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Malaga: cosa vedere nella città di Picasso

di Libera

Un uomo criticò Picasso perché creava arte poco realistica. Picasso gli chiese: “Mi può mostrare dell’arte realistica? L’uomo gli mostrò la foto della moglie. Picasso osservò: “Quindi sua moglie è alta cinque centimetri, bidimensionale, senza braccia, e senza colori tranne sfumature di grigio?

PABLO PICASSO

Ritenuta da sempre la capitale della turistica Costa del Sol, una delle mete più ambite dagli amanti della tintarella, Malaga è riuscita negli ultimi decenni a diventare l’importante polo di attrazione di un turismo che strizza l’occhio anche alla cultura oltre che all’aperitivo sulla bella spiaggia della Malagueta.

Nel 2003 è stato infatti inaugurato il Museo dedicato a Pablo Picasso, nativo della città andalusa e nello stesso anno, è stato aperto il Centro di arte contemporanea (CAC) che ospita ben 400 opere d’arte (soprattutto fotografie).

Nel 2011 è stato invece aperto il Museo Carmen Thyssen, dedicato all’arte spagnola del XIX secolo, mentre nel 2015 è stata la volta del Centro Pompidou Malaga, che costituisce al momento l’unica sede del Centro Pompidou al di fuori dei confini francesi.

Per questo ma non solo, ho scelto Malaga come punto di appoggio per il mio primo viaggio in solitaria, che mi avrebbe portato alla scoperta del cuore della Regione dell’Andalusia.

Tutto cominciò al mio rientro da Siviglia. Quei suoni, quei colori, quel popolo mi avevano letteralmente conquistato. Sapevo, dentro di me, che un giorno sarei tornata per approfondire una conoscenza che, fino a quel momento , essendo stata legata ad una sola città, era ancora troppo superficiale.

L’occasione arrivò dopo alcuni mesi. Ero finalmente pronta a chiudere una lunga e intensa parentesi lavorativa, ricca di soddisfazioni, premi e viaggi in giro per il mondo, ma che ormai poco aveva a che fare con me e con le mie nuove consapevolezze.

E così, qualche giorno prima di iniziare la nuova attività, ho deciso di prendermi del tempo lontano da tutto e tutti, per ritrovare me stessa e per sentirmi nuovamente felice.

Il calore della gente andalusa e l’attaccamento alle sue tradizioni, ancora così fortemente radicate in questo territorio, sarebbero stati i migliori alleati per la nuova sfida che mi accingevo ad affrontare e la nuova “me” che mi apprestavo a diventare.


panoramica sulla città di Malaga

Malaga nella storia: da Flavia Malacita al boom economico degli anni ’60

Malaga venne fondata dai fenici nell’800 a.C., quindi passò sotto la dominazione greca nel VI secolo a.C. e finì sotto l’egemonia romana nel 202 a. C., al termine delle guerre puniche. A quei tempi Flavia Malacita (questo il nome romano della città) divenne un importante snodo commerciale nel Mediterraneo.

Nel 743 fu conquistata dagli arabi e divenne presto un centro prospero e fiorente. Sarà una delle ultime città spagnole a cadere sotto il dominio dei Re Cattolici, il 19 agosto 1487.

Durante il 1600 la città conobbe un periodo di profonda crisi a causa dell’epidemia di peste.

Nella prima metà del 1900 Malaga fu segnata da un forte processo migratorio verso città più industrializzate.

Soltanto grazie al boom turistico degli anni ’60, la città cominciò a ripopolarsi, offrendo non solo ai visitatori ma anche ai residenti strutture ricettive e servizi sempre più efficienti, tanto da renderla ad oggi, la quinta città più importante di tutta la Spagna, con un aeroporto collegato con oltre 60 Paesi del mondo.


il castillo de gibralfaro

Malaga: alla scoperta della città

Castillo de Gibralfaro

Il primo elemento di stupore, ancor prima di varcare la soglia di questa antica fortezza, è il costo del biglietto di ingresso: soli 3,55 euro per ammirare due dei simboli di Malaga, il Castillo de Gibralfaro e la vicina Alcazaba.

Uno degli aspetti più interessanti di questo edificio è sicuramente il fatto che, trovandosi sull’omonimo monte ad un’altezza di 130 metri, offre una visuale privilegiata sulla città e permette di individuare i principali punti di interesse come la Cattedrale, il porto cittadino e Plaza de Toros e scattare delle splendide foto ricordo.


il campanile e il centro città visto dal castillo de gibralfaro

Durante la dominazione fenicia su questa collina sorgeva un faro, da qui il nome Gibralfaro che si compone di due parole arabe: yabal (collina) e faruh (faro).

Pur essendo legato al periodo arabo in quanto fu nel 1340 che il castello venne dotato di mura fortificate da re Yusuf I, oggi viene ricordato per un episodio storico in particolare.

Fu infatti l’ultimo edificio a cadere nelle mani dei Re Cattolici che avevano già riconquistato la città di Malaga nel 1487, e finì per essere scelto dal sovrano come la sua residenza privata.

Gli spazi esterni arricchiti da piante e fiori multicolore, renderanno molto piacevole la vostra visita.

Un consiglio: il castello è raggiungibile a piedi con una passeggiata di 20 minuti lungo Paseo Don Juan Temboury. Si tratta di un percorso in salita ma, almeno per quanto mi riguarda, del tutto piacevole. In alternativa potete prendere l’autobus 35 da Alameda Principal oppure il taxi.

Alcazaba

Il termine alcazaba in spagnolo vuol dire “cittadella”.

Si trattava della sede strategica dei reggenti arabi nel territorio di Malaga, costruita anch’essa, come il Castillo de Gibralfaro, sulle rovine di un antico edificio fenicio.

Le sue mura fortificate son ben visibili già dal vicino Teatro Romano, che ne costituisce quasi l’anticamera dal momento che è proprio da lì che parte il sentiero che vi condurrà alla fortezza.


alcazaba di Malaga

Più che un ingresso vero e proprio, Puerta de la Bóveda sancisce l’arrivo all’area più esterna del palazzo. La sua presenza doveva costituire un diversivo per i nemici e ritardarne l’ingresso nella parte più interna.

E’ Puerta de la Columnas a costituire il varco di accesso alla fortezza, per la quale sono stati utilizzati anche alcuni materiali delle antiche rovine romane.

Il palazzo vero e proprio è situato all’interno di una seconda cinta di mura e si affaccia su tre splendidi cortili:

  • patio de los Surtidores , da cui si può godere della più bella vista sulla città di Malaga;
  • patio de los naranjos , ovvero “cortile degli aranci”, con vasche ricolme d’acqua e canaletti che lo attraversano interamente;
  • patio de l’Alberca, ovvero “cortile con la piscina”, che ripropone seppur in miniatura lo splendido patio de los mirtos dell’Alhambra di Granada caratterizzato da una piscina rettangolare al centro del cortile, circondata interamente da siepi.

Un consiglio: se dopo la visita all’Alcazaba non avete più voglia di camminare, potete scendere con l’ascensore che è attivo sia per il viaggio di andata che di quello di ritorno. Se, al contrario, volete proseguire la vostra visita della città, in circa 20 minuti di cammino potrete raggiungere la spiaggia cittadina, la cosiddetta Malagueta, nelle cui vicinanze si trova anche la Plaza de Toros.

Prima di pianificare la vostra visita inoltre, tenete presente che tra l’Alcazaba e il Castillo de Gibralfaro ci sono circa 25 minuti di cammino in salita. Per raggiungere il castello infatti. bisogna uscire dall’Alcazaba e rimettersi su Paseo Juan Temboury, seguendo il sentiero che sale lungo la collina.

 Catedral de la Encarnación di Malaga

Definita “la Manquita” ovvero “la mozza, l’incompiuta”, dal momento che delle sue due torri, quella a sud non fu portata a termine, mentre la torre di nord con i suoi ben 84 metri di altezza oggi è la seconda più alta in tutta la Spagna, dopo la Giralda di Siviglia.


il campanile della cattedrale di Malaga

In effetti la storia di questa Cattedrale è tutt’altro che lineare. Se ne cominciarono i lavori di costruzione del 1528 per inaugurarla, quando non era ancora terminata, nel 1588. Nel 1680 un terremoto la danneggiò gravemente e dal quel momento in avanti, pur riprendendo i lavori di restauro a più riprese, la Chiesa non fu mai terminata.

Situata in pieno centro, la sua facciata barocca vi costringerà sicuramente ad una sosta.


la facciata della cattedrale di Malaga

Pensate che questo edificio sorge sulle rovine di un’antica moschea. Pur non essendoci pervenuti i resti dell’ antica mezqita, la presenza di un cortile esterno decorato con aranci, costituisce una chiara testimonianza della presenza di un antico edificio arabo.

Un consiglio: il biglietto d’ingresso per la visita alla Cattedrale ha un costo di 6 euro. E’ quindi nettamente superiore al biglietto cumulativo per l’Alcazaba e il Castillo de Gibralfaro ma ciò non toglie la bellezza di questo monumento simbolo dell’arte gotica rinascimentale.

Museo Picasso

Pensate che fu lo stesso Pablo Picasso a esprimere il desiderio che nella sua città natale, gli fosse dedicato un museo.

Saranno poi i suoi familiari a far sì che finalmente nel 2003, quarant’anni dopo la morte del grande pittore, anche Malaga inaugurò un Museo dedicato al suo più celebre concittadino, in un palazzo del Cinquecento situato in pieno centro storico, Palacio Buenavista.

Qui sono esposte più di 200 opere dell’artista, in larga parte donate da Christine Ruizz – Picasso (la moglie di Paul, figlio di Pablo Picasso) e da Bernard Ruizz – Picasso (nipote di Pablo Picasso).

Viene proposto al visitatore un itinerario che parte dalla formazione giovanile fino alla maturità dell’artista, includendo non solo le opere pittoriche ma anche molte sculture e ceramiche, sottolineando il forte legame tra Picasso e la sua città natale.

Molte sono inoltre le mostre temporanee ospitate nel Museo, che spesso portano alla luce anche il legame di Picasso con altri illustri rappresentanti del 1900, come il nostro Federico Fellini.

Pensate che, durante la mia visita, ho avuto la possibilità di vedere da vicino, nell’ambito della mostra “E Fellini sognò Picasso” alcuni tra i disegni del maestro del cinema italiano, raccolti nel suo “Libro dei sogni”. Non tutti sanno che durante la sua giovinezza Fellini fu proprio un illustratore e che aveva l’abitudine di raffigurare su carta i sogni che lo turbavano durante la notte e che, in almeno tre casi, hanno avuto come protagonista proprio un incontro col nostro Picasso.

Alcuni consigli pratici:

  • il Museo Picasso di Malaga è una delle attrazioni più visitate di tutta l’Andalusia, quindi vi consiglio di acquistare il biglietto on line (il costo è di 7 euro);
  • prima di prenotare la vostra visita, informatevi sulle mostre temporanee ospitate nel Museo, potreste avere l’opportunità di vedere da vicino opere di inestimabile valore, come è capitato a me con la mostra dedicata a Fellini;
  • oltre ad ammirare le opere dell’artista, date uno sguardo anche agli elementi decorativi del palazzo che le ospita. Palacio Buenavista, divenuto monumento nazionale nel 1939, è stato scelto dai familiari di Picasso come sede del museo proprio per la sua imponente bellezza architettonica. Vi lascerà a bocca aperta!

(Per saperne di più, date un’occhiata al sito ufficiale del Museo Picasso)


alla scoperta di Malaga

Malaga: a spasso per la città

Le attrazioni che vi ho fin qui elencato sono tra loro tutte molto vicine e quindi visitabili, anche nell’arco di una sola, seppur intensa, giornata.

Tuttavia, se dopo la lunga salita che vi ha portato fino al Castillo de Gibralfaro o dopo la visita al Museo Picasso, sentite il bisogno di rilassarvi, concedetevi pure una sosta nel lussureggiante Paseo del Parque, uno dei polmoni verdi della città caratterizzato dalla presenza di ombrose piante tropicali.

Una volta che vi sarete rigenerati però, tuffatevi alla scoperta del centro città con i suoi ampi viali dedicati allo shopping, come la centralissima Calle Larios, e i suoi vicoli stretti, in cui perdersi tra i rumori dei ristoranti che cominciano a ripopolarsi, dopo la siesta.

Pensate che nel mio girovagare senza meta, sono approdata all’elegante Plaza de la Merced dove, tra gli eleganti palazzi che la circondano, vi è anche la casa natale di Pablo Picasso, oggi divenuta un museo (visitabile al costo di soli 3 euro).


il centro di Malaga

Malaga: cosa mangiare

Elemento principale della cucina locale è il pesce. Celebre è la frittura malagueña, abbondante frittura di pescado.

Che voi preferiate fermarvi negli innumerevoli tapas bar che affollano le vie del centro oppure fare una sosta nei tanti chiringuitos presenti sul lungomare, non resterete certo delusi dall’offerta culinaria.

La mia attenzione è stata attirata da uno dei tapas bar più noti del centro città, Tapeo de Cervantes, che si trova accanto al più lussuoso Meson de Cervantes.

Servizio cordiale ed efficiente e dei piatti assolutamente squisiti. Il conto mi è sembrato nella norma ma il locale è molto piccolo e conviene prenotare. Alla frittura, ho preferito un piatto di chipirones, calamari alla griglia su base di spinaci saltati. Il tutto accompagnato, ovviamente, da un buon bicchiere di vino tinto locale.

¡Buen provecho!


chipirones a Malaga

I mei ultimi itinerari di viaggio:

Vi è piaciuto il mio tour di Malaga in solitaria? A voi è mai capitato di viaggiare da soli e se sì, come è andata?

Raccontatemelo nei commenti.

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