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Gualtieri: cosa vedere in un giorno

di Libera

In provincia di Reggio Emilia, non lontano dal confine con la Lombardia, c’è un luogo che sembra sospeso tra terra e acqua ed il suo nome è Gualtieri: scopriamo cosa vedere in uno dei borghi più belli d’Italia.

Viaggio a Gualtieri: cosa vedere in uno dei borghi più belli d’Italia

Una delle modalità più sorprendenti e genuine per conoscere questo borgo, adagiato sull’argine maestro del fiume Po, può essere indubbiamente quella di visitarlo nell’ambito di una delle sue manifestazioni territoriali più amate: Viaggio a Gualtieri.

Sono ormai passati diversi anni dalla sua prima edizione (targata 2015) e anche nel 2022, puntuale come la fine delle ferie d’Agosto, è tornata ad intrattenere cittadini e amanti del territorio o più semplicemente curiosi.

Nei giorni compresi tra il 16 ed il 18 Settembre infatti, le porte dei principali palazzi e dei monumenti simbolo di Gualtieri, si sono aperte eccezionalmente, per accogliere tutti coloro che avevano voglia di riscoprire i tesori di questa terra.

Per l’occasione, io e le altre blogger di Viaggi.Cibo.Emilia, abbiamo avuto la possibilità di visitare in anteprima alcuni dei luoghi più emblematici della città.

La nostra giornata, cominciata davanti ad un buon caffè presso il centralissimo Bar Teatro in una calda mattina di fine estate, è proseguita con un’incursione dietro le quinte dell’antichissimo Teatro cittadino.

Quindi abbiamo esplorato i sontuosi saloni di Palazzo Bentivoglio per poi ammirare l’omonima piazza dal balcone dell’alta Torre Civica.

Nel pomeriggio invece, ci siamo lasciate gli antichi edifici del borgo alle spalle, per esplorare i dintorni.

Non potevamo certo perdere la possibilità di passeggiare attraverso i sentieri che caratterizzano la Golena prima ed il Bosco del Caldaren poi!

Scommetto che vi ho già incuriosito e che non vedete l’ora di saperne di più.

Dunque, perché indugiare?! Mettiamoci in cammino.

Gualtieri: cosa vedere in un giorno
1. Teatro
2. Palazzo Bentivoglio
3. Torre Civica
4. Villa Malaspina
5. Golena
6. Caldaren
7. Palazzo Greppi
8. Dove mangiare vicino Gualtieri
9. Come arrivare a Gualtieri

Cosa vedere a Gualtieri: il Teatro

Ho capito subito che Gian Luca Torelli, il nostro Virgilio in questo itinerario alla scoperta di Gualtieri, avrebbe avuto la possibilità di farmi innamorare di questo borgo, con i suoi racconti ricchi di aneddoti e curiosità.

Mai avrei potuto immaginare infatti che, quel suo rumoroso mazzo di chiavi, avesse potuto aprirci le porte dell’antichissimo Teatro cittadino.

L’edificio è inglobato all’interno del complesso monumentale, noto come Palazzo Bentivoglio ed ha vissuto molte vite.

È stato realizzato nel 1775, su iniziativa di Giovan Battista Fattori.

Diverse furono le modifiche apportate agli ambienti interni, inglobati nel teatro. Venne persino aperto un nuovo accesso, indipendente, affacciato direttamente sulla piazza.

Assunse il nome di Teatro Principe e si presentò come un teatro all’italiana, costituito da due file di palchi e di dimensioni modeste rispetto ai teatri attuali.

Da Teatro Principe a Teatro Sociale

Dopo anni di regolare e continua attività, alla fine dell’Ottocento il teatro smise bruscamente di funzionare finché potè rinascere una seconda volta nel 1905, come Teatro Sociale.

Pensate: dal momento che l’amministrazione comunale non era in grado di finanziare interamente la ricostruzione e l’ampliamento del teatro, furono i palchettisti a contribuirvi e ad assumerne la gestione per quasi un secolo.

L’attività teatrale, prima venne affiancata dalla proiezione di pellicole cinematografiche, poi ne fu gradualmente sostituita.

uno dei segni del passato di cinema di Teatro di Gualtieri

A tal proposito, durante la nostra visita abbiamo avuto la possibilità di entrare nell’antica sala delle proiezioni, che ospitava la macchina da presa. Un vero e proprio viaggio indietro nel tempo!

Dal 1979 al 2005 le porte del teatro di Gualtieri restarono chiuse finché furono gli stessi cittadini a rimboccarsi le maniche e adoperarsi in prima persona, affinché il teatro tornasse agibile e funzionante.

Ammetto che uno dei momenti più toccanti della visita è stato ascoltare i racconti di chi, questa ricostruzione, l’ha vissuta in prima linea.

Non posso dimenticare questa frase, pronunciata dall’assessore Mattea Gialdini, che ci ha onorato della sua presenza:

Erano gli stessi spettatori che facevano i lavori!

Provate ad immaginare quale forte senso di appartenenza potesse animare l’intera cittadinanza, che ha confermato la proverbiale operosità di questa parte d’Emilia, lavorando ininterrottamente fino al giorno della riapertura: il 6 Giugno 2009.

Il Teatro Rovesciato

Grazie all’attività dell’associazione Teatro Sociale, è stata introdotta una nuova forma di intrattenimento, il cosiddetto teatro rovesciato, caratterizzato da un inedito utilizzo degli spazi di scena.

La platea ed il palcoscenico si fondono e si confondono ripetutamente, dando vita a nuove forme di comunicazione e di scambio reciproco tra gli attori ed il pubblico.

Una curiosità: c’è una linea sottile che collega il grande compositore Ezio Bosso ed il Teatro di Gualtieri.

Il Maestro fu uno dei primi infatti, ad esibirsi dopo la riapertura del Teatro nel 2009.

interni Teatro di Gualtieri

Per Bosso, che nel 2012 ricevette la cittadinanza onoraria di Gualtieri, quello con il piccolo borgo si trasformò subito in un appuntamento fisso, che non dimenticò mai di onorare, fino alla sua scomparsa.

Palazzo Bentivoglio

Progettato da Gian Battista Aleotti, noto come l’Argenta, tra il 1594 ed il 1608, Palazzo Bentivoglio si presentava in origine come un edificio decisamente più esteso di quello attuale.

Se dall’esterno ha l’aria austera di una fortezza fredda ed imponente, non cadete in giudizi affrettati e aspettate di vederne gli interni.

I saloni di Palazzo Bentivoglio

I tre saloni attualmente visitabili infatti, sono arricchiti da splendidi affreschi e ospitano alcune mostre, dedicate a due tra i cittadini più illustri di Gualtieri.

La Sala di Enea, che attualmente funge da ingresso, è occupata da raffigurazioni (di autore sconosciuto) dedicate ai libri compresi tra l’VIII e il XII, dell’Eneide di Virgilio.

Da qui, si accede a:

  • Sala di Icaro
  • Sala di Giove
  • Sala dei Giganti

I dipinti che ricoprono i soffitti dei primi due ambienti riprendono alcune scene legate alla fondazione di Roma, con un chiaro riferimento all’opera Ab Urbe Condita di Tito Livio.

Mentre la Sala di Giove espone alcuni tra i capolavori di Antonio Ligabue (non tutti sanno che il celebre artista visse a lungo qui, dove intraprese la sua attività di pittore e scultore), quella di Icaro custodisce due degli abiti di scena realizzati da Umberto Tirelli, nativo di Gualtieri.

abito di Romy Schneider in mostra a Gualtieri

Non potete immaginare il mio grande stupore nel poter ammirare da vicino il vestito originale indossato dall’attrice Romy Schneider (indimenticabile interprete della Principessa Sissi)!

È stato realizzato dallo scenografo per il film Ludwig (1973) di Luchino Visconti ed è semplicemente splendido.

Salone dei Giganti

Il Salone dei Giganti è l’ambiente più suggestivo e forse rappresentativo di Palazzo Bentivoglio e non solo per le sue dimensioni, decisamente imponenti.

Enzo Bentivoglio, che affidò i lavori di decorazione degli interni a Pier Francesco Battistelli, chiese che vi fossero raffigurate scene tratte dalla Gerusalemme Liberata di Tasso.

pareti del salone dei giganti a Gualtieri

A rendere ancora più iconico questo salone infine, vi è una mostra interamente dedicata al già citato Umberto Tirelli, dal titolo: Umberto Tirelli. La Collezione d’Arte Tirelli – Trappetti 1992 – 2002.

Le opere esposte, costituite da fotografie, bozzetti e ritratti realizzati dal costumista nativo di Gualtieri, appartengono ad una collezione privata, donata nel 1992 da Dino Trappetti al Comune del borgo emiliano.

Sul sito internet della Fondazione Antonio Ligabue potete consultare gli orari di apertura ed acquistare il biglietto per la visita.

La Torre Civica di Gualtieri

La Torre Civica, che svetta oltre la grande Piazza di Bentivoglio, è forse la prima cosa che ho potuto vedere al mio arrivo a Gualtieri.

Si slancia per 44 metri in una snella forma a cannocchiale ed è risalente agli anni compresi tra il 1599 ed il 1602.

Fu realizzata sulla base del progetto di Giovan Battista Aleotti, per poi essere rinforzata da Fattori nella seconda metà del Settecento.

Costituisce il vero e proprio ingresso d’onore della città, con i suoi tre livelli, che presentano ciascuno uno stile architettonico diverso.

Oltrepassando una sottile porticina e percorrendo quasi 40 gradini, siamo state introdotte al balconcino della torre, da cui è possibile godere di una splendida vista sulla piazza e su Palazzo Bentivoglio.

la piazza quadrata di Gualtieri

Un colpo d’occhio davvero notevole!

Sapevate che la provincia di Reggio Emilia è una terra ricca di castelli?! Se anche voi, come me, amate le antiche fortezze, non perdete l’opportunità di visitare i Castelli di Bianello e Carpineti!

Villa Malaspina

Durante l’edizione 2022 di Viaggio a Gualtieri, ho avuto modo di visitare eccezionalmente i giardini di Villa Malaspina, uno degli edifici più sontuosi del borgo reggiano.

Il palazzo passò nelle mani della famiglia Torello nel 1460, quindi divenne una proprietà dei Malaspina nel 1841 e poi giunse ai Guarenti, che ne sono tuttora i proprietari.

L’attuale facciata della residenza si deve ad una ristrutturazione, commissionata nel 1764 all’architetto Domenico Marchelli, che le conferì un aspetto dal gusto tipicamente neoclassico.

Villa Malaspina a Gualtieri

Al 1682 invece risale la costruzione della cappella adiacente alla villa, nella quale spicca una pala d’altare che ritrae una Madonna col Bambino tra San Francesco e il Beato Torello, opera di Alfonso Chierici.

Pensate che persino Antonio Ligabue soggiornò presso alcuni degli ambienti di Villa Malaspina, dando così sfogo ala sua creatività.

Il parco è molto elegante e si caratterizza per le sue siepi ben curate, diverse statue decorative, un laghetto seminascosto dai salici ed una sontuosa scalinata a doppia rampa.

Vi sono state realizzate anche delle serre, oggi chiamate limonaie, delimitate da ampie vetrate, che consentono ai raggi del sole di illuminarne gli interni.

Cosa vedere nei dintorni di Gualtieri: la Golena

Se il centro di Gualtieri va visitato rigorosamente a piedi, le immediate vicinanze del borgo possono essere esplorate con una piacevole passeggiata in bicicletta.

Dal punto di vista naturalistico infatti, non si può certo dire che questo territorio non sia in grado di stupire.

Emblematica in tal senso, è la verdissima Golena di Gualtieri, ovvero il territorio compreso tra l’argine maestro del Po e l’alveo del fiume.

Farsi largo tra i pioppi e le piante selvatiche che connotano questo paesaggio, è stato come ritrovarsi nel mondo di Alice nel paese delle Meraviglie.

Di tanto in tanto si scorgeva qualche simpatico animaletto che, con grande disinvoltura, faceva capolino tra gli arbusti, per poi scomparire oltre le fronde.

Non mancano tuttavia, i segni evidenti del passaggio dell’uomo, che per decenni ha fatto della pesca nelle acque del Po, la sua principale fonte di sostentamento.

I capanni lungo la Golena

Oltre a diverse imbarcazioni, che affiorano in diversi punti riemersi, in seguito alla secca del fiume, siamo rimaste alquanto affascinate dai capanni.

Queste antiche palafitte originariamente erano adoperate per la pesca locale mentre oggi, sembrano quasi una forma innovativa di glamping.

Rimesse a nuovo, abbellite con decori dalle tinte vivaci e cartelli che ne svelano il nome, queste casupole rialzate da terra, sono più vive che mai.

capanno presso la golena di Gualtieri

Si ripopolano solitamente durante i fine settimana, quando i proprietari invitano amici e parenti per gustare un bicchiere di vino in mezzo alla natura.

Una curiosità: uno dei capanni che abbiamo intravisto, chiamato Il Bilancione, possiede ancora l’antica bilancia, utilizzata anticamente per tirare su le reti colme di pesci.

E che dire infine, dello splendido barcone dell’architetto Stefano Pavan, che ci ha scortato nei meandri della Golena, alimentando la nostra fantasia con racconti sugli uomini del Po e le loro consuetudini!

Potrebbe essere una vera e propria casa allestita all’interno di un’imbarcazione, se non fosse che l’arredamento include esclusivamente la cucina.

L’Isola degli Internati

Durante il nostro girovagare ci siamo ritrovate nei pressi dell’Isola degli Internati. Un nome alquanto curioso per questo lembo di terra racchiuso tra le acque del fiume, penserete voi.

Si narra che questa denominazione abbia avuto origine nel 1945, quando cioè l’area (che oggi è diventata una penisola) venne concessa a ex prigionieri della Seconda Guerra Mondiale.

Si pensò che potesse essere un modo efficace per reintrodurli all’interno della società dell’epoca, dando loro la possibilità di procurarsi direttamente in loco, il necessario per vivere.

Da alcuni anni inoltre, la secca del Po ha riportato alla luce ben tre relitti, ben visibili dall’Isola degli Internati.

Si tratta di imbarcazioni che, molto probabilmente, sono state colpite e poi affondate durante l’ultimo conflitto mondiale.

È possibile intravedere ciò che ne resta perché il Comune di Gualtieri ha deciso di non rimuoverli, così da non intaccarne la memoria.

Il Caldaren

Una cosa da vedere sicuramente nei dintorni di Gualtieri è il bosco planiziale più antico dell’intera Golena, dal nome curiosissimo di Caldaren.

Questa zona infatti, un tempo era occupata da una cava per l’estrazione dell’argilla che, una volta raccolta nei caldaren (secchielli simili a quelli adoperati dai muratori), veniva trasportata fino alla fornace.

Con l’abbandono dell’attività estrattiva, la natura si riappropriò di questo territorio, trasformandolo in un bosco di ben 13 ettari, che ospita diverse specie vegetali (tra cui splendidi pioppi bianchi e salici) e animali.

Pensate che, tra le fronde degli alberi è ancora possibile individuare alcuni dei coppi d’argilla che venivano realizzati quando la cava era in funzione.

La nostra guida, la signora Dirce (che fa parte delle GGEV, ovvero le Guardie Giurate Ecologiche Volontarie) ce ne ha mostrati alcuni, non lontani dall’aula didattica a cielo aperto realizzata nel bosco.

Qui, grazie ad alcuni pannelli informativi collocati presso piante ed arbusti, le scolaresche possono visitare il territorio imparando a conoscerne le peculiarità.

Ricordate che quest’area verde si è creata in maniera del tutto spontanea e naturale e che pertanto l’uomo qui, non è mai intervenuto.

Per questo motivo, durante la vostra visita, non abbandonate i rifiuti ed evitate di recidere i fiori o raccogliere funghi e lumache.

Palazzo Greppi

Se dovessi indicare una sola cosa, come la più sorprendente tra tutte le bellezze architettoniche che ho avuto la possibilità di vedere a Gualtieri, quella sarebbe Palazzo Greppi.

Questo edificio si trova nella frazione di Santa Vittoria, che dista dal borgo meno di 5 chilometri ed è raggiungibile in pochi minuti.

È intitolato al milanese Antonio Greppi che, nel 1769 decise di far costruire un’enorme casa padronale, affacciata sulla Chiesa intitolata a Santa Vittoria.

All’azienda agricola, specializzata nella coltura di riso, tabacco e allevamento di bachi da seta, venne affiancato uno splendido palazzo di tre piani.

I due lati (est ed ovest) vennero occupati dagli alloggi dei lavoratori mentre le stanze di Greppi, si trovavano nell’area centrale.

Oggi l’edificio, che ospita una scuola materna e alcuni alloggi popolari, conserva il suo antico fascino grazie allo splendido salone interno, interamente decorato.

Pensate: sul soffitto è stata persino realizzata una finta cupola con una prospettiva del tutto particolare.

finta cupola di Palazzo Greppi

Diventava cioè quasi tridimensionale agli occhi di coloro che oltrepassavano l’ingresso principale, oggi sostituito da una balconata.

Diverse sono le tracce che rievocano l’antico utilizzo di casa padronale.

Tra gli altri, vi segnalo: lo sportello presso il quale i braccianti potevano ritirare il loro salario, la balaustra, che consente una splendida visuale sull’intera sala dall’alto ed un imponente camino di marmo realizzato dal Bolognini.

Dove mangiare vicino Gualtieri

Non è certo un mistero: la cucina emiliana è una delle più golose e apprezzate d’Italia (se non del mondo).

Del resto, quale modo migliore di alleviare le fatiche del nostro tour alla scoperta di Gualtieri e dintorni, se non deliziandoci con le prelibatezze locali?

Abbiamo deciso di raggiungere la suggestiva Locanda dei Pontieri, che dista una decina di chilometri in automobile dal borgo.

Oltre al ristorante, scelto soprattutto da coloro che percorrono la pista ciclabile, qui vi sono diversi alloggi, perfettamente inseriti nel contesto paesaggistico.

Scommetto che non resisterete al richiamo dello gnocco fritto, accompagnato da affettati misti della zona!

Pensate che io e le altre blogger lo abbiamo apprezzato a tal punto da dimenticare di immortalarlo a beneficio dei nostri profili social.

È semplicemente irresistibile!

Quindi, alcune di noi hanno preferito dell’ottimo roastbeef mentre altre, tra cui la sottoscritta, si sono lanciate sui primi (io ho ordinato pappardelle al ragù di manzo).

Per il nostro brindisi infine, abbiamo sorseggiato del lambrusco, il vino rosso emiliano per eccellenza.

Vi dirò, durante l’intera durata del pasto, ho quasi perso totalmente la cognizione del tempo.

Sono riuscita a conversare amabilmente con le mie compagne d’avventura senza che rumori molesti, ci disturbassero minimamente.

D’altronde, tutti coloro che abbiamo incontrato durante la nostra visita a Gualtieri, ci hanno parlato di questo territorio come una sorta di rifugio dalla frettolosa e grigia città.

Dopo la mia esperienza, non posso che confermarlo.

Consiglio a tutti voi di fare un salto da queste parti, magari proprio in occasione della prossima edizione di Viaggio a Gualtieri.

Come arrivare a Gualtieri

Il modo più veloce e comodo per raggiungere Gualtieri è in automobile.

Se arrivate da Bologna, dovete prendere l’autostrada A1, uscire a Reggio Emilia e seguire la SS 63, in direzione di Guastalla, impiegando in totale circa un’ora e mezza.

Chi invece arriva da Parma o dalla vicina Mantova, potrà imboccare la SS 62, superando i due paesi di Brescello e Boretto e giungendo a destinazione in 35 – 40 minuti.

Il borgo di Gualtieri, oltre a trovarsi al confine tra due Regioni (Emilia Romagna e Lombardia), si trova anche a metà strada tra due capoluoghi di provincia, Parma e Reggio Emilia. Venite a scoprire cosa vedere in un giorno nella capitale della gastronomia italiana!

Avrete modo di lasciare l’auto nell’ampio parcheggio di Piazza IV Novembre, che si trova nelle immediate vicinanze dei principali punti d’interesse cittadini.

Se invece preferite spostarvi con i mezzi pubblici, potete consultare il sito internet di SETA, che gestisce il trasporto del bacino di Reggio Emilia e provincia.

io nel Teatro di Gualtieri

Ora che avete tutte le informazioni utili per visitare Gualtieri, non mi resta che chiedervi: qual è la prima cosa in assoluto che volete vedere nel borgo?

I miei ultimi itinerari di viaggio:

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6 commenti

Sara - Slovely.eu 31/08/2022 - 17:54

Riesci sempre a scoprire luoghi estremamente interessanti e ancora poco noti, come questo Gualtieri di cui ignoravo completamente l’esistenza. Magnifico il teatro, e poi il gnocco fritto… non si può resistere, decisamente no!

Rispondi
Libera 31/08/2022 - 18:04

Grazie Sarà, ti auguro di visitare Gualtieri quanto prima.

Rispondi
Teresa 31/08/2022 - 16:09

Sicuramente un borgo da visitare! Mi chiedo se le attrazioni che hai descritto nell’articolo siano sempre aperte al pubblico, o solo in determinate occasioni. In particolare il teatro mi affascina! Grazie per la risposta!

Rispondi
Libera 31/08/2022 - 16:16

Come ho scritto nell’articolo, alcuni monumenti di Gualtieri non sono sempre visitabili, tranne che in situazioni eccezionali come la manifestazione Viaggio a Gualtieri, che si terrà dal 16 al 18 Settembre 2022. Se sei in zona, ti consiglio di tenere d’occhio il loro sito perché prestissimo uscirà il programma completo.

Rispondi
Arianna 31/08/2022 - 12:55

Mi ha incuriosito molto il teatro e soprattutto il senso di appartenenza della cittadinanza che tu hai ben descritto. Ancora una volta noto che visitare un luogo e conoscerlo attraverso una guida è il quid in più che ti fa apprezzare tutte le sfumature della visita. Altro borgo da inserire in programma!

Rispondi
Libera 31/08/2022 - 13:46

Ciao Arianna, noi abbiamo avuto uno stuolo di guide. Anzi, colgo l’occasione per ringraziarli tutti, dagli assessori al vicesindaco passando per il bravissimo Gian Luca Torelli.

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