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Museo Ferrari a Maranello: biglietti e orari

Museo di Maranello visto dall'esterno

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Vi piacerebbe visitare il Museo Ferrari a Maranello ma vorreste avere a disposizione più informazioni su biglietti, orari e tipologie di tour, prima di prenotare?

Scopriamo insieme come organizzare al meglio questo viaggio nella storia della casa automobilistica più famosa al mondo.

Breve storia del Museo Ferrari a Maranello: cosa sapere prima di acquistare i biglietti

Esiste una sottile linea (e non può che essere rossa) che unisce Enzo Ferrari al Museo di Maranello.

Nonostante non potè vederne la realizzazione di persona, poiché morì il 14 Agosto del 1988, la Galleria Ferrari (poi divenuta Museo) fu inaugurata nel 1990, proprio nel giorno della sua nascita, ovvero il 18 Febbraio.

Tuttavia le biografie, riportano solitamente che Enzo Ferrari nacque il 20 Febbraio 1898 e non il 18.

Ma perché questa incongruenza, vi starete chiedendo?

Pare che il 18 Febbraio una terribile nevicata impedì al padre del neonato, di recarsi all’ufficio anagrafe per la registrazione, avvenuta quindi dopo due giorni.

Questa tesi è stata smentita da molti e anche in maniera piuttosto sostenuta, motivo per il quale, sotto svariat aspetti, la nascita di Enzo Ferrari rimane una leggenda.

Del resto, non poteva che essere così.

Stiamo infatti parlando di colui che, inaugurando la Scuderia Ferrari a Maranello nel 1947, inconsapevolmente stava dando la vita al più grande mito italiano di sempre.

Visita al Museo Ferrari a Maranello: biglietti, orari, tipologie di tour

Il Museo Ferrari di Maranello è aperto al pubblico tutti i giorni (ad eccezione del 25 Dicembre e del 1 Gennaio), ad orario continuato (dalle ore 09:30 alle 18:00 o alle 19:00, a seconda del periodo dell’anno).

Il mio consiglio è quello di prenotare anticipatamente, scegliendo tra uno dei tour proposti, realizzati per far immergere totalmente i visitatori, nel mondo Ferrari.

I biglietti on line tra l’altro, possono essere acquistati anche come accessi aperti, ovvero senza specificare una data ed un orario precisi (restano validi per i 365 giorni successivi all’acquisto).

Un’ottima idea, soprattutto se siete dei veri appassionati della Rossa, è optare per una delle soluzioni combinate.

  • Potete prenotare il tour che include sia il Museo di Maranello che quello di Modena, distanti tra loro circa 20 chilometri;
  • Scegliere di cimentarvi con il simulatore F1 e GT;
  • Preferire un’interessante tour panoramico della Fabbrica Ferrari e della celebre Pista di Fiorano.

Vi piacerebbe raggiungere anche l’esposizione modenese, ma non sapete cosa aspettarvi dalla visita? Consultate il racconto della mia esperienza per saperne di più:

Sono certa che troverete spunti utili per la pianificazione del vostro tour.

Visitare il Museo Ferrai a Maranello: le sale espositive

Pur avendo acquistato i biglietti anticipatamente, è necessario mettersi in fila, con tutti gli altri visitatori, all’ingresso dell’edificio di Via Alfredino Dino Ferrari, 43 a Maranello.

Nel mio caso, l’attesa è stata piuttosto breve e colmata efficientemente dallo staff museale, che si è rivelato fin da subito, gentile e disponibile.

Uno dei primi ambienti espositivi che ho raggiunto, ripercorre le tappe più importanti della vita di Enzo Ferrari, tra cui i numerosi trionfi delle auto uscite dalle officine di Maranello.

Tra gli angoli più suggestivi, non posso non citare la riproduzione dell’ufficio del patron Ferrari a Modena, in Viale Trento e Trieste, 31.

studio Enzo Ferrari ricreato nel Museo di Maranello

Protetto da una teca, mostra alcuni degli oggetti cari ad Enzo Ferrari che nel 1947, al termine della Seconda Guerra Mondiale, trasferì definitivamente la sua sede a Maranello.

Perché il simbolo della Ferrari è il cavallino rampante

Come mai il simbolo della Ferrari è un cavallino rampante?

In realtà, questo era già lo stemma di Francesco Baracca, eroe della Prima Guerra Mondiale.

Enzo Ferrari, durante la sua carriera da pilota, fu avvicinato dai genitori dell’aviatore romagnolo.

Costoro, visibilmente colpiti dall’ardore che animava il giovane modenese, lo invitarono a porre sulle sue vetture, come una sorta di amuleto portafortuna, il cavallino rampante, in ricordo del loro figlio, morto in battaglia.

A partire dal 1932, lo stemma del cavallino fu finalmente apposto su una Ferrari e di fortuna, da quel giorno, ne portò moltissima.

Mostra Supercars nel Museo Ferrari a Maranello

Uno degli ambienti dell’esposizione che farà sicuramente vibrare i cuori dei ferraristi, è la mostra Supercars.

Occupa un’ampia sala del Museo di Maranello ed è dedicata a tutte le Ferrari che sono state, negli anni, delle vetture d’avanguardia.

Oltre ad essere prodotte in edizione limitata infatti, queste macchine sono state create con l’ambizione di diventare le migliori automobili del mondo.

Ciascun modello doveva superare il precedente, in una ricerca ossessiva dell’eccellenza, che richiedeva una continua voglia di migliorarsi, non sentendosi mai appagati.

È così che nacquero: Ferrari GTO (1984-1985, se ne realizzarono solo 272 esemplari), F40 (1987-1998, creata per i quarant’anni del Cavallino) ed F50 (1995-1997, l’auto celebrativa del cinquantesimo anniversario della nascita della scuderia di Maranello, di cui furono prodotti 349 esemplari).

La vettura intitolata ad Enzo Ferrari e La Ferrari

Nel 2002 fece la sua comparsa per la prima volta in assoluto, la supercar dedicata ad Enzo Ferrari (e a lui intitolata), al Salone di Ginevra.

Pensate che poteva essere acquistata solo da coloro che possedevano già almeno cinque Ferrari.

Ne vennero prodotti 399 esemplari in due anni (2002-2004) ed il quattrocentesimo modello venne donato a Papa Giovanni Paolo II, poi messo all’asta per finanziare gli aiuti destinati ai popoli colpiti dallo tsunami del 26 Dicembre 2004.

Ferrari intitolata a Enzo Ferrari

Il 2013 infine, fu l’anno de La Ferrari, presentata il 5 Marzo a Ginevra e prodotta in 499 esemplari. Costituisce, già a partire dal nome, la macchina per eccellenza, che racchiude in sé la visione della casa automobilistica di quegli anni.

Da un lato, un forte rispetto per la solidità del passato ma dall’altro, tanta voglia di continuare ad essere protagonisti ed innovatori nel futuro.

Una curiosità: sapete cosa sono le Ferrari One-Off? Si tratta di automobili uniche, realizzate per clienti eccezionali (tra gli altri, figurano Gianni Agnelli e Roberto Rossellini), che potevano partecipare attivamente al processo creativo, inviando le loro idee direttamente ai progettisti della scuderia.

Sala delle Vittorie

Vi garantisco che nella Sala delle Vittorie vi brilleranno gli occhi, e non poco!

D’altronde, Ferrari è l’unica casa automobilistica che ha partecipato a tutti i campionati di Formula Uno, vincendo ben 16 titoli mondiali Costruttori e 15 Piloti.

Qui, accanto a coppe e trofei, protetti da una teca di vetro, vi sono i caschi indossati da tutti e 9 i campioni del mondo: da Lauda a Schumacher, fino a Raikkonen.

il casco di Schumacher quando è diventato campione del mondo

Ma non solo.

Mentre alcuni schermi ripercorrono, come una vecchia VHS, alcuni dei momenti salienti della storia della Ferrari e dei suoi piloti più celebri, si possono ammirare da vicino le riproduzioni (in scala 1:12) delle monoposto vincitrici dei titoli mondiali, negli anni compresi tra il 1952 ed il 1982.

Prendetevi tutto il tempo che vi occorre per contemplare questo tempio della storia automobilistica mondiale.

Tour panoramico nello stabilimento Ferrari

Al termine del percorso di visita, mi sono recata al bar del Museo di Maranello, così da mangiare qualcosa di caldo ma veloce, prima di dare inizio al tour panoramico, che mi avrebbe portato all’interno dello stabilimento Ferrari e sulla Pista di Fiorano.

La visita si svolge interamente a bordo della navetta e con la presenza di una guida museale. Dal momento in cui si varca la soglia della fabbrica, non è più consentito fare fotografie o video, tantomeno scendere dall’autobus.

Sono diverse le curiosità legate al mondo Ferrari, che ho appreso durante questa esperienza.

Curiosità sullo stabilimento Ferrari a Maranello

Innanzitutto, la fabbrica di Maranello, che dista circa 600 metri dal Museo, è l’unico stabilimento Ferrari del mondo.

ingresso fabbrica Ferrari a Maranello

Questo vuol dire che, per acquistare un’automobile, bisogna necessariamente recarsi in questo paesino di circa 17.000 abitanti, in provincia di Modena.

Trattandosi di modelli unici inoltre, i tempi di consegna di ciascuna vettura possono raggiungere anche i 20-22 mesi!

Il cortile principale dello stabilimento, che costituisce una vera e propria città nella città, è intitolato a Gianni Agnelli.

È qui che si affaccia quello che era l’ufficio di Enzo Ferrari, collocato al piano terra di una palazzina color giallo ocra.

Le strade che si articolano in quest’area, portano i nomi di tutti i campioni del mondo di Formula Uno, o per lo meno quasi tutti.

A Michael Schumacher è infatti dedicata un’intera piazza, all’interno della Pista di Fiorano.

Tra gli edifici simbolo dello stabilimento non si può non citare la Galleria del Vento, realizzata da Renzo Piano nel 1997 e adoperata per il controllo della resistenza aerodinamica dei componenti delle vetture.

Pensate: esistono ben 16 sfumature di rosso Ferrari diverse, ma nessuna di rosa. Questo colore infatti è stato da sempre bandito da Enzo Ferrari, poiché non si sposava bene con la sua filosofia di automobile.

Visita alla Pista di Fiorano

La Pista di Fiorano si trova in Via Gilles Villeneuve, a circa un chilometro dall’ingresso dello stabilimento Ferrari di Maranello.

Erano i primi anni Sessanta quando Enzo Ferrari sentì la necessità di disporre di una pista, che simulasse i tornanti e le curve più difficili dei diversi circuiti di gara del mondo.

Prima chiese al Comune di Maranello di costruirne una ma poi si rivolse al vicino Comune di Fiorano.

Qui il fondatore della Rossa possedeva alcuni terreni, acquistati nel 1931.

Dopo una lunga trattativa, finalmente nel 1971 il suo progetto venne approvato. La Pista di Fiorano, lunga 2.948 metri e dotata di ben 14 curve, fu inaugurata nel Marzo del 1972.

Ancora oggi, tutti i piloti Ferrari effettuano qui i test sulle loro automobili, prima delle gare, così da individuare per tempo qualsiasi tipo di problematica.

Il record del giro completo della Pista di Fiorano nel minor tempo, spetta a Michael Schumacher, che nel 2004 impiegò 55 secondi e 9 decimi.

All’interno della pista, si trova un edificio bianco con gli infissi rossi. Questa palazzina fu la dimora di Enzo Ferrari nei suoi ultimi giorni di vita.

Nelle immediate vicinanze infine, spicca un antico velivolo che poco ha a che fare, apparentemente con le monoposto.

Quando la Ferrari di Villeneuve sfidò il caccia dell’Aeronautica Militare

Il 21 Novembre del 1981 Villeneuve sfidò in accelerazione, un caccia F-104 dell’Aeronautica Militare.

Il pilota canadese sulla sua Ferrari 126 Ck, riuscì a battere lo Starfighther e così nel 1989, l’Aeronautica donò alla scuderia Ferrari proprio un F-104, interamente dipinto di rosso.

Un consiglio: se volete fotografare la Pista di Fiorano, vi suggerisco di raggiungere autonomamente, al termine del tour guidato, Via Abetone Inferiore, che la costeggia per un lungo tratto.

Accanto alla strada a scorrimento veloce, c’è un passaggio pedonale, quindi non avrete problemi a fermarvi alcuni minuti per i vostri scatti dall’alto.

Tre luoghi da fotografare vicino al Museo Ferrari di Maranello

Se da un lato non si possono scattare foto all’interno della pista e dello stabilimento, dall’altro ci sono alcuni luoghi nelle loro immediate vicinanze, che al contrario, potete assolutamente immortalare.

Ve ne svelo almeno tre!

  • L’Istituto di Istruzione Superiore Alfredo Ferrari fu fortemente voluto da Enzo Ferrari, al fine di formare direttamente a Maranello i futuri meccanici della scuderia. Inaugurato nel 1965 con il nome di Ipsia Ferrari, si trova in Via Alfredino Dino Ferrari, 2.
  • Schumacher amava fermarsi a pranzo presso il Ristorante Montana, che oggi conserva molti cimeli legati alle vittorie del pilota tedesco. È in Via XX Settembre, 3, a pochi metri dalla Pista di Fiorano.
  • Il ristorante preferito da Enzo Ferrari era il Cavallino, situato in Via Abetone Inferiore, 1, immediatamente riconoscibile dall’esterno poiché interamente dipinto di rosso.
ristorante Cavallino a Maranello vicino al Museo

Come arrivare a Maranello

Il mezzo più comodo per raggiungere il Museo Ferrari a Maranello è l’automobile. Se arrivate da Milano, dovete prendere l’autostrada A1 in direzione Napoli, uscire a Modena Nord e proseguire in direzione di Maranello.

Una volta giunti in Via Alfredino Dino Ferrari, potrete lasciare l’auto direttamente nel parcheggio antistante il Museo.

Quanto dura la visita e cosa vedere nei dintorni di Maranello

Considerando anche la fila per il controllo dei biglietti, la visita del Museo Ferrari di Maranello ed il tour panoramico dello stabilimento e della Pista di Fiorano, vi intratterranno per 2-3 ore al massimo.

Scegliendo la soluzione combinata, entrambe le attività devono essere effettuate lo stesso giorno e, mentre il percorso museale è visitabile in autonomia, il giretto sulla navetta con la guida, prevede orari prestabiliti.

Tuttavia, se al termine della vostra full immersion nella storia della Rossa, avete tempo per esplorare i dintorni di Maranello, io vi suggerisco di spingervi fino a Castelvetro di Modena.

Questo borgo si trova a soli quindici minuti da qui e vi stupirà perché sembra davvero uscito da una tavolozza.

Pensate che la sua piazza principale ospita persino una schiacchiera dove, ad anni alterni, si svolge la Dama Vivente. In autunno poi, le viti che ricoprono i colli su cui si erge il centro abitato, si tingono di rosso.

Mi raccomando: non dimenticate la macchina fotografica!

Ora che sapete come organizzare la vostra visita al Museo Ferrari di Maranello, non vi resta che acquistare i biglietti, scegliendo tra le diverse tipologie di tour proposti.

Viva la Ferrari!

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19 risposte

  1. Non sono appassionata di automobili, ma la Ferrari è pur sempre la Ferrari! Non sapevo che il cavallino rampante forse collegato a Francesco Baracca. E sì che poco tempo fa ho tradotto un testo proprio su questo famoso aviatore.

    1. Controlla sul sito tu stessa, perché c’è anche un regolamento da leggere e accettare, cosi almeno hai una visione d’insieme. Trovi il link nel post.

  2. Io e mio marito abbiamo visitato questo museo anni fa in occasione di un weekend alla scoperta di Modena e dintorni. Non sono una grande appassionata di motori, ma Ferrari ha fatto veramente la storia ed è molto interessante approfondirla visitando un museo come questo.

    1. Che bello! Avete visitato anche lo stabilimento e la pista di Fiorano? Per me è stato molto emozionante e lo consiglio vivamente per comprendere ancora di più la storia di Enzo Ferrari e del marchio italiano più celebre al mondo.

  3. Sinceramente le automobili non mi appassionano molto, però la Ferrari si può considerare come una parte della storia industriale e tecnologica del nostro Paese! Sono anni che mio marito insiste per visitare questo museo e penso che sia arrivato il momento di andarci 🙂

  4. Qualche anno fa avevo deciso di regalare a mio marito questa escursione per il suo compleanno. Poi non mi ricordo perchè è andato tutto a monte; adesso che ho letto il tuo articolo ho pensato che potrei riprendere il progetto per il prossimo settembre!

  5. Hai sicuramente visitato un simbolo di italianità nel mondo. Non sono appassionata di motori ma la storia della Ferrari è un po’ la storia dell’imprenditoria italiana d’eccellenza e merita sicuramente una visita.

  6. Non ci si può esimere di visitare il Museo della Ferrari a Maranello! E’ un pezzo di storia importante dell’imprenditoria italiana, un marchio di grande appeal e ambasciatore della creatività e della professionalità italiana! Detto questo, colgo lo spunto e i tuoi dettagliati suggerimenti per visitarlo al più presto

  7. Qualche anno fa mio fratello ed io abbiamo accompagnato i nostri genitori durante la visita a questo museo. Ti confesso che prima di partire ero un po’ scettica perché mi aspettavo una visita noiosa o comunque poco interessante. Invece ne sono stata piacevolmente colpita. E tra l’altro siamo stati anche fortunati perché nonostante non avessimo prenotato, non abbiamo fatto più di cinque minuti di coda.

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