Arrivare qui a Chiang Mai è stato come fermare il tempo.

Sembrerà strano ma anche se solo per alcuni giorni, Bangkok è una città che mi ha travolto fin da subito.

I suoi rumori, gli odori forti delle bancarelle a ogni angolo, le auto che scorrono veloci e i tanti taxi che cercano di offrirti il prezzo migliore.

Chiang Mai, che è comunque la seconda città della Thailandia dopo Bangkok, non la ricorda affatto da questo punto di vista.

E allora ecco che i rumori si fanno più lievi, il traffico molto meno rumoroso, le luci più fioche e il ritmo decisamente più lento.

Sembra quasi di essere stati catapultati in una realtà parallela, dove il respiro si allunga e si ricomincia a sentire il rumore dei propri passi.


Pronta a salire in cima al monte Doi Suthep

Trecento sono i gradini che mi separano dalla vetta del monte Doi Suthep, e a darmi il benvenuto ci sono questi splendidi serpenti Naga impreziositi da mosaici colorati e cangianti sotto i riflessi del sole.



Prima di proseguire il cammino verso la vetta però, non posso non parlarvi dei Songthaew, grazie ai quali è possibile arrivare quassù, a 15 km dal centro città nel bel mezzo della giungla.

Si tratta di pick up rigorosamente rossi da circa 8 – 10 posti che vengono dislocati in alcuni punti del centro città.

Vi toccherà pazientare un pò in attesa che il proprietario del mezzo trovi altri passeggeri da caricare, ma ne vale la pena, vi permetterà infatti di dividere il costo del tragitto ( ho pagato in questo modo solo 80 BHT, circa 2 euro) e anche di fare amicizia durante la tortuosa e verdeggiante salita.


La vita è una questione di equilibrio.

Sii gentile, ma non lasciarti sfruttare.

Fidati, ma non farti ingannare.

Accontentati, ma non smettere mai di migliorarti.

(Buddha)


E adesso ditemi di voi; siete aperti a nuove conoscenze in viaggio oppure vi mostrate diffidenti dinanzi a chi non conoscete?

E’ più forte la paura di avere delle delusioni o la curiosità di nuove conoscenze?

Ditemelo nei commenti.


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