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Vi ricordate quando, in una delle prime scene del film Sliding doors, un elemento assolutamente imprevedibile, sembra cambiare irrimediabilmente il destino della protagonista?

Ecco, se io durante l’ultimo giorno di permanenza a Tenerife, trascorso sulla splendida Playa Abama, non mi fossi quasi presa un’insolazione dopo le tante (forse troppe) ore trascorse al sole, e una volta entrata in auto non avessi avvertito l’urgenza di idratarmi con qualcosa di fresco e dissetante, e non avessi guidato in direzione nord per una decina di chilometri,

non sarei mai arrivata al Mirador Archipenque, non avrei ordinato una bibita in quella cafetería, non avrei mai visto le Acantilados de Los Gigantes.



Ecco a voi i “Muri del Diavolo“!

Così i Guanci, gli antichi abitanti di Tenerife, definivano questa lunga parete di roccia lavica e scura, che ai loro occhi si mostrava quasi impenetrabile.

Si tratta di scogliere che raggiungono anche i 600 metri di altezza e si estendono per una decina di chilometri, nella zona sudoccidentale dell’isola, non lontano dal Parco del Teide.

Oggi qui sorgono tre comunità: La Arena, Puerto de Santiago e Los Gigantes, così vicine che sembrano quasi costituire un’unica località.

Da piccolo villaggio di pescatori, Puerto de Santiago attualmente vanta un porto turistico molto attivo, che organizza quotidianamente escursioni lungo la costa con la possibilità di immergersi e avere la fortuna di avvistare le balene, che sovente nuotano nei pressi delle scogliere.



Le spiagge che sorgono ai piedi dell’alto muro dei Giganti sono tutte scure, di roccia lavica:

Tuttavia, se dopo una parentesi di tranquillità, trascorsa in uno dei punti paesaggistici più suggestivi dell’isola, vi mancano i rumori, le voci, i colori delle spiagge affollate, non ci pensate due volte e dirigetevi verso sud, alla volta di Playa de Las Americas, che da qui dista poco meno di 30 km.

Ci troviamo in quella che è nota a tutti come la zona più turistica e più vivace dell’intera isola di Tenerife.

Costa Adeje, Playa de Las Americas e Los Cristianos; così appaiono in successione da ovest verso est, le tre capitali del turismo di massa, quello delle file di grandi alberghi con vista sull’oceano, per intenderci.

Vi dirò, personalmente qui, più che in altre località visitate sull’isola, ho avvertito gli effetti del covid19 sul comparto turistico.

Molti alberghi erano tristemente chiusi, così come i grandi centri commerciali e alcuni tra i ristoranti di cucina locale.

Nonostante ciò, le spiagge cittadine erano abbastanza popolate, soprattutto da famiglie. Anche qui, come a Playa de Las Teresitas, i bagnini vigilavano affinchè fossero rispettate le norme anticontagio, controllando che fossero indossate le mascherine e rispettate le distanze tra gli ombrelloni.

Nello specifico, vi segnalo:

Se quello che cercate è una spiaggia raggiungibile a piedi dal centro cittadino, se viaggiate con bambini, se prediligete le spiagge attrezzate, se siete amanti dell’aperitivo ma allo stesso tempo non volete perdere la tintarella e infine se dopo un bagno rinfrescante volete curiosare tra i piccoli negozi di souvenir,

allora una di queste spiagge è sicuramente il posto giusto per voi.

Se invece siete curiosi di scoprire cosa c’è nel profondo est, oltre le grandi insegne al neon di Los Cristianos, allora continuate a leggere.

Superato il porticciolo di Las Galletas e le suggestive piscine naturali di Los Abrigos, in un paesaggio pianeggiante e quasi totalmente privo di vegetazione, non potrete non notare la lunghissima distesa di sabbia rossastra che si estende ai piedi della vulcanica Montaña Roja.

Quella che vedete è l’incontaminata Playa de La Tejita, il luogo ideale per chi si vuole lasciare alle spalle i rumori delle spiagge affollate.

Ci troviamo nei pressi del villaggio di El Médano, la cui spiaggia cittadina , che si trova oltre la Montaña Roja, prevede un’area (quella più vicina al centro abitato) presa letteralmente d’assalto dai turisti, ed un’altra, più ampia ed esposta ai venti, che è invece popolata quasi esclusivamente da surfisti.

Quello che mi ha stupito, una volta arrivata nei pressi de La Tejita è che, mentre il parcheggio era pieno di automobili, non riuscivo a scorgere sulla spiaggia che pochissime persone.

Una volta lasciata l’auto, mi sono diretta a piedi verso l’arenile, attraversando un sentiero di sabbia mista a sassi, quasi ricoperto interamente da cespugli.

Non è stato difficile notare la presenza di un gruppo di nudisti, ognuno dei quali aveva preso posto presso uno di questi grossi arbusti, al riparo dai venti.

Ecco spiegata la presenza di tutte quelle automobili parcheggiate!

pensavo mentre raggiungevo finalmente l’arenile per tuffarmi tra le alte onde dell’Oceano, sotto lo sguardo vigile della Montagna, che mi fissava silenziosa.



E adesso ditemi di voi; che tipi da spiaggia siete? Affollata e dotata di tutti i comfort o isolata e selvaggia?

Rivelatelo nei commenti.

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