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Ghiacciaie a Bologna: mappa delle conserve da neve della città

la ghiacciaia di Villa Smeraldi presso il Museo della Civiltà Contadina a Bentivoglio

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Il territorio di Bologna è costellato di ghiacciaie, antiche architetture sotterranee che, alla pari di monumenti e palazzi visibili in superficie, restituiscono una testimonianza preziosissima della storia della città.

Ghiacciaie a Bologna: cosa sono e a cosa servivano

Quelle che definiamo comunemente ghiacciaie, in realtà sono propriamente delle conserve da neve, che consentivano di raccogliere il ghiaccio e di conservare gli alimenti deperibili (come carne, pesce, frutta e verdura), prima dell’avvento e della diffusione dei frigoriferi.

Uno studio condotto da sei architetti bolognesi (dal titolo: Il cuore freddo di Bologna) ha consentito di individuare circa 120 ghiacciaie, distribuite tra la città di Bologna e la sua provincia.

Secondo la ricerca, le conserve innalzate su terreni asciutti erano quasi sempre interrate e disponevano di un corridoio, chiuso da porte di legno alle due estremità, che collegava attraverso una gradinata, la stanza del ghiaccio agli ambienti di servizio della casa padronale.

Per mantenere costante la temperatura all’interno della ghiacciaia inoltre, era fondamentale che quest’ultima fosse costruita ad una certa distanza dall’edificio di riferimento.

Le conserve parzialmente interrate invece, non presentavano alcun collegamento diretto con la costruzione principale, ma disponevano di un ingresso rivolto a nord e ombreggiato dalla vegetazione di collinette artificiali.

In questo caso, tra la porta d’accesso e la camera del ghiaccio, vi era un vestibolo coperto di almeno un metro.

disegno che illustra le differenze delle ghiacciaie interrate e seminterrate di Bologna
credits: Marina Giuffrè, Il cuore freddo di Bologna

Il corridoio, dalla volta a botte, si presentava più o meno elaborato, a seconda dell’importanza della villa di pertinenza.

Ghiacciaie a Bologna: funzionamento degli antenati dei frigoriferi

Per garantire il corretto funzionamento della ghiacciaia era necessario predisporre un pozzetto, che consentiva il corretto deflusso dell’acqua derivante dalla fusione del ghiaccio.

Durante l’inverno, la neve veniva calata nella camera del ghiaccio attraverso un’apertura nel muro.

Era fondamentale disporla con molta cura e attenzione, evitando il contatto diretto con la superficie della struttura.

A tal fine, tra la neve e la muratura si collocavano strati di paglia o di trucioli di legno.

Una volta terminate le operazioni, la porta rimaneva chiusa per tutta la durata della stagione invernale.

Solo all’arrivo dell’estate, durante le ore meno calde, la ghiacciaia poteva essere aperta e assolvere così alla funzione per la quale era stata costruita.

Mappa delle conserve da neve di Bologna: quali sono e dove si trovano

Nell’ultimo anno, per uno strano scherzo del destino, mi sono ritrovata più di una volta al cospetto di alcune delle antiche ghiacciaie di Bologna.

Diverse conserve da neve in città sono state recuperate, messe in sicurezza e aperte alle visite, mentre altre hanno assunto funzioni del tutto nuove e inaspettate.

Siete pronti a riscoprirle insieme a me?

Partendo dal centro, ci sposteremo oltre le antiche mura urbane, raggiungendo nel complesso ben sei conserve da neve.

Non temete: qualora dovessi imbattermi in ulteriori ghiacciaie, al momento a me sconosciute, provvederò ad inserirle prontamente nel percorso delineato.

Ex Ghiacciaia de I Portici Hotel: una conserva da neve stellata

L’elegante ristorante de I Portici Hotel, lussuoso albergo a quattro stelle situato nella centralissima Via Indipendenza, è l’unico locale stellato di Bologna.

Custodisce una ghiacciaia del Trecento, adoperata in origine per conservare le derrate alimentari della Rocca di Galliera, residenza del legato pontificio in città.

Oggi questo ambiente sotterraneo, interamente riqualificato, oltre ad ospitare la vasta e prestigiosa cantina del locale, è destinato a raffinate degustazioni ed eventi privati.

Ghiacciaia di Palazzo Zani

Tra gli edifici più maestosi del centro di Bologna, vi è sicuramente Palazzo Zani, che si innalza a pochi metri dalla celebre Basilica delle Sette Chiese, in Via Santo Stefano, 56.

Fu la dimora della famiglia Zani per circa due secoli finché, nella prima metà del Settecento, venne ceduto all’abate Pier Antonio Odorici, che commissionò alcune modifiche e ampliamenti.

Nel 1948 venne acquistato dal Consorzio della Bonifica Renana, di cui già costituiva la sede.

In occasione di eventi o aperture straordinarie, è consentito varcare la soglia dell’antica ghiacciaia, situata nel vasto giardino del palazzo e ammirare da vicino l’edicola realizzata sulla collinetta, che fungeva da presa d’aria.

Conserva da neve del Giardino Savioli

Il parco di Via Savioli si trova in prossimità del seicentesco portico degli Alemanni (il più antico porticato costruito fuori dal centro), all’interno di quella che una volta era una tenuta agricola di proprietà dei marchesi bolognesi Marsigli-Rossi Lombardi.

Una collinetta sullo sfondo del giardino pubblico, caratterizzato dalla presenza di cinquanta alberi di specie diverse, cela una vecchia ghiacciaia, oggi purtroppo visibile solo esternamente.

Ghiacciaia di Villa Lambertini-Mattei

Accanto a quella che nel Settecento era la splendida dimora estiva del Cardinale Prospero Lambertini (nominato Papa nel 1740 con il nome di Benedetto XIV), poi acquistata dalla famiglia Mattei, vi era un’ampia ed utilissima ghiacciaia.

La storia di questa conserva, che durante l’estate doveva sfamare i numerosi ospiti della villa, è davvero rocambolesca.

Pensate: fino a qualche anno fa era destinata alla demolizione.

I residenti di Via Bertocchi, 24, per scongiurare questo triste epilogo hanno però deciso di acquistarla, riunendosi nell’Associazione Salviamo la Ghiacciaia.

Dopo i necessari lavori di restauro, è letteralmente rinata e oggi ospita gruppi di lettura, esibizioni di danza, concerti e spettacoli di vario genere.

la conserva di Villa Lambertini-Mattei a Bologna

Nell’articolo dedicato alla ghiacciaia del quartiere Barca a Bologna, potrete scoprire come e quando visitarla.

Ghiacciaia del Sostegno di Corticella

Nei pressi del Sostegno di Corticella, l’antico porto di Bologna costruito dal Vignola nel Cinquecento, si intravede una piccola gobba nel terreno, nelle vicinanze dell’effigie della Madonnina dell’Olmo.

Rispetto alle conserve da neve già menzionate, quella situata in Via dell’Arcoveggio, 188 presenta dimensioni decisamente più contenute ma non per questo è meno suggestiva.

la conserva del Sostegno di Corticella a Bologna

Nell’approfondimento dedicato al Canale Navile, trovate tutte le informazioni utili ad arrivare fino a qui, compiendo un vero e proprio viaggio indietro nel tempo.

Ghiacciaia di Villa Smeraldi

La settecentesca Villa Smeraldi dal 1973 è la sede del Museo della Civiltà Contadina.

Si trova in Via San Marino, 35 a Bentivoglio, una località che dista circa 15 chilometri da Bologna.

Accanto alla colombaia, alla casa del fattore e alla locanda, non manca la ghiacciaia, rimasta in uso fino agli anni Cinquanta del Novecento.

la ghiacciaia di Villa Smeraldi a Bentivoglio

Prima di accedere alle collezioni museali, chiedete di poterla ammirare internamente, sono certa che vi accontenteranno volentieri.

E voi, avete mai visitato una ghiacciaia?

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14 Responses

  1. Un tempo c’erano tante ghiacciaie anche dalle mie parti, per lo più di quelle parzialmente interrate e senza accesso diretto alla casa, e soprattutto nelle zone di campagna. Ricordo in particolare di aver visitato quella della casa di un’amica di mia nonna, che a quanto pare in parte utilizzava ancora questo metodo per conservare alcuni cibi. Non immaginavo che esistessero ancora strutture simili in una grande città, e in particolare mi ha colpito molto l’interessamento da parte dei residenti per salvare la “loro” ghiacciaia.

    1. Sono delle architetture a tutti gli effetti. Fanno parte del patrimonio di una città al pari di altri edifici, dunque c’è un forte interesse da parte dei cittadini di tutelarle anche perché attraverso aperture, iniziative ed eventi, si riesce a riqualificare l’intero quartiere in cui si trovano.

  2. Che bello che sono addirittura mappate queste ghiacciaie. dalle mie parti non credo ce ne siano, per cui ho un buon motivo per venire a visitare quelle di Bologna, in un tour decisamente insolito e fresco!

  3. Ma sai che non conoscevo le ghiacciaie di Bologna? Una visita insolita e interessante, grazie per avermele fatte scoprire!

  4. Che curiosita’ interessante e inusuale, non mi sono mai posta il problema di simili strutture, se fossero ancora in piedi ancora oggi e come funzionassero. Ottimo che alcune siano ancora intatte e visitabili!

  5. ho visitato una ghiacciaia di recente, ma non a Bologna… Solo che non riesco a ricordare dove! 😅 Aiuto la memoria… Peró ricordo che quando sono stata a Bologna me ne avevano parlato! Infatti visitando questa più di recente, già sapevo storia e funzione! Se mi viene in mente dove l’ho vista te lo scrivo!

  6. Anche qui da me, nella “Cattolica Vecchia” come la chiamiamo noi, abbiamo delle grotte che non sono altro che antiche ghiacciaie. Io ti scrivo da sopra una di esse, la mia casa come tutte le vie circostanti, fa parte delle Belle Arti anche se è una delle meno antiche ( costruita nel “vicino” 1700). Addirittura quelle dall’altra parte della strada sono del 1200 e le grotte, se così le posso chiamare, servivano alle tante locande sulla strada per stivare i viveri da cucinare ai viandanti che passavano qui sull’antica Via Flaminia. Forse un giorno ne scriverò, solo leggendoti ho capito che è effettivamente un argomento interessante 🙂

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