Perchè poi, cosa diavolo è questa felicità con la quale ci riempiamo la bocca? Questa chimera irraggiungibile, forse è questo il segreto: la felicità è poter dire la verità senza ferire nessuno

(dal film “Otto e mezzo”, F. Fellini)

A Rimini tutto parla di Fellini.

Mi basta fermarmi a chiudere gli occhi sulla fontana “dei Quattro Cavalli” adiacente al Grand Hotel, lo splendido palazzo dei primi del Novecento al quale il Maestro fu da sempre legatissimo al punto da girarci alcune scene di “Amarcord”, per sentirmi come la protagonista di una delle sue intramontabili pellicole cinematografiche.


il parco intitolato a Federico Fellini adiacente al mitico Grand Hotel

Si può dire che questo sia anche il luogo d’incontro tra le due facce di questa città; da un lato il centro con Piazza Cavour, il Ponte di Tiberio, l’Arco di Augusto e dall’altro la chilometrica spiaggia con la sua imponente Ruota Panoramica.

Tuttavia, inizierò il racconto da quella che è stata la vera scoperta del mio soggiorno riminese: Borgo San Giuliano.

Si tratta dell’antico quartiere dei pescatori, oggi completamente rimesso a nuovo; resterete incantati dalle allegre facciate dipinte e abbellite con diversi murales che ricordano la vita del grande regista riminese.


Scorci dello splendido e coloratissimo Borgo San Giuliano … adoro questi murales!

Lo splendido borgo che profuma di antico è collegato al centro città dal Ponte di Tiberio, di epoca romana.

Dovete sapere che questo ponte restò in piedi anche dopo svariati tentativi dei nazisti di abbatterlo, un vero esempio di forza e tenacia!


uno sguardo al Ponte di Tiberio
attraversiamo insieme il Ponte di Tiberio

Oggi è totalmente pedonale e rende piacevolissimo il percorso fino all’imponente Arco di Augusto, situato esattamente all’estremità opposta del Ponte.


l’imponente Arco di Augusto

E’ proprio qui che ho deciso di fermarmi per la cena, presso il “Ristorante Dallo Zio”, adiacente l’Arco.

Il locale è uno splendido palazzo dell’Ottocento, arricchito con diversi poster che ricordano i più illustri frequentatori, soprattutto negli anni Sessanta, quali Gino Paoli, Lucio Battisti e lo stesso Federico Fellini con Giulietta Masina.

Dal gustoso menu ho scelto un risotto rosso della tradizione marinara riminese ed un buon piatto di gratinati di mare misti, due ottimi piatti serviti con la massima professionalità e cordialità da parte dello staff del ristorante, a cui rinnovo i miei complimenti per l’ottima qualità del pesce servito nel locale.



Terminata la cena non si può non fare un salto nelle centralissime Piazza dei Tre Martiri e Piazza Cavour, e sostare in uno dei localini che affollano quello che è il cuore pulsante della città.

Nonostante l’attuale stagione estiva sia diversa dalle precedenti, Rimini si conferma la capitale dell’ospitalità nella riviera romagnola.

Ne ho avuta la conferma quando, al mattino dopo, un sorridente e abbronzatissimo bagnino mi ha accolto nel suo “Bagno”, non lontano dallo sguardo immobile della grande Ruota Panoramica.


la splendida ruota panoramica sul lungomare di Rimini.

Pensate che Rimini con i suoi 15 km di spiaggia, è l’unica città italiana dove i numeri dei “Bagni” sono scritti sulle cabine per facilitare l’identificazione dell’elimedica in caso di soccorso sanitario.

Il lungomare, così come i diversi parchi verdi sparsi per la città, prevedono sia un percorso ciclabile che pedonale.

Ma si sa, la spiaggia mette fame e non si può lasciare la Romagna senza aver assaggiato la mitica “Piadina”.

Mi sono recata alla “Casina del bosco”, caratteristico luogo di ristoro non distante dalla spiaggia, né dal parco Federico Fellini.

Tra le tante prelibatezze presenti nel menu, le mie attenzioni si sono rivolte alla “Piadina Fighett” (fesa di tacchino, pesto di rucola, pomodori ciliegina).


la “Piadina Fighett”

Non vi nego che gustosissime sono anche la “Piadina Birro” (roast-beef, maionese, insalata, pomodoro) e la “Chicca” (salsiccia romagnola, squacquerone, pomodoro fresco), che sono state scelte dal mio ragazzo.



Pensate che molto spesso mi è capitato di sentire da amici e conoscenti, in un momento di rabbia o di sconforto:

“Ora lascio tutto e mi trasferisco in un Paese esotico per aprire un chiosco di piadine romagnole!”

quasi ad indicare un connubio inscindibile tra la felicità e la piadina, piatto simbolo della cucina di questa splendida terra.


Evviva l’ospitalità romagnola!

E ora ditemi di voi; se doveste dcegliere un luogo esotico dove ricominciare da zero con un’attività tutta vostra ; dove andreste e a far cosa?

Vi aspetto nei commenti!

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Comments
  • Ni ves 06/07/2020

    Sei così brava a descrivere tutto nei minimi dettagli, e riesci a trasmettere una visione “reale” di ciò che hai visitato ! Bravissima, complimenti!

  • ema zop 06/07/2020

    Ci sono stato lo scorso anno e ci tornerei sempre

    • liberamente_traveller 06/07/2020

      Io ho scoperto un itinerario del tutto inedito . Adoro il borgo di San Giuliano e poi non dimentichiamoci che si mangia benissimo !

  • Alfonso Picerno 06/07/2020

    Non ci sono mai stato…. Sembra molto interessante.. Grazie per queste info

  • Floriana 06/07/2020

    Woow…complimenti!!! Che piacere leggere questo mini tour nella nostra bella Italia

  • Fe'licita 06/07/2020

    Ci sono stata più di una volta ma non ho mai visitato questa città a fondo…che belle scoperte grazie di averle condivise

  • Vanessa Sbezzo 06/07/2020

    Che posto meraviglioso mi piace tanto prima o poi ci andrò

  • Roberta Sgró 06/07/2020

    Wow, ma che bellissimi scatti che ci hai regalato!!! <3