quei 4 km, ovviamente con scarpe comode, alla scoperta di tutta la bellezza del luogo, ammirando tutto ciò che incontrerei sul mio cammino

Rispondi
liberamente_traveller 08/06/2020 - 21:00

Ti aspetto a Bologna per andarci insieme!

Rispondi

Lascia un commento

* Lasciando un commento accetti la gestione dei dati da parte di Liberamente Traveller come indicato nella privacy policy