Tra le verdi colline dell’Appenino emiliano, oltre le fronde degli alberi che popolano la strada statale che da Bologna procede verso il confine toscano, vi capiterà di imbattervi in un antico maniero che sembra incantato.



All’apparenza vi potrà sembrare una solida fortezza medievale, ma ad uno sguardo più attento, non vi sarà difficile scorgere le torri appuntite, le finestre in stile gotico, i mosaici tipici dello stile moresco. Tant’è che, proprio per via di questa commistione di stili ed elementi diversi, viene comunemente definito eclettico.

Di sicuro non ci troviamo davanti alla dimora di una principessa chiusa in una torre in attesa di qualcuno che vada a salvarla, come ci hanno insegnato da piccoli.

E questo non solo perchè ormai le principesse hanno imparato a salvarsi da sole, ma perchè il protagonista della nostra storia è un conte.

E allora, come ogni storia che si rispetti, cominciamo così:

C’era una volta

  • il conte Cesare Mattei (1809 – 1896) , bolognese, di famiglia agiata. Dopo una deludente esperienza politica a Roma e a seguito della morte di sua madre, lasciò il capoluogo emiliano per ritirarsi a Vigorso a studiare una nuova medicina. Acquistò il vecchio castello medievale su cui fece costruire l’attuale Rocchetta. Qui si dedicò agli studi della “Elettromepatia”, come medicina alternativa , ed ebbe un notevole successo al punto che i suoi preparati medicamentosi vennero esportati in tutto il mondo. Per gestire la sua attività medica, affidò le questioni economiche e finanziarie a suo nipote Luigi che in breve tempo però, lo portò in bancarotta. Il Conte decise quindi di diseredarlo e di adottare il suo fidato contabile , Mario Venturoli. Alla sua morte, le spoglie del conte, su sua precisa indicazione, vennero depositate nella cappella della Rocchetta. Nel secondo dopoguerra il castello venne venduto a Primo Stefanelli, “il Mercantone” finchè non venne abbandonato del tutto.
  • Nel 2005 la Cassa di Risparmio di Bologna acquistò il castello avviandone il restauro e dal 2015 lo ha reso nuovamente visitabile.
  • Il biglietto è acquistabile sul sito ufficiale della Rocchetta Mattei e ha un costo di 10 euro. Considerate che gli ingressi sono contingentati e quindi vi conviene prenotare qualche settimana prima della visita . Ricordate di stampare il biglietto e portarlo con voi al momento dell’arrivo al castello. Il tour prevede la presenza di una guida e dura circa un’oretta.

Il castello

L’imponente ingresso del castello, nasconde splendide arcate finemente decorate ed una scalinata su cui spiccano alcuni busti, numerose statuette, e un ippogrifo.

Da qui, oltrepassando un cortile esterno dove è visibile una fonte battesimale facente parte della costruzione originaria, percorrendo un’altra stretta scalinata, si arriva dinanzi alla cappella del conte.

Le splendide decorazioni delle arcate della cappella ricordano chiaramente la Mezqita di Cordoba. Sarà impossibile non restare affascinati da tanta bellezza. L’armonia delle linee, le geometrie, i colori, vi costringeranno a soffermarvi con il naso all’insù per qualche altro minuto, ben volentieri, prima di continuare la vostra visita.

Salendo un’altra antica scalinata decorata con motivi fitomorfi, che simulano il legno, è possibile raggiungere un cortile esterno con una splendida vista sull’Appenino. Ci troviamo a più di 400 metri di altezza e da qui la vista è davvero suggestiva.

Un altro ambiente dl forte richiamo andaluso è il Cortile dei Leoni. Non solo perchè le arcate che circondano la fontana posta al centro, sono un chiaro riferimento architettonico della maestosa Alhambra di Granada, ma anche perchè gli azulejos che decorano le pareti del cortile sono state fatte arrivare dal conte direttamente da Siviglia.

La personalità del conte è ben evidente nella Sala dei Novanta. Pensate che fece costruire questo salone da ballo per festeggiare qui i suoi 90 anni con altri ottantanove novantenni. Purtroppo non arrivò a quell’importante traguardo, ma la Sala è comunque oggi adoperata dal Comune della vicina Grizzana Morandi per svolgere i consigli comunali o celebrare le cerimonie civili. L’evidente stile liberty dell’arredamento della stanza, è caratterizzato da colori accesi e da un’ampia vetrata con il volto del conte e la sua data di nascita.



Da qui si raggiunge l’ampio parco del castello, da cui è possibile ammirare le alte torri circolari su cui si trovano le stanze del conte, purtoppo attualmente non visitabili. Sono state infatti adottate alcune retrizioni a causa delle recenti normative anticovid19 per le quali la tomba del conte e il suo studio, la sala della pace e la stanza di Mario Venturoli, sono chiuse al pubblico.

A salutare i visitatori una coloratissima distesa di ciclamini, seminascosta tra gli alberi.



E adesso ditemi di voi; vi piacerebbe vivere in un castello? Se sì, come lo arredereste? Raccontatemelo nei commenti.

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Comments
  • Giovy Malfiori 07/11/2020

    Volevo visitare Rocchetta Mattei proprio quest’autunno ma il DPCM mi ha presa alla sprovvista. Spero di poterlo fare prima dell’anno nuovo. Sarebbe un buon segno.

    • liberamente_traveller 07/11/2020

      Te lo auguro. Speriamo sia una chiusura momentanea … non possiamo vivere senza l’arte e la cultura. Sarebbe come privare le nostre vite della bellezza, che ci è invece indispensabile per dare un senso a tutto.

  • Fe'licita 15/10/2020

    Che incanto! Vivere in un castello si, perché no…ma non mi piacerebbe fare la principessa! Intanto mi piacerebbe arredare tutte le camere del castello con stili diversi nessuna uguale all’altra.

    • liberamente_traveller 16/10/2020

      Wow! D’altronde se dobbiamo sognare , perché non farlo in grande ?!

  • Vanessa Sbezzo 15/10/2020

    Un posto davvero particolare mi piace tanto