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Bologna: il Museo per la Memoria di Ustica

il velivolo esposto presso il Museo per la Memoria di Ustica

Indice dei Contenuti

Visitare il Museo per la Memoria di Ustica è un dovere morale. Questo perlomeno, è quello che ho pensato avviandomi verso l’uscita, dopo aver girato le spalle ai resti del velivolo che più di quarant’anni fa, si inabissò nel Mar Tirreno.

Il 27 Giugno 1980 sul volo Itavia, partito da Bologna con destinazione Palermo, vi erano 81 persone, tra cui 13 bambini.

Morirono tutti ma il mare restituì solo 38 corpi, oltre a migliaia di frammenti di metallo.

Alla stregua di un enorme puzzle tridimensionale, i rottami del DC-9 sono stati ripuliti dalla salsedine e sapientemente incastrati, così da dare nuovamente forma all’aeroplano.

Oggi il relitto, che occupa il centro dell’esposizione bolognese, pur avvolto da un silenzio assordante, sembra urlare a gran voce di mantenere viva la memoria.

Strage di Ustica: alcuni cenni storici

Premetto che non sono una storica, né tantomeno un’esperta politologa, pertanto cercherò di ripercorrere insieme a voi i fatti salienti legati alla strage, con il solo obiettivo di contestualizzare e dunque rendere maggiormente fruibile, la visita al Museo per la Memoria di Ustica.

L’aereo della compagnia Itavia lasciò l’aeroporto di Bologna alle 20:08, ovvero con due ore di ritardo, rispetto all’orario di decollo previsto.

A partire dalle ore 20:59, mentre si trovava a sorvolare le acque dell’isola di Ustica, sparì completamente dai radar e venne dichiarato disperso.

Con le prime luci dell’alba, diverse parti dell’aereo e i corpi senza vita dei passeggeri cominciarono a riaffiorare in superficie.

In prima battuta si parlò di un cedimento strutturale e dopo poco tempo la notizia scivolò nel dimenticatoio, lasciando spazio a nuovi fatti di cronaca.

Ricorderete ad esempio che, il 2 Agosto 1980, a poco più di un mese dagli eventi di Ustica, lo scoppio di una bomba alla Stazione Centrale di Bologna, provocò 85 morti e 200 feriti.

L’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica e la ricerca della verità

I familiari delle vittime non accettarono mai questo silenzio e il 20 Maggio 1988 si riunirono nell’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti, che in quella tragica notte perse suo fratello Alberto.

Cercarono in tutti i modi di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso, contribuendo così alla definizione di un nuovo scenario.

Si cominciò infatti a parlare di depistaggi e inquinamento delle prove, fino ad avvalorare la tesi del coinvolgimento di alcuni membri dell’Aeronautica Militare Italiana.

Mentre la magistratura portava avanti le indagini e le perizie cercavano di far luce sulla reale causa della strage, l’aereo, recuperato quasi nella sua interezza, riprese forma in un hangar dell’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Il giudice incaricato, nel 1999 concluse la sua istruttoria spiegando che dietro l’incidente del DC-9, vi fosse un’azione militare di intercettamento.

Nel frattempo, nel maggio del 2006 il relitto cominciò il suo viaggio di ritorno alla volta di Bologna, questa volta via terra, trasportato da mezzi speciali.

Due anni più tardi, alcune dichiarazioni dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga portarono alla riapertura dell’inchiesta.

Tra il 2011 ed il 2013 venne sostanzialmente confermato quanto esposto dalla sentenza del 1999.

Museo per la Memoria di Ustica: il percorso di visita

Io e Michela di Bologna in un click abbiamo avuto il grande privilegio di visitare il Museo per la Memoria di Ustica in compagnia di Daria Bonfietti.

visita del Museo per la Memoria di Ustica con Daria Bonfietti

Il racconto con cui ha dato voce ai decenni di battaglie per la ricerca della verità, ha fatto trapelare tutta la forza, la tenacia e la determinazione di una donna che per tutti noi dovrebbe essere un esempio.

La disponibilità con cui si è intrattenuta con gli altri visitatori e le scolaresche, lascia inoltre trasparire il carattere decisamente trasversale del suo impegno, animato da un enorme senso civico.

L’installazione di Christian Boltanski

Il relitto dell’aereo è stato inserito all’interno dell’installazione permanente dal titolo A proposito di Ustica, realizzata dall’artista francese Christian Boltanski (1944-2021).

In ricordo delle vittime, 81 lampadine illuminano quello che rimane del velivolo, aumentando e diminuendo la loro intensità, ma senza spegnersi mai del tutto.

Gli oggetti personali dei passeggeri, recuperati dal fondo del mare, sono stati collocati nei pressi dell’aereo ma opportunamente coperti.

Per evitarne la spettacolarizzazione, si è preferito deporli in nove casse nere.

I visitatori pertanto, possono prenderne visione solo grazie alla Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870.

Questo libretto contiene le immagini in bianco e nero di borse, scarpe, abiti e tutto ciò che il mare ha restituito, dopo le ricerche.

La passerella che delimita tutt’intorno l’area occupata dal DC-9, ospita 81 specchi neri.

Accostando l’orecchio a ciascuno di essi, è possibile ascoltare dei bisbigli, che fuoriescono da appositi altoparlanti e riproducono quelli che, secondo Boltanski, sarebbero potuti essere i pensieri dei passeggeri.

Nell’insieme, l’opera risulta incredibilmente evocativa ed avvolge a tal punto il visitatore, da scuoterlo nel profondo, sia come individuo che come cittadino.

Un consiglio: prima di lasciare il museo, varcate la soglia della sala video e mettetevi comodi. Ero nato per volare (di Enza Negroni, 2007) ripropone sullo schermo in una ventina di minuti, il racconto della strage di Ustica, dal punto di vista dell’aereo.

Rivolgendosi al pubblico in prima persona, il velivolo assume le sembianze di un eroe epico che, seppur ferito nel profondo, dopo numerose peripezie, riesce a fare ritorno a casa.

Come prepararsi alla visita

Personalmente, ritengo che prima di visitare il Museo per la Memoria di Ustica sia fondamentale documentarsi, quantomeno in linea generale, sugli aspetti salienti della strage e dei fatti che ne seguirono.

A tal proposito, vi consiglio di leggere: Ustica. Una ricostruzione storica, di Cora Ranci (Editori Laterza), che ripercorre con precisione e dovizia di particolari gli anni delle indagini e delle inchieste.

Sono moltissimi i film ed i documentari che hanno cercato di mantenere viva l’attenzione sulla strage.

Vi suggerisco di guardare attentamente:

  • Il muro di gomma, diretto da Marco Risi (1991), una pellicola che segue gli avvicendamenti giudiziari attraverso l’esperienza personale di un giovane giornalista.
  • Telefono giallo: speciale Ustica, trasmissione televisiva del 1988 condotta da Corrado Augias, nella quale emersero dettagli importanti per il futuro sviluppo delle indagini. È disponibile su RaiPlay.
  • La grande storia – Ustica – Verità senza nomi, approfondimento curato da Paolo Mieli e disponibile su RaiPlay.
  • Atlantide – Ustica, 40 anni di bugie, condotto da Andrea Purgatori e disponibile su La7.it

Sappiate infine che, presso il museo potrete acquistare alcuni testi di approfondimento ed il volumetto di Boltanski con le immagini degli oggetti appartenuti ai passeggeri.

alcuni testi di approfondimento sulla strage di Ustica

Museo per la Memoria di Ustica: orari di apertura e biglietti

Nonostante l’ingresso al Museo per la Memoria di Ustica sia gratuito, va prenotato anticipatamente. La visita può essere effettuata in autonomia oppure partecipando ad uno dei tour guidati, realizzati dal personale del MAMbo (per informazioni, scrivete a: mamboedu@comune.bologna.it).

Gli orari di apertura sono i seguenti:

  • giovedì e venerdì, dalle ore 09:30 alle ore 13:30;
  • sabato e domenica, dalle ore 10:00 alle 18:30.

Nelle giornate di: lunedì, martedì e mercoledì infine, è prevista la chiusura.

Dove si trova il museo e come arrivare

Il Museo per la Memoria di Ustica è stato allestito all’interno del vecchio deposito tranviario della città di Bologna, in Via di Saliceto 3/22, opportunamente restaurato dall’architetto Gian Paolo Mazzucato.

L’area antistante, su cui sono ancora ben visibili i segni delle antiche rotaie, è occupata dal Parco della Zucca, animato durante la stagione estiva da eventi e manifestazioni.

Potete arrivare fin qui in automobile (il museo dispone di un parcheggio gratuito) oppure con i mezzi pubblici.

Se raggiungete Bologna in treno, dalla Stazione Centrale vi basterà prendere l’autobus della linea 25 e scendere alla fermata Cignani, distante solo pochi metri a piedi dall’entrata di Via di Saliceto.

Itinerari della memoria a Bologna: per non dimenticare

Non molto tempo prima della visita al museo dedicato al ricordo della strage di Ustica, io e Michela abbiamo delineato un altro itinerario della memoria.

Ci siamo infatti recate sui luoghi dell’eccidio di Marzabotto, con l’intento di porre l’attenzione sulle vicende storiche ed umane che si intrecciarono tra il 29 Settembre ed il 4 Ottobre del 1944, sull’Appennino bolognese.

Se volete saperne di più, potete rivivere la nostra esperienza nell’articolo: Cosa vedere nei luoghi della strage di Marzabotto.

Per non dimenticare. Mai.

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13 risposte

  1. Sono assolutamente d’accordo con te, mai dimenticare!Le vittime di questa e altre stragi meritano il nostro ricordo. Purtroppo tanti fatti della storia recente italiana sono avvolti ancora da mistero, tentativi di depistaggi e insabbiamenti…!

  2. Vedere i resti dell’aereo così riassemblati fa venire la pelle d’oca. Sembra davvero doveroso visitare questo museo per rendere omaggio alle povere vittime di questa tragedia, di cui purtroppo i parenti ancora non hanno avuto risposte. Da visitare in punta di piedi e con la mano sul cuore.

  3. Ustica è una delle grandi tragedie della storia recente, resa ancora più dolorosa dal fatto che la verità non è ancora venuta a galla. Mi piacerebbe vedere questo museo, anzi penso che una visita sia doverosa!

  4. Il Museo per la Memoria di Ustica vorrei proprio visitarlo, è importante conoscere la storia per mantenerla vivida nella mente. Prossimo weekend fuori porta sarà sicuramente a Bologna!

  5. E’ pazzesco come non si riesca a venire a capo di certe vicende nemmeno dopo così tanti anni. Hai perfettamente ragione, visitare il museo e mantenere viva la memoria delle tante persone innocenti è un nostro dovere morale e quegli oggetti nelle casse nere raccontano che dietro alla parola astratta che definisce le vittime c’erano delle vite

  6. Sono perfettamente d’accordo con te quando scrivi che certi luoghi, che ancora oggi è possibile vedere, vanno visitati per dovere, per crescita personale, per non dimenticare. E visto che torneremo a Bologna a breve aggiungeremo volentieri questa tappa al nostro itinerario.

  7. Un luogo pregno di memoria che deve essere visitato almeno una volta. La strade di Ustica è uno degli eventi più strani e indecifrabili della nostra storia recente e la giustizia non è stata ancora fatta. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto.

    1. Se ti interessa approfondire l’argomento, in attesa di visitare il museo di Bologna, ti consiglio di dare un’occhiata ai documenti e ai libri che cito nell’articolo, secondo me sono utilissimi.

  8. Non sapevo esistesse un museo dedicato alla strage di Ustica, ma conoscevo questa triste storia per lo spettacolo teatrale di Marco Paolini I-TIGI Racconto per Ustica, molto intenso e toccante. Lo trovi in video.

    1. Il relitto è stato recuperato e portato a Bologna, ovvero lì dove era partito. Grazie per la segnalazione, darò un’occhiata al video.

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