Home » Escursioni » Vieste: la storia che incontra la leggenda all’ombra del Pizzomunno

Vieste: la storia che incontra la leggenda all’ombra del Pizzomunno

di Libera

Negli anni Sessanta del secolo scorso, l’allora Presidente dell’ENI Enrico Mattei, sorvolando col suo aereo privato la zona costiera tra Vieste e Mattinata, restò talmente colpito dalla bellezza naturale di questi luoghi, da decidere di edificare proprio qui una vasta struttura ricettiva in località Pugnochiuso, e trasformare Vieste, allora un piccolo borgo marittimo che si reggeva sulla pesca e l’agricoltura locale, in una delle località più ricercate del turismo nazionale e internazionale.

Fino a quel momento infatti, la lontananza del paese dai grandi centri, la resero da sempre isolata.

Impervia e piena di curve e tornanti è la strada provinciale che vi condurrà fino a Vieste, seppur meravigliosa dal punto di vista paesaggistico.

Sarà facile per voi individuare vari punti sul percorso in cui fermarvi a scattare alcune foto di baie seminascoste dal mare color turchese, alte falesie bianchissime e isolotti popolati soltanto da gabbiani.


baia di Campi, uno degli angoli più suggestivi della strada litoramea che vi porta a Vieste

Concedetevi pure una sosta per fare un bagno e rigenerarvi all’ombra dei tanti pini marittimi. Immersi nella natura di quello che Padre Pio definì come “la Cattedrale del Creato”, gli unici rumori che sentirete saranno i canti dei grilli e delle cicale.

Superato uno degli ultimi tornanti, finalmente potrete scorgere il suo skyline inconfondibile.



Il centro storico si erge su un costone roccioso a strapiombo sul mare. Il punto più alto è il Castello Svevo, che dall’alto domina la città assieme al campanile della Cattedrale.


la Basilica concattedrale di S. Maria Assunta a Vieste, con il suo inconfondibile campanile

Da lì uno stretto reticolo di vicoli vi condurrà fino a Punta S. Francesco, da cui potrete ammirare lo splendido isolotto di S.Eufemia con il faro tuttora in funzione.


uno degli scorci più fotografati: punta S.Francesco
il faro di Vieste sull’isolotto di S.Eufemia

Ho deciso di cominciare la mia visita proprio dal Castello Svevo e dalla vista privilegiata che si può avere solo da quassù .

Vedete quella roccia alle mie spalle, bianca, imponente e staccata dalla parete rocciosa?


dal Castello Svevo si gode di una splendida vista sulla spiaggia ormai ribattezzata “del Pizzomunno” dal nome del monolite che vedete alle mie spalle

Si tratta del monumento naturale simbolo della città: Pizzomunno.

Secondo la leggenda, tornata in auge qualche anno fa grazie alla canzone sanremese di Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, il monolite sarebbe in realtà un pescatore viestano innamorato della sua Cristalda che, per avere rifiutato le attenzioni delle sirene, fu da queste trasformato in pietra.

Pare che i rumori che si sentano nelle notti invernali, quando il vento soffia tra le rocce del costone roccioso, siano proprio i lamenti dello sfortunato Pizzomunno, al quale sia stato concesso di riprendere le sue sembianze umane solo una volta ogni cent’anni.


Pizzomunno

La struggente storia d’amore tra i due giovani è visibile anche nella splendida decorazione di una delle più lunghe scalinate del centro di Vieste, che da Corso Lorenzo Fazzini, porta fino all’ingresso della Cattedrale. Se la percorrerete, potrete rileggere magari canticchiando, i versi dello splendido brano di Max Gazzè.



Ma passiamo dai racconti delle sirene alle storie dei pirati.

Ebbene sì, dovete sapere che Vieste fu spesso preda di scorrerie e saccheggi. I segni degli assalti sono ben visibili sul Castello Svevo, edificato da Federico II di Svevia, che nel 1646 fu danneggiato anche da un terremoto.

Uno dei momenti più cruenti della storia di Vieste fu l’assalto operato da Draguth Reis, “la spada snudata dell’Islam”, nel luglio 1554.

Pensate che in memoria di quel tragico evento, nel centro storico di Vieste, a due passi dalla Cattedrale, si trova la “Chianca Amara”.



Pare che le sue 70 navi approdarono a Vieste spinte da una bufera di vento e che il corsaro, colpì le mura della città e del Castello con quasi 1000 colpi di cannone, affinchè queste cedessero!

I pirati riuscirono a saccheggiare ogni casa e ad uccidere, proprio nei pressi della “Chianca Amara”, uomini, donne, bambini, con una violenza davvero inaudita.

Tuttavia i rintocchi del campanile della Cattedrale ci ricordano che dobbiamo proseguire il nostro cammino e magari fermarci per un aperitivo vista mare.

Due sono le zone panoramiche, sottostanti il Castello Svevo, che dovete assolutamente raggiungere.

La prima è Piazzetta Petrone e la seconda è la “Ripa”, uno dei più antichi approdi dei pescatori viestani.


la splendida vista da Piazzetta Petrone
la “Ripa”, antico approdo dei pescatori viestani

Qui locali , bar e ristoranti, faranno a gara per offrirvi un posto in prima fila davanti alla terrazza a strapiombo sul mare.

Voi dovete solo mettervi comodi e dimenticarvi del tempo che passa.

L’aria è rarefatta; il tramonto comincia ad affacciarsi sulle antiche abitazioni, una leggera brezza soffia nonostante la giornata calda, il profumo del pesce appena portato in tavola si confonde con l’odore del mare.

Ho scelto di cenare presso il ristorante “Vecchia Vieste”, nel cuore del centro storico, vicinissimo a Punta S. Francesco e a Marina Piccola, la piazza da cui è ben visibile il faro di S. Eufemia.

L’interno del locale conserva le antiche mura , tipiche delle antiche costruzioni del centro storico.

Il menu è tipico ma allo stesso tempo ricercato ed il personale cordiale.

Ho scelto cruditè di mare, cozze ripiene (uno dei piatti tipici del Gargano) e tonno scottato con pistacchio.



Terminata la cena, non si può rinunciare ad un’ultima passeggiata tra i vicoli che dal centro storico portano fino al Corso principale della città, definendo il passaggio dal borgo antico al quartiere ottocentesco di Vieste.


Marina Piccola e il quartiere ottocentesco. Da qui si vede bene il campanile della Cattedrale che svetta sul borgo antico

E non vi preoccupate se, all’ombra della luna, mentre la luce intermittente del faro vi accompagnerà lungo il vostro percorso, ripenserete alle storie dei pirati e i racconti delle sirene.

Chissà, magari sarà proprio questa la notte in cui Pizzomunno tornerà uomo, sciogliendo quell’incantesimo eterno, che gli ha negato l’amore e allo stesso tempo lo ha reso immortale.


perdersi nei vicoli del centro storico, un’esperienza da fare!

E ora ditemi di voi; vi piacciono i racconti d’amore come la storia di Pizzomunno e Cristalda o preferite i racconti di avventura, come le storie dei pirati? Ditemelo nei commenti.

Articoli che potrebbero piacerti

10 commenti

Ni ves 28/07/2020 - 08:31

Attraverso le tue parole ho vissuto un vero e proprio viaggio Sempre molto brava bei dettagli!

Rispondi
liberamente_traveller 28/07/2020 - 13:11

Grazie mille, ne sono felice!

Rispondi
ema zop 27/07/2020 - 16:51

Ci verrei ad abitare , sole mare e ostriche

Rispondi
liberamente_traveller 27/07/2020 - 17:52

Non è mai troppo tardi per i cambiamenti , chissà …

Rispondi
Fe'licita 27/07/2020 - 14:30

Una terra stupenda che bel viaggio ci hai fatto fare! Io preferisco i racconti di avventura

Rispondi
liberamente_traveller 27/07/2020 - 16:16

Mi fa molto piacere . Vieste ti aspetta !

Rispondi
Floriana 27/07/2020 - 14:20

Woow che splendore la nostra terra ❤️

Rispondi
liberamente_traveller 27/07/2020 - 16:13

Tutta da vivere !

Rispondi
Vanessa Sbezzo 27/07/2020 - 13:00

Davvero fantastico questo posto mi piace tanto. Descrizione sempre super accurata

Rispondi
liberamente_traveller 27/07/2020 - 16:14

Grazie mille!

Rispondi

Lascia un commento

* Lasciando un commento accetti la gestione dei dati da parte di Liberamente Traveller come indicato nella privacy policy