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I Castelli Matildici di Bianello e Carpineti

di Libera
i castelli matildici della provincia di Reggio Emilia sono molto suggestivi, come quelli di Bianello e Carpineti

Se siete appassionati di fortificazioni e antichi manieri, i Castelli Matildici di Bianello e Carpineti dovranno necessariamente essere inseriti nei vostri prossimi itinerari di viaggio e ve ne spiego subito il motivo.

Situati in provincia di Reggio Emilia, essi costituiscono, assieme ai vicini castelli di Canossa e Rossena, i simboli dell’antico potere di Matilde di Canossa, che andava ben oltre l’Appennino reggiano.

Chi era Matilde di Canossa

Pensate che Matilde di Canossa fu messa a capo di un territorio che si estendeva per gran parte dell’odierno centro – nord italiano, quando era solo una bambina.

Non solo dal punto di vista geografico ma anche di quello politico, Matilde si trovò ben presto al centro delle dispute che interessarono gli imperatori da un lato, e i Papi dall’altro.

Viene ricordata per uno dei momenti di maggior tensione dell’epoca tra la Chiesa di Roma e l’Impero, che vide contrapposti Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV.

Il Papa voleva infatti imporre il suo dominio anche sul potere terreno oltre che su quello spirituale, pretesa che l’imperatore fece molta fatica ad accettare.

Quando ormai lo scontro sembrava inevitabile, Matilde di Canossa accettò di svolgere il complesso ruolo di mediatore super partes: lei era allo stesso tempo fedele al Papa in quanto cristiana, ma anche all’imperatore con il quale era per giunta imparentata.

Pensate che per questa sua intromissione nello scontro tra il potere spirituale e quello temporale, Matilde venne addirittura privata delle sue terre e del suo titolo di Contessa.

Successivamente riuscì comunque a recuperare quanto le era stato sottratto e tornare al comando delle sue terre.

Se volete saperne di più sulla storia di Matilde di Canossa e sull’episodio dell’umiliazione di Enrico IV, vi invito a consultare il mio articolo sul Castello di Rossena, uno dei più imponenti Castelli matildici dell’appenino reggiano.

Castelli matildici

Il castello di Carpineti

Uno dei Castelli Matildici più suggestivi, quanto meno per la splendida vista sulle colline reggiane da ben 850 metri di altezza, è il castello di Carpineti (o delle Carpinete).

È situato sulla sommità del colle Antognano, non lontano dal piccolo centro di Carpineti.

Questa fortificazione faceva parte di un accurato sistema difensivo creato da Matilde di Canossa per proteggere il suo vasto territorio dagli attacchi nemici.

I Castelli Matildici dell’Appennino reggiano infatti, erano stati disposti su diversi livelli di altitudine e avevano ciascuno una propria funzione.

Il castello di Carpineti era quello collocato più in alto ed era quindi il più difficile da raggiungere e da attaccare.

Alla morte di Matilde, il castello passò nelle mani di diverse famiglie dell’epoca prima di giungere agli Este, che effettuarono alcuni lavori di restauro.

Durante la Seconda Guerra Mondiale finì nel mirino dei bombardamenti tedeschi, che lo ritennero un covo di partigiani, e di conseguenza vene enormemente danneggiato.

Nel 1978 il Comune di Reggio Emilia acquistò il castello e cominciò i lavori di restauro che portarono alla luce anche alcuni reperti antichi.

Attualmente il castello si presenta come un rudere, ma è comunque possibile prenotare una visita (con o senza guida). L’ingresso per i visitatori è collocato a sud, dove era situata l’entrata originaria.

All’esterno si vedono i segni di quella che doveva essere la sua cinta muraria, che circondava la vetta del monte.

le rovine del castello di Carpineti sono davvero molto evocative del passato glorioso di Matilde di Canossa

Una volta varcata la soglia del castello si giungeva al cortile interno che racchiudeva alcuni edifici quali magazzini, orti nonché le abitazioni dei contadini, la cappella e la residenza del signore dell’epoca.

Il palazzo signorile era a due piani dove il primo, era una sorta di ambiente di servizio mentre il secondo, costituiva la vera e propria residenza.

L’unico elemento architettonico ben conservato è la torre del mastio. Anche se non è più visibile l’originaria suddivisone in quattro piani interni, si è potuti comunque risalire al loro antico utilizzo:

  • piano terra, era un magazzino privo di ingresso (l’entrata attuale è stata ricavata in seguito);
  • primo piano, era un ambiente di servizio adoperato anche per tenere sotto controllo il castello (grazie alla presenza di due feritoie);
  • secondo piano, era l’ingresso vero e proprio al quale si accedeva con una scala retrattile;
  • terzo piano, era la dimora signorile.

Oggi è possibile raggiungere la vetta della torre attraverso una scalinata interna, installata durante i restauri.

La visuale che si apre al visitatore è davvero senza eguali: non solo è possibile ammirare i colori vividi e caldi dell’Appennino, ma si vede nitidamente anche la vetta innevata del monte Cimone.

Un consiglio: prima di lasciare il castello di Carpineti, visitate la chiesetta di Sant’Andrea, di epoca matildica e adoperata ancora oggi per le regolari funzioni religiose.

La suggestiva chiesa di Sant'Andrea si trova nei pressi del Castello di Carpineti

Il castello di Bianello

È sicuramente uno tra i Castelli Matildici meglio conservati e si trova nel Comune di Quattro Castella, a poco meno di 40 chilometri da Carpineti.

Si tratta del castello di Bianello, che svetta sulla sommità dell’omonimo colle.

Questa fortificazione, che oggi appare come una nobile dimora ottocentesca, era esistente prima di Matilde.

Da un documento del 1022 infatti, sappiamo che un avo della Contessa era già in possesso di questo maniero.

Il castello di Bianello fu scenario anche del già citato scontro tra Papato e Impero. Prima dell’episodio dell’umiliazione dell’imperatore avvenuto dinanzi al castello di Canossa infatti, sappiamo che il Papa dimorò all’interno di questo castello, mentre l’imperatore allestì un presidio alle pendici del colle.

Nel 1111 inoltre, il castello di Bianello fu lo scenario dell’incoronazione di Matilde a vicaria imperiale d’Italia, ad opera di Enrico V, successore di Enrico IV.

Pensate che ogni anno il Comune di Quattro Castella celebra questo evento con un corteo matildico, attualmente sospeso a causa delle attuali restrizioni imposte dal Covid19.

Alla morte di Matilde di Canossa il castello passò a varie famiglie e poi giunse agli Estensi che lo detennero fino al 1700. Quindi finì nelle mani dei Caggiati e poi della famiglia Bacigalupo, finché nel 1940 passò ai conti Cantelli- Cremonini che lo mantennero fino al 2002. Questi decisero infine di venderlo precisando però che il castello fosse visitabile.

Tra gli interessati ad acquistare il castello di Bianello viene annoverato anche il noto pilota Michael Schumacher ma fu il Comune di Quattro Castella a spuntarla.

Durante la visita al castello sono immediatamente evidenti le trasformazioni che questa antica dimora ha subito nei secoli.

È possibile ammirane alcuni degli ambienti, suddivisi su due piani principali: il piano terra ed il piano nobile, separati da una scalinata barocca che conduce agli ambienti più ampi del palazzo ovvero i saloni, ma anche alla cappella e agli appartamenti signorili. Si possono inoltre visitare le prigioni nella torre del mastio.

Tra gli elementi di arredo che spiccano maggiormente vi sono alcuni oggetti appartenuti a Carlo Bacigalupo, antico proprietario del castello.

Fu una personalità di spicco del Comune di Quattro Castella, del quale fu persino sindaco. Pensate che fece abbattere le cinta murarie del castello, edificate nel 1400 da Biagio Rossetti, uno dei più grandi architetti del Rinascimento.

Questo perché Bacigalupo aveva acquistato una Alfa Romeo presso le Officine Ferrari e voleva raggiungere più agevolmente la sommità del colle Bianello senza che le cinta murarie gli fossero d’ostacolo.

Il castello di Bianello oggi mostra tutte le famiglie nobiliari che lo hanno abitato nel corso dei secoli

Alcune curiosità sul castello di Bianello

Come ogni antico maniero, anche i castelli matildici hanno il loro fantasma.

Nello specifico si racconta che in una delle stanze del castello di Bianello, apparve la cosiddetta dama verde.

La sagoma di una donna vestita di color verde bosco si riconobbe nitidamente nel riflesso del piccolo specchio ovale, collocato in una delle camere da letto.

Molto suggestiva è stata la visita alle prigioni, situate nel mastio. Pensate che le pareti di questa piccola stanza riportano diversi graffiti sulle pareti, lasciati dai prigionieri qui rinchiusi e riconducibili agli ambiti più svariati (c’è persino un sonetto di cui non si è ancora riusciti a decifrare il significato).

Ma è l’ultima parte del tour la più sorprendente. Una volta superato lo scalone barocco, si giunge nelle stanze più belle del palazzo con i soffitti riccamente affrescati con immagini care alla mitologia antica.

La dama verde è il fantasma che è stato avvistato in questo specchio ovale, in una delle sale del castello di Bianello

Informazioni utili per la visita ai castelli matildici

Come raggiungere i castelli di Bianello e Carpineti

Per raggiungere i castelli di Bianello e Carpineti il mezzo più comodo è sicuramente l’automobile.

Provenendo da Bologna, ho scelto di raggiungere prima Carpineti e poi Quattro Castella, sede del castello di Bianello.

Mi è bastato prendere l’autostrada per Milano, uscire a Modena Nord e poi seguire la strada provinciale fino al castello di Carpineti (in totale il viaggio dura circa un’ora e mezza).

Una volta terminata la visita del castello, ho quindi imboccato la SS63 in direzione Quattro Castella (in totale il viaggio è durato questa volta circa 45 minuti).

Nel caso del castello di Carpineti, è possibile parcheggiare nei pressi del rudere (anche se il parcheggio è molto piccolo e la maggior parte degli automobilisti lascia l’auto sul ciglio della strada provinciale sottostante), mentre il castello di Bianello è dotato di un parcheggio più ampio, egualmente gratuito, situato nei pressi della Chiesa di Sant’Antonino Martire.

Vi consiglio di indossare scarpe comode perché in entrambi i casi l’ultimo tratto di strada dovrete farlo a piedi. Per raggiungere il castello di Carpineti è necessario salire attraverso un sentiero di pietra abbastanza ripido per alcuni minuti, mentre per arrivare fino alla sommità del colle di Bianello bisogna percorrere circa 800 metri a piedi (in circa 15 minuti) ed in salita.

Un consiglio: se la visita vi mette fame o volete fermarvi ad ammirare il panorama ancora per un pò, vi segnalo due ristoranti panoramici, collocati nei pressi di entrambi i castelli.

Come prenotare la visita ai due Castelli Matildici

Per quanto riguarda la prenotazione della visita, potete scegliere tra un biglietto cumulativo (che include cioè la visita ad entrambi i castelli) oppure singolo e procedere all’acquisto direttamente sul sito del Gruppo Storico il Melograno, che si occupa della gestione di eventi e tour privati.

Al momento della prenotazione dovrete inserire la fascia oraria che preferite. Il castello di Carpineti può essere visitato con la guida oppure in autonomia, mentre il castello di Bianello è visitabile soltanto in compagnia della guida.

Un consiglio: considerate che per visitare il castello di Carpineti occorrono circa 40 minuti (qualcuno in più se volete attardarvi per scattare ancora qualche foto ricordo dalla sommità della torre) ai quali si aggiungono altri 45 minuti di viaggio fino a Quattro Castella, dove ha sede il castello di Bianello. Per questo motivo vi consiglio di prenotare la visita al castello di Bianello circa 2 ore dopo dall’orario della visita al castello di Carpineti.

la vista sul monte Cimone è uno degli aspetti più sorprendenti della visita ai castelli matildici di Bianello e Carpineti

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10 commenti

Elisa 09/06/2021 - 13:13

Ho già accumulato un certo numero di attrazioni da visitare nella zona del reggiano, mi devo sbrigare per non farla diventare troppo lunga! Avevo già sentito parlare di questi castelli, ma non avevo ancora molte informazioni a riguardo. Molto utili le info su come prenotare, grazie!

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Libera 09/06/2021 - 16:39

La storia di Matilde di Canossa è davvero affascinante proprio come lo sono i suoi castelli.Vedrai che ti piaceranno.

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Paola 06/06/2021 - 00:40

Queste curiosità sono molto interessanti! Non conoscevo la storia di Matilde e di questi castelli, ma adoro questo genere di ruderi. Bellissimi.

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Libera 06/06/2021 - 12:46

Mi fa molto piacere. Ti consiglio la visita perché non solo i castelli, ma anche il paesaggio è strabiliante

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Anna 11/06/2021 - 18:48

Libera grazie sono affascinata del racconto della storia dei castelli bellissima spero un giorno visitarl

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Libera 11/06/2021 - 19:41

Grazie mille ♥️

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Teresa 05/06/2021 - 10:56

Avevo già sentito nominare questi due castelli, ma mi ha affascinato molto leggere della loro storia e di quella di Matilde di Canossa. Mi affascina molto la faccenda del fantasma!

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Libera 05/06/2021 - 11:45

Matilde di Canossa è stata una donna con un ruolo davvero importante per la società dell’epoca e visitare i suoi castelli è un’esperienza davvero suggestiva . Te la consiglio

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Babi| Wanderlust in Travel 04/06/2021 - 16:57

Conosco davvero poco dell’Emilia…peccato perche a quanto vedo ci sono dei bellissimi posti tutti da scoprire. Per me che sono amante dei castelli, sarebbe perfetta come visita!

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Libera 04/06/2021 - 17:42

Te la consiglio. Ti aspetto in Emilia.

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