Romagna solatìa, dolce paese cui regnarono Guidi e Malatesta, cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta”

(G. Pascoli, “Myricae: Ricordi, Romagna, vv.60-64)

Con questi accorati versi, Giovanni Pascoli compose la sua personale dichiarazione d’amore alla terra natia, la Romagna, ricordando la vita di campagna, vissuta all’ombra di grandi alberi e scandita dai ritmi della vita contadina e dal canto dei grilli.

Ed è proprio questa la visione che si apre davanti a me giunta alle porte di Santarcangelo!


la splendida fontana di Piazza Ganganelli

Non ci sono i contadini nei campi ma bancarelle di antiquariato nella centrale piazza Ganganelli, ma l’aria è rarefatta, i ritmi lenti, il canto dei grilli si alterna a quello delle donne intente a preparare il pranzo.

Il grande Arco che segna l’ingresso alla piazza e al centro storico della città, fu fatto erigere nel 1769 in onore della nomina a Pontefice di Lorenzo Ganganelli, nativo proprio di Santarcangelo.


Piazza Ganganelli con il grande Arco che dà il benvenuto ai visitatori

Sulla piazza , nucleo centrale del paese, si affacciano il palazzo comunale e la scuola elementare (dove anticamente si ergeva un convento).

Tuttavia aguzzando l’udito, oltre che la vista, non sarà per voi difficile scorgere in lontananza l’alta torre con l’orologio, che con i suoi rintocchi segna dalla cima della collina, l’ora per la comunità locale.


dalle strette vie del borgo si intravede “il campanone”

Noto come “il campanone”, la torre è alta 25 metri e si trova in piazzetta Galassi, nella parte alta del borgo, da cui dà una connotazione davvero unica allo skyline di Santarcangelo.



Non lontano dalla torre campanaria c’è la Rocca Malatestiana, dove pare avesse avuto luogo la struggente storia di Paolo e Francesca, raccontata da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia.

L’antica fortezza era un baluardo per la difesa della famiglia Malatesta, e oggi la proprietà privata della signora Marina Colonna, discendente della famiglia che ne ereditò la custodia.

Ma il posto migliore per godere di una vista sui tetti del borgo e sulla collina circostante, è Piazzetta Scarpellini.


Splendida da qui la vista sul borgo

Da lì vi sarà possibile percorrere un sentiero panoramico per poi confluire nel dedalo dei vicoli cittadini, dove le facciate delle case a schiera, dai vivaci colori pastello, salutano il passaggio dei visitatori incuriositi, inebriandoli del profumo dei fiori colorati posti sui davanzali delle finestre.


Passeggiando per le suggestive vie del borgo

L’odore di buono che sopraggiunge dagli scuri semichiusi delle abitazioni, mi ricorda che è arrivato il momento di degustare l’ottima cucina locale.


E’ inevitabile ascoltare i rumori che provengono dagli scuri semichiusi delle case del borgo

Mi dirigo verso il ristorante “Lazaroun” nel centro storico, dove scopro con sorpresa che il locale possiede alcune grotte sotterranee adibite a cantine per la conservazione del Sangiovese, ampiamente coltivato nella zona, e che le mette a disposizione dei clienti per una visita gratuita dopo il pasto.

La mia scelta è andata così ad un menu di terra accompagnato – per l’appunto – da un vino rosso Sangiovese.

Per iniziare un antipasto di degustazione fredda (tartare di manzo, carne salada, filetto d’anatra), quindi un piatto di passatelli al ragù bianco di vitello e asparagi fatti a mano e un piatto di strozzapreti con salsiccia nostrana e radicchio rosso.



Per concludere al meglio il pasto, un’ottima grigliata mista, con tutte le specialità di carne della zona.


la nostra grigliata … che be ne pare?

Vi dirò che la gentile visita alle grotte sotterranee offerta dai proprietari del ristorante mi ha molto incuriosito, così ho pensato di prenotare la visita guidata agli ipogei, ben 152 grotte sotterranee (a cui ne sono stati aggiunti altri 13, scoperti l’anno scorso) che attraversano il sottosuolo di tutta la cittadina.


La cantina nella grotta sotterranea del ristorante “Lazaroun”

Si tratta di una fitta rete di cunicoli che attraversa la città su più livelli, dove la temperatura è nettamente molto più bassa rispetto all’esterno (si attesta attorno ai 12 ° C) e il livello di umidità può arrivare all’80%.

Questo perché le cavità sotterranee sono costituite da sabbia mista a roccia, la loro origine infatti viene fatta risalire ad un’età molto antica, quando l’Adriatico si estendeva fino alle pendici dell’Appennino.

Usate anticamente per conservare il vino, ricchezza per la popolazione contadina della zona, durante la Seconda Guerra Mondiale salvarono la vita a migliaia di persone in cerca di un rifugio sotto ai bombardamenti che, lungo la linea gotica, costrinsero qui per mesi le armate naziste e gli alleati, mietendo molte vittime anche tra i civili.

Va detto che le grotte sono quasi tutte di proprietà privata. Solitamente il proprietario della grotta coincide con il proprietario della casa sovrastante.

Mi è stato possibile visitare, al costo di soli 3 euro (che includono anche una guida locale messa a disposizione dall’ufficio del turismo di Santarcangelo, per info: www.iatsantarcangelo.com) la grotta di proprietà del Comune di Santarcangelo.

Appartenuta ad un ricco signore scappato a Rimini dopo la guerra, fu preda delle intemperie, finché la Pubblica Amministrazione cittadina decise di occuparsene e restaurarla fino a renderla visitabile.



Questo tuffo tra le storie e i ricordi del passato mi ha fatto venire in mente che, proprio qui vicino, c’è un borgo davvero suggestivo, sede di una appassionante storia di … fantasmi.

A circa 20 minuti di automobile da Santarcangelo, in cima ai 436 metri della collina di Montebello, c’è Poggio Torriana, una manciata di casupole attorno ad un castello, ambientazione della nostra storia.


Il piccolo borgo di Poggio Torriana

Pare che nel 1370 il proprietario del castello rinchiuse tra le sue mura sua figlia, nota nella leggenda come “Azzurrina”, affinché non avesse contatti con l’esterno perché nata albina, particolarità associata alla stregoneria a quell’epoca.


Da una delle finestre del castello si vede nitidamente la vicina Repubblica di S. Marino

Mentre la bambina giocava rincorrendo una palla di pezza, cadde nel nevaio e non venne mai più ritrovata.

La leggenda narra che il suo fantasma vaghi ancora per il castello, e che se ne possa avvertire la presenza nelle notti del solstizio d’estate, ogni 5 anni.

Durante la visita (al costo di 8 euro), vi verranno fatte ascoltare – se voi accetterete – alcune delle registrazioni rilevate all’interno del castello durante le notti in cui ricorre l’anniversario della scomparsa di Azzurrina, effettuate da un’equipe di studiosi.

Sicuramente questo racconto aggiunge un tocco di mistero alla visita del castello e del minuscolo borgo che lo circonda , anche se devo ammettere che la vista da lassù, con lo sguardo che si perde tra il verde delle colline circostanti e il blu del mare della riviera in lontananza, ripaga già da sola, la splendida visita.



E ora ditemi di voi; vi lasciate affascinare dai racconti di misteri , leggende e superstizioni? Ne conoscete alcuni, magari legati al vostro territorio o a luoghi che avete visitato?

Vi aspetto nei commenti.

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Comments
  • Roberta Sgró 13/07/2020

    Un paesaggio da gustare insomma!!! <3

    • liberamente_traveller 13/07/2020

      Sotto tutti i punti di vista , sia naturalistico che gastronomico .

  • ema zop 13/07/2020

    Qualche volta vorrei venire a fare questi tour con te, sei bravissima

    • liberamente_traveller 13/07/2020

      Perchè no?! Ogni amante della natura e dei viaggi è il benvenuto 🙂

  • Fe'licita 13/07/2020

    Un luogo tutto da scoprire…quante bellezze da ammirare e panorami mozzafiato!

    • liberamente_traveller 13/07/2020

      Dei panorami davvero splendidi , concordo .

    • Sonia Leo 13/07/2020

      Complimenti Libera! È un piacere aver conosciuto questa tua passione!!!! Che dire!? Sei in gamba non solo come Wa

  • Vanessa Sbezzo 13/07/2020

    Il posto è magnifico bella piazza! Anche i piatti molto invitanti

    • liberamente_traveller 13/07/2020

      Grazie mille ! Adoro assaggiare i piatti tipici dei luoghi che visito .