Quando lessi che il 30 Ottobre 2020 il sindaco di Bologna avrebbe inaugurato la riapertura dell’antichissima Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio, faticai a trattenermi dall’emozione.

Finalmente uno degli elementi costitutivi del Palazzo più importante di tutta la città, sarebbe stato aperto alle visite dei cittadini e di tutti gli amanti di Bologna.

Purtroppo però dovetti ben presto frenare l’entusiasmo perchè solo dopo pochi giorni, un decreto ministeriale chiuse nuovamente l’edificio così come tutti i musei sul territorio nazionale.

Tuttavia, avendo già acquistato il biglietto, confidai in una prossima riapertura, che mi avrebbe dato finalmente accesso all’antico monumento.

Dovetti aspettare l’inizio del 2021 per poter finalmente varcare la soglia della Torre, aperta alle visite durante i soli giorni feriali.


la torre dell'orologio di palazzo d'accursio a bologna

Preferii prenotare durante l’ultimo turno serale, poichè mi avrebbe dato la possibilità di ammirare Piazza Maggiore al tramonto e vederla così indossare il suo splendido abito da sera.

Scoprii soltanto durante l’attesa prima di entrare, che la mia sarebbe stata l’ultima visita prima di una nuova chiusura, stavolta definitiva (almeno al momento).

Spero che il mio racconto riesca a trasportarvi all’interno della Torre, a incuriosirvi davanti ai complessi ingranaggi dell’orologio e a emozionarvi davanti ad una vista del tutto inedita.

Anche la luna, quella sera, si era fatta ancora più bella per rendere omaggio alla città e donarle, con uno spicchio che sembrava quasi un sorriso, una dolce buonanotte.

Palazzo d’Accursio

La Torre dell’Orologio costituisce il nucleo iniziale di Palazzo d’Accursio, sede storica del municipio di Bologna, affacciato sulla centralissima Piazza Maggiore.

Pensate che originariamente si trattava di un complesso con più edifici, unificati solo successivamente.

Il Comune di Bologna lo acquistò da Accursio, noto docente di Diritto allo Studio bolognese.

Nel 1336 divenne la sede del governo cittadino.

Sulla facciata del Palazzo è ben visibile la Madonna di Piazza con Bambino di Niccolò dell’Arca del 1478 ed un portale con la statua in bronzo del pontefice bolognese Gregorio XIII, opera di Alessandro Menganti.


la facciata di palazzo d'accursio a bologna

Per lungo tempo, Palazzo d’Accursio fu la sede del Tribunale del Torrone (il cui nome fa riferimento proprio all’imponente Torre che svettava sulla facciata dell’edificio) e delle carceri cittadine.

L’ingresso del Palazzo è delimitato da un enorme portone situato proprio sotto la statua di Papa Gregorio XIII, che dall’alto sembra quasi accompagnare con lo sguardo il visitatore, indicandogli la strada.

Il primo piano dell’edificio è occupato da tre ambienti:

  • Sala d’Ercole, il cui nome deriva da una statua in terracotta raffigurante Ercole vittorioso sull’Idra di Lerna;
  • Sala del Consiglio Comunale, che contiene la Galleria dei Senatori;
  • Sala Rossa, che prende il nome dal colore della tappezzeria con cui è rivestita e che oggi è la sede in cui vengono celebrati i matrimoni civili.

Il secondo piano è occupato da sei ambienti:

  • Sala Farnese; da cui si accede alla Torre dell’Orologio;
  • Cappella Farnese, dove nel 1530 Carlo V venne incoronato re d’Italia;
  • Sala Urbana;
  • Sala dei Cavalleggeri, così chiamata perchè destinata alla sosta della scorta al legato papale;
  • Galleria Vidoniana;
  • Sala Boschereccia.

Non si può non citare la Biblioteca Sala Borsa, che si trova al piano terra del Palazzo, all’angolo tra Piazza del Nettuno e Via Ugo Bassi.

Si tratta di uno dei luoghi più popolati del centro città, frequentato soprattutto da studenti universitari alla ricerca dei loro libri di testo. Pensate che è possibile scorgere, attraverso un pavimento interamente in vetro, gli antichi resti romani portati alla luce proprio sotto le fondamenta della Biblioteca.

La Torre dell’Orologio

Detta anche Torre Accursi dal nome dell’antico proprietario dell’intero Palazzo, il quale la collocò all’angolo tra Piazza Maggiore e Via IV Novembre. Quando nel 1287 l’edificio fu venduto al Comune, la Torre fu l’unico elemento a essere conservato integralmente.

Per far sì che in cima alla Torre fosse aggiunto un orologio, questa venne alzata di altri 10 metri, arrivando ad un’altezza complessiva di 46,20 metri.

Pensate che il Comune commissionò persino la realizzazione di un gruppo di automi in legno (alti circa un metro), ovvero quattro statue raffiguranti un angelo e i tre Re Magi, che avrebbero dovuto attraversare su un corridoio esterno, il quadrante dell’orologio da un lato all’altro entrando ed uscendo da una piccola porta in legno.

Ma non solo. Per rendere ancora più scenografica questa installazione, attorno al quadrante dell’orologio vennero dipinti due angeli e i quattro evangelisti, mentre a uno dei lati fu posta l’immagine della Madonna col Bambino.


torre dell'orologio di bologna

Quando gli automi si avvicinavano alla Madonna, si inchinavano prima di proseguire il loro cammino per poi uscire dalla scena.

E solo a quel punto l’orologio batteva il suo rintocco.

Per ben tre secoli si mantenne viva questa installazione, fino a quando nel 1796, i francesi decisero di cambiare il meccanismo dell’orologio ed eliminarono le statue.

Per molti anni degli automi non se ne seppe più nulla finchè non vennero ritrovati da Alfonso Rubbiani, almeno in parte.

Oggi si trovano nel Palazzo ma non sull’orologio. Sono infatti conservati nelle Collezioni Comunali d’Arte, al secondo piano dell’edificio.

La visita alla Torre dell’Orologio

Per prima cosa devo ammettere che il sistema di gestione degli accessi alla Torre, contingentati in virtù degli ultimi provvedimenti volti a contenere la diffusione del Covid19, si è rivelato decisamente funzionale.

Ho trovato davvero ingegnosa l’idea di mettere a disposizione di chi aveva già acquistato il biglietto (al costo di 8 euro) ma non ha potuto effettuare la visita a seguito dell’improvvisa chiusura, un voucher spendibile al momento della nuova riapertura e per i sei mesi successivi.


l'orologio della torre di palazzo d'accursio

(Per le informazioni sui biglietti, le eventuali riduzioni e gli aggiornamenti sulla riapertura della Torre dell’Orologio, visitate il sito web di Bologna Welcome)

Si accede alla Torre direttamente dal secondo piano di Palazzo d’Accursio (Sala Farnese). Qui, tramite un sistema di riconoscimento del QR code del mio biglietto, mi è stato possibile attivare un’ audio guida direttamente sul mio smartphone e riscoprire così la storia del Palazzo del Comune e della sua simbolica Torre.

Dopo aver superato numerose rampe di scale, sono giunta alla stanza in cui è custodito, all’interno di una teca trasparente, l’ingranaggio dell’orologio.


gli ingranaggi dell'orologio di palazzo d'accursio

L’elemento centrale della visita resta però la terrazza, non solo perchè permette al visitatore di vedere da vicino quell’imponente quadrante e le sue pesanti lancette muoversi dettando le regole del tempo, ma soprattutto perchè concede il grande privilegio di ammirare Piazza Maggiore da una prospettiva davvero senza precedenti.

Nonostante fossimo in alto, i rumori della piazza si percepivano distintamente; le risate dei bambini, i segreti sussurrati all’orecchio degli innamorati, le confidenze registrate in lunghi messaggi vocali dalle giovani donne.


la vista su piazza maggiore dalla torre dell'orologio

Guardare gli altri dall’alto sapendo di non essere visti forse potrebbe essere un superpotere desiderato da molti, eppure a me quella piazza che prendeva vita, illuminata da uno spicchio di luna, appariva come un grande spettacolo teatrale.

Davvero un peccato che da quella sera, sulla Torre e sul suo orologio sia calato, si spera solo momentaneamente, il sipario.


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Se anche voi come me, amate le terrazze panoramiche, raccontatemi qual è la più suggestiva che avete visitato finora. Vi leggo tutti nei commenti.

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