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Assisi insolita e sotterranea in 1 giorno

Assisi vista dall'alto

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Accanto alla sua connotazione di città francescana, che la rende una delle mete di pellegrinaggio più visitate al mondo, Assisi possiede anche un’anima insolita e ancora poco conosciuta.

Il borgo, adagiato alle pendici del Monte Subasio e proclamato patrimonio UNESCO nel 2000, custodisce dei veri e propri tesori che uniscono arte, storia e architettura e lo rendono il posto perfetto per una giornata all’insegna del relax.

Assisi insolita e sotterranea: cosa vedere in 1 giorno

Il cuore del nostro itinerario alla scoperta di Assisi non può che essere Piazza del Comune.

Quando ci ho messo piede per la prima volta, mi sono immediatamente domandata cosa ci facesse un tempio romano nel bel mezzo di un borgo medievale.

Fortunatamente le mie due guide d’eccezione, ovvero Isabella Fischi, consigliere comunale di Assisi e Fabiola Gentili, responsabile della comunicazione dell’Ufficio Turismo e Marketing territoriale, di lì a poco avrebbero svelato il mistero.

Dovete sapere infatti che il Municipium Asisium rivestiva una notevole importanza durante l’età romana.

All’epoca, l’attuale piazza era occupata dal Foro, dominato dal Tempio di Minerva, costruito neI I secolo a.C.

Le sei colonne con capitello corinzio che ne connotano la splendida facciata, non sono mai state smantellate, neanche per fare spazio al Palazzo del Capitano e alla Torre del Popolo, costruiti durante il XIII secolo, nelle sue immediate adiacenze.

Piazza del Comune ad Assisi

Ve lo assicuro: il colpo d’occhio è davvero notevole!

Del resto, sbaglio o vi avevo promesso un itinerario insolito e fuori dal comune?

Cominciamo!

Assisi insolita in 1 giorno: la Torre del Popolo

Il 1 Ottobre 2022, dopo ben 800 anni dalla sua edificazione, la Torre del Popolo è stata finalmente aperta al pubblico.

È alta 47 metri ed originariamente ospitava gli alloggi del Capitano del Popolo.

I gradini di pietra che i visitatori percorrono per raggiungere il primo piano, ceduto al Collegio dei Notai nel 1501 per farne la Sala dell’Udienza, sono ancora quelli originali.

La Campana delle Laudi

Nel 1925 il sindaco di Assisi, Arnaldo Fortini, invitò tutti i Comuni d’Italia a partecipare alla realizzazione di una campana, su cui riportare per intero il Cantico delle Creature.

Il testo poetico, composto da San Francesco nel 1226, è stato unanimemente riconosciuto come il primo componimento della letteratura italiana.

La campana, del peso di 4 tonnellate, venne fusa nelle vicine Marche il 9 Agosto 1926.

L’8 Settembre fu battezzata e issata, grazie all’aiuto di ben duecento uomini.

All’interno della torre è stata allestita una mostra fotografica con gli scatti di Arturo Sbicca, che ripercorre i momenti salienti della collocazione della cosiddetta Campana delle Laudi.

Viene messa in funzione solo 3 volte all’anno:

  • Il primo giorno del Calendimaggio, una delle ricorrenze più antiche e ancora molto sentite dagli abitanti di Assisi, che si celebra durante la prima settimana di Maggio.
  • Nel giorno che commemora il voto di Santa Chiara, ovvero il 22 Giugno. Secondo la tradizione, con le sue preghiere, la giovane riuscì a scacciare i saraceni.
  • Il 4 Ottobre, nell’ambito delle celebrazioni per la festività di San Francesco.
la Campana delle Laudi realizzata nel 1926 ad Assisi

Una curiosità: tra gli affreschi realizzati da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, ce n’è uno in particolare, nel quale si riconosce perfettamente la Piazza del Comune.

Si chiama Omaggio dell’uomo semplice e racconta di un tale che decise di stendere le proprie vesti dinanzi a San Francesco, in segno di gratitudine.

Osservando l’ambientazione della scena, non potrete non scorgere il Tempio di Minerva e la Torre del Popolo.

L’affresco sembra infatti quasi una fotografia, se non fosse per un particolare.

Il coronamento con merli ghibellini venne realizzato solo nel 1926, anno del settimo centenario della morte del frate di Assisi ed è pertanto assente nell’opera giottesca.

Cosa vedere vicino alla Torre del Popolo di Assisi: la Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale si trova presso il seicentesco Palazzo Vallemani, lungo la strada che da Piazza del Comune porta alla Basilica superiore di San Francesco.

Questa collezione, che racchiude circa 80 dipinti compresi tra il XIII ed il XVI secolo, è stata realizzata nell’Ottocento.

È suddivisa in 8 sezioni, disposte in ordine cronologico ed arricchite da pannelli informativi, su cui sono riportate diverse annotazioni storiche, utili a collocare le singole opere e gli autori.

I dipinti provengono per lo più da edicole, edifici pubblici e sedi di confraternite.

Tra gli altri, sono esposti lavori del Perugino, di Ottaviano Nelli, Puccio Campana, Tiberio d’Assisi e Dono Doni.

Il pezzo di maggior pregio è la Madonna in trono col Bambino di Giotto (1300 c.a) , giunta qui dal Palazzo del Capitano del Popolo.

Il frammento esposto, mostra la Vergine seduta in Maestà all’interno di un’ampia edicola.

Assisi sotterranea in 1 giorno: il Foro Romano

Forse voi non ci crederete eppure, sotto Piazza del Comune, esiste una vera e propria città sotterranea, oggi visitabile.

Basta raggiungere Via Portica, 2, attraversando quella che originariamente era la cripta della chiesetta di San Nicolò, demolita nel 1929 perché fatiscente, e che oggi è l’ingresso del Museo Archeologico e del Foro Romano di Assisi.

Il Tempio di Minerva

Nel corso del 1200, durante la fase di espansione urbanistica, l’intera area venne ricoperta, ad eccezione del Tempio di Minerva, realizzato su una terrazza affacciata sul Foro.

La struttura, dopo essere stata adoperata dai benedettini, nel 1228 fu ceduta al Comune di Assisi, che vi collocò le carceri.

Nel 1539 infine, fu trasformata nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

Mentre gli interni furono oggetto di diverse modifiche, l’imponente frontone del tempio è ancora quello originale.

Il percorso di visita nei sotterranei di Assisi

L’ambiente sotterraneo è situato a 4 metri di profondità dall’attuale piano di calpestio.

È delimitato su un lato, dal muro che di fatto sorreggeva il Tempio di Minerva.

Qui sono esposti i resti degli edifici dell’antico Foro Romano, rinvenuti durante gli scavi inaugurati nel 1839 da Charles Famin e poi proseguiti per tutto il XIX secolo.

A dare inizio a questa esplorazione del sottosuolo cittadino, ci ha pensato l’archeologa Elisa Falchetti, che ci ha accompagnato in un vero e proprio viaggio indietro nel tempo.

La prima parte del percorso di visita si articola lungo una pedana in vetro, collocata al di sopra dell’antica pavimentazione romana.

Abbiamo avuto modo di ammirare da vicino cosa resta del vecchio tribunal, il podio su cui sedevano i magistrati, nonché il basamento del tempietto tetrastilo dedicato a Castore e Polluce.

Di questa edicola costituita da quattro colonne in calcare rosa, coperta da volte in mattoni nel 1450, è ancora ben leggibile l’iscrizione, che svela i nomi dei committenti.

basamento del tempietto dei Dioscuri

Sono Galeone, Tettieno, Pardalas e Tattiena Galene, privati cittadini che decisero di omaggiare a proprie spese la città, realizzando un monumento dedicato ai Dioscuri.

L’ultima sala ospita infine alcune statue in marmo, trovate nell’area di scavo.

Tra queste spiccano un nudo eroico (forse Castore o Polluce), rinvenuto nella zona del tempietto ed una statua femminile seduta ma priva del busto (probabilmente Minerva).

Gli edifici sotterranei del Foro Romano rivivono in Piazza del Comune

Dopo aver visitato il Foro Romano di Assisi, sono certa che non guarderete più Piazza del Comune con gli stessi occhi.

La sua pavimentazione presenta infatti alcune strisce perimetrali bianche, che sembrano delimitare delle aree ben precise.

Ma di cosa si tratta?

Quelle linee di demarcazione raffigurano lo spazio anticamente occupato proprio dagli edifici del Foro, i cui resti oggi sono interrati.

È un modo originale per far riemergere il vecchio assetto urbano, confinato nel sottosuolo.

Domus del Larario

A meno di 200 metri da qui, la Domus del Larario (I sec. d.C.) merita assolutamente una visita.

È stata scoperta nel 2001, nello spazio tra Palazzo Giampè ed il Palazzo del Cardinale, nell’ambito dei lavori per il terremoto del 1997.

Sono state riportate alla luce ben tredici stanze, un atrio ed un peristilio con tre colonne in laterizio, su cui si affacciano alcune delle sale.

Lo stato di conservazione delle pareti è davvero sbalorditivo, i colori degli affreschi risultano ancora vividi, così come sono intatte le tessere di mosaico che ricoprono i pavimenti.

Il nome attribuito all’antica dimora proviene da una statua in terracotta di Silvano, divinità protettrice della casa, solitamente ospitata in un altare domestico, detto per l’appunto Larario.

Domus di Properzio

Dalla cripta della Cattedrale di Santa Maria Maggiore si accede alla Domus di Properzio, situata a sette metri sotto la superficie dell’edificio sacro, in Piazza del Vescovado.

Gli scavi, eseguiti prima a fine Ottocento e poi a metà del secolo successivo, hanno portato alla luce tre ambienti ed un lungo criptoportico.

I pavimenti della prima camera sono interamente ricoperti da mattonelle in marmo, tagliate secondo la tecnica opus sectile, così da formare un unico, grande motivo decorativo.

La superficie della terza stanza è invece impreziosita da centinaia di tessere di mosaico.

E che dire delle pareti del corridoio?

Gli affreschi che le ricoprono, hanno colori talmente vividi da sembrare enormi tele di stoffa.

È il caso del viridarium, il giardino che anticamente occupava la parte centrale del peristilio.

Sono 97 gli uccellini appollaiati sui sottili e verdi rametti, che scandiscono il ritmo di questo dipinto.

Ad un occhio attento non sfuggirà la presenza di foglioline rossastre a forma di cuore, che donano all’opera nel suo complesso, un’aura di romanticismo.

una delle pareti della Domus di Properzio

Del resto, il nome della domus viene collegato ad un’iscrizione rinvenuta accanto a questa nicchia, che recita:

Oscilavi domum Musae

Ho baciato la casa della Musa

Secondo alcuni studiosi, la Musa in questione sarebbe la personificazione della poesia di Properzio (47 a.C.-14 a.C.)

Dunque, è plausibile che un ammiratore del letterato latino, giunto qui dopo secoli dalla morte del poeta, abbia pensato di lasciare un segno del suo passaggio, omaggiando quello che riteneva essere l’antico proprietario dell’abitazione.

Dove alloggiare ad Assisi

Per il mio viaggio in Umbria, ho scelto di alloggiare presso la Residenza storica San Crispino.

Questo edificio, risalente al 1300, è collocato nel cuore di Assisi, in Via S. Agnese, 11, a meno di 200 metri dalla Basilica di Santa Chiara.

Alle sette camere, che hanno accesso indipendente, si arriva tramite un pesante portone in legno, sormontato da un arco in pietra.

In realtà più che semplici stanze, si tratta di vere e proprie suite, i cui nomi sono chiaramente presi dal Cantico delle Creature di San Francesco.

A me è stata assegnata la Sora Luna e Stelle, costituita da bagno privato, un ampio soggiorno (con il piano cottura, una macchina del caffè ed un piccolo frigorifero), la camera da letto ed uno splendido giardino privato.

il mio alloggio presso la Residenza storica San Crispino

La suite dispone di climatizzatore, connessione WI FI e riscaldamento autonomo.

Ho molto apprezzato che mi abbiano fatto trovare l’ambiente interno già riscaldato.

Trattandosi di una costruzione in pietra, uno dei miei più grandi timori prima della partenza era proprio l’eventualità di patire il freddo.

La reception si trova in prossimità delle camere, in cima ad un’antica scalinata (come immaginerete, non ci sono ascensori) ed è attiva solo nelle ore giornaliere.

Durante la notte il portone resta aperto, così da consentire agli ospiti di entrare ed uscire in assoluta libertà.

Uno dei punti di forza della Residenza Storica San Crispino è sicuramente la sua posizione, altamente strategica.

Pur trovandosi in una zona a traffico limitato infatti, la struttura è vicinissima al parcheggio Mojano, che rientra nel circuito della Assisi Welcome Card e consente pertanto di usufruire di tariffe orarie agevolate.

Dove mangiare

A pochi minuti a piedi dalla Basilica di San Francesco, in Via San Giacomo, 6/C, la Locanda del Podestà offre piatti tipici della tradizione locale, preparati e serviti con molta accuratezza ed attenzione per il cliente.

Dopo un antipasto a base di affettati misti della zona, il mio compagno di viaggio ha scelto di assaggiare gli gnocchi della locanda, a base di gorgonzola, panna e tartufo.

Io invece ho ordinato un piatto di tagliolini del podestà, con guanciale, zafferano e granella di pistacchio.

Un vero tripudio di gusto, ve lo assicuro!

Se dovessi tornare in città, ne prenderei sicuramente di nuovo un’abbondante porzione.

Come visitare Assisi in maniera insolita ed economica

Avete voglia di mettervi in cammino alla scoperta del volto insolito di Assisi, ma allo stesso tempo non sapete proprio da che parte cominciare?

Non temete, conosco almeno due validissime soluzioni che penso possano fare al caso vostro.

Scopriamole insieme.

Assisi Welcome Card

Al mio arrivo in hotel ho ricevuto la Assisi Welcome Card, riservata a tutti coloro che si fermano presso la città umbra, almeno per una notte.

Questa carta di benvenuto gratuita consente di visitare i musei e i monumenti cittadini a prezzo ridotto, nonché di avere accesso ai parcheggi ed ai taxi con tariffe convenienti.

Poiché il circuito museale include la Pinacoteca Comunale, la Torre del Popolo ed il Foro Romano, anche in questo caso i possessori della Assisi Welcome Card, beneficiano di riduzioni.

Mostrando la tessera a tutti gli esercenti che ne espongono il simbolo infine, si può usufruire di sconti anche presso i ristorante e svariati punti vendita.

Assisi Welcome Card gratuita

Trovate maggiori informazioni sul sito internet Visit Assisi.

Assisi serafica bellezza

Acquistando il biglietto cumulativo del Circuito Museale Città di Assisi, gestito da Opera Laboratori Fiorentini, si riceve gratuitamente un’audioguida in ben 5 lingue diverse.

È uno strumento che permette di accedere ai principali punti d’interesse, a piedi ed in perfetta autonomia.

Ottenerla è molto semplice.

Ciascun biglietto contiene un apposito QR code da inquadrare con lo smartphone o il tablet.

Inserendo un codice univoco, valido per l’attivazione del servizio, potete scegliere quale tra i due itinerari proposti (francescano e romano), preferite intraprendere.

Vi consiglio di selezionare la modalità offline, così da avere sempre a disposizione i contenuti audio, anche nell’eventualità che siate privi di una buona connessione internet.

Indossate gli auricolari ed incamminatevi per le vie della città.

Quando vi trovate in prossimità di uno dei luoghi segnalati, premete il tasto play e ascoltate la voce della guida, opportunamente registrata.

A me sembra un modo utilissimo per vivere una città che sembra fatta apposta per essere scoperta con lentezza e tranquillità.

E voi che ne pensate?

Cosa vedere nei dintorni di Assisi: Palazzo Trinci a Foligno

Se avete la possibilità di esplorare i dintorni di Assisi, vi consiglio di raggiungere la vicina Foligno.

Il centro della città, vivace ma allo stesso tempo vivibile, è Piazza della Repubblica, sede di alcuni dei principali edifici pubblici.

Tra questi, spicca il sontuoso Palazzo Trinci, antica dimora della famiglia che governò a lungo il territorio folignate.

Gli interni sono riccamente affrescati e aspettano solo di essere ammirati!

Scoprite come preparare al meglio il vostro tour, consultando la mia esperienza nell’articolo dal titolo: Visitare Palazzo Trinci a Foligno.

Sono certa che ve ne innamorerete. D’altronde, l’Umbria non è forse il cuore verde dell’Italia?

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18 risposte

  1. Nonostante sia considerata una città religiosa per eccellenza, da atea ho adorato Assisi. Ne ho amato fin da subito l’atmosfera rilassata, i monumenti storici e le antiche chiese con tante storie da raccontare ai viaggiatori. Non ti nego che ho desiderio di tornarci presto alloggiando tra le sue mura.

  2. Ma sai che non conoscevo la parte sotterranea di Assisi? Ora sono curiosissima di visitare tutto quello che ancora non ho visto. La Assisi Card è un’ottima iniziativa per i viaggiatori come noi. Ti stimola a visitare e fermarti ad Assisi.

  3. Mi piacciono molto le card di benvenuto che consentono di apprezzare le attrazioni locali con uno sconto. E anche le audioguide da scaricare sullo smartphone per saperne di più su quello che si sta vedendo. Non conoscevo il volto sotterraneo di Assisi, è davvero affascinante.

    1. Condivido. Anche a me piace molto questo concetto di accoglienza. Facci un pensierino, l’Assisi sotterranea è davvero da scoprire.

  4. Sulla Torre del Popolo sono salita anche io l’anno scorso mentre gli altri luoghi non ho avuto il tempo di visitarli. Mi piacerebbe tornare ad Assisi ma magari non d’estate, ho patito davvero tanto caldo.
    Sulla bellezza della città poi ovviamente non si discute.

  5. Sono passati secoli dalla mia ultima visita ad Assisi, in una giornata di pioggia. I tuoi racconti mi hanno sbloccato ricordi e provocato tanta voglia di tornare in Umbria, tra mura in pietra e salumi profumati. Buona idea per un weekend di tarda primavera, stavolta senza pioggia!

  6. Ma che sorpresa questa Assisi sotterranea! Una meraviglia che non conoscevo anche se vado spesso ad Assisi che trovo mistica e vivace allo stesso tempo. Non mi perderò assolutamente la visita la prossima volta e grazie anche per le dritte sull’alloggio

  7. Me ne hanno parlato sempre bene di Assisi. Ma ancora non sono riuscita a vedere questa città di persona. Poi leggendo questo articolo mi ha incuriosito ancora di più. Mi dovrei organizzare e decidere di visitare.

  8. Questo itinerario archeologico per me è particolarmente interessante! So che Assisi nasce come città romana, ma non ho mai visitato i suoi resti archeologici e conoscevo soltanto il Tempio di Minerva

  9. Mi hai fatto scoprire un aspetto inedito di Assisi, che ho visitato molto tempo fa, sarà un buon motivo per ritornarci presto!

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