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Escursioni in barca da Favignana: Levanzo e Marettimo

di Libera
la splendida punta Troia con il suo castello è uno dei luoghi più suggestivi di Marettimo

Tra le numerose escursioni in barca in partenza da Favignana, Levanzo e Marettimo sono due mete assolutamente imperdibili.

Mare cristallino dalle mille sfumature di blu, calette seminascoste ed isolate, ma anche percorsi di trekking e tanta storia si celano dietro i porticcioli delle due isole minori dell’arcipelago delle Egadi (di cui fanno parte anche numerose isolette e scogli più piccoli ma disabitati).

Escursioni in barca da Favignana

Levanzo: informazioni generali
Levanzo in barca: grotte e calette
Levanzo a piedi: quali spiagge vedere
Marettimo: informazioni generali
Marettimo in barca: spiagge e grotte
Marettimo a piedi: sentieri di trekking
Come prenotare le escursioni in barca da Favignana

Levanzo

Quando penserete a quale destinazione scegliere per la prima delle gite in barca da fare in giornata con partenza da Favignana, la scelta di raggiungere Levanzo sarà per voi quasi inevitabile.

Questo perchè l’isolotto, trovandosi a pochissima distanza da Favignana, è ben visibile da molti dei punti panoramici dislocati nell’area nord occidentale dell’isola a forma di farfalla.

Uno su tutti, Cala Faraglioni. Raggiungete quest’angolo ancora selvaggio di Favignana e aspettate il tramonto. Vedrete il sole scomparire dietro l’isoletta di Levanzo che da qui sembra davvero vicinissima.

Se vi ho incuriosito e volete saperne di più, potete consultare la mia guida dedicata interamente all’isola di Favignana.

Prima di partire per Levanzo, dovete sapere che quello che vi aspetta sarà un viaggio indietro nel tempo.

Il porticciolo, animato dal vociare dei pescatori già di buon mattino, volge le spalle al minuiscono centro abitato.

Una manciata di casupole ad un piano, con l’intonaco scrostato dal vento e le finestre solitamente aperte, a dare il benvenuto a curiosi e visitatori.

Pensate che questo piccolo borgo marinaro raggiunge soltanto i 200 abitanti su un’isola che è grande appena 10 kmq e che è collegata da un’unica strada asfaltata.

Lo sapete che c’è stato un tempo in cui Levanzo era unita a Favignana da un lembo di terra? Nel Paleolitico le due isole erano collegate tra loro prima che, nel 6.000 a.C., il livello del mare si alzò e gli isolani, non conoscendo alcuna tecnica di navigazione, si estinsero.

Passando invece a considerare i tempi più recenti, va detto che gli abitanti di Levanzo passarono da una dominazione all’altra.

Pensate che nel 1600, la popolazione si nascose nelle numerose grotte presenti sull’isola per sfuggire alla furia dei pirati.

Sarà soltanto con i Borbone che l’isola di Levanzo verrà nuovamente e gradualmente popolata. Con l’arrivo della famiglia Florio alla fine del 1800, la creazione della tonnara di Favignana portò benessere e crescita economica in tutto l’arcipelago, inclusa Levanzo.

Oggi l’isola appare come una delle più incontaminate delle Egadi, perfetta per essere scoperta a piedi oppure con uno dei tanti tour in barca organizzati.

il porticciolo di Levanzo accoglie i visitatori che arrivano in barca da Favignana

Scoprire Levanzo in barca:
la Grotta del Genovese

Se volete visitare la Grotta del Genovese, il sito archeologico principale di Levanzo, potete prenotare direttamente dall’ufficio informazioni situato nei pressi del porto oppure sul sito internet ufficiale, una visita che include il trasferimento con una barca (se le condizioni meteorologiche non sono buone invece, verrete accompagnati con il fuoristrada).

Il tour della durata di circa due ore, vi condurrà nei pressi di Cala del Genovese, situata a ovest dell’isola. Da qui, oltre ad ammirare un panorama davvero invidiabile, che si perde oltre l’orizzonte, potrete accedere alla grotta.

Pensate che la grotta del Genovese è stata portata alla luce da una pittrice di Firenze, Francesca Minellono, nel 1949.

Spinta dalla curiosità, Francesca riuscì ad entrare nello stretto cunicolo utilizzato ancora oggi per accedere nella cosiddetta retrogrotta (preceduta da un ambiente invece molto più ampio, chiamato antegrotta) e qui scoprì che gli interni celavano numerosi graffiti raffiguranti per lo più immagini di uomini e animali.

Si tratta di incisioni che risalgono a due periodi diversi. Le scene che ritraggono gli uomini intenti a pescare, si riferiscono al tardo Paleolitico superiore mentre, le scene che raffigurano gli uomini dediti all’agricoltura e all’allevamento, si collocano nel Neolitico.

Se dopo questo tuffo nell’archeologia, avete voglia di rilassarvi con un bel tour in barca in partenza da Cala Dogana (nei pressi del porto), alcune sono le soste imperdibili, che vi segnalo:

  • Cala Faraglione;
  • Cala del Genovese (dove si trova la già citata grotta);
  • Cala Tramontana;
  • Capo Grosso, dove potrete fare delle immersioni oppure prenotare una visita subacquea guidata per ammirarne i fondali;
  • Cala Calcara;
  • Cala Nucidda;
  • Cala Minnola;
  • Cala Fredda.

Scoprire Levanzo a piedi:
quali spiagge raggiungere

Personalmente, dopo essere scesa dalla barca che mi ha condotto a Levanzo da Favignana, mi sono letteralmente persa, con la mente e con il corpo, tra i vicoli del piccolo centro abitato.

Ed è così che mi sono ritrovata, quasi senza accorgermene, lungo il sentiero sterrato che, superate le ultime casette del borgo, procede verso est.

Non ho potuto credere ai miei occhi quando, dopo una decina di minuti di cammino, sono sopraggiunta alla prima spiaggia isolana, la splendida Cala Fredda.

Cala Fredda

I colori del mare assumevano sfumature cangianti e presentavano aree di tonalità più scura, riportandomi alla mente una particolarità che fino a quel momento avevo visto solo presso Bue Marino, a Favignana.

Dopo una sosta inevitabile per un bagno rinfrescante in queste acque cristalline e pulitissime, ho quindi deciso di proseguire a piedi alla scoperta di altri luoghi meravigliosi e sorprendenti.

Ho camminato per altri dieci minuti e sono quindi arrivata nei pressi di un’altra baia, Cala Minnola.

Cala Minnola

Le sfumature del mare anche qui, ricordano la varietà di tonalità di blu della già citata Bue Marino.

Rispetto a Cala Fredda però, la baia di sassi di Cala Minnola è protetta da una fitta macchia mediterranea, il luogo ideale per cercare un può d’ombra e concedersi uno spuntino, grazie alla presenza di numerose panche e di alcuni tavoli di legno.

Dulcis in fundo, veniamo a quella che è la baia più bella di Levanzo: Cala Faraglione.

Cala Faraglione

Per raggiungerla, partendo dal borgo di Levanzo, bisogna seguire la strada che costeggia il porticciolo e prosegue verso ovest.

Dopo alcuni minuti a piedi non crederete ai vostri occhi: una sottile spiaggia di ciottoli bianchissimi ed un mare così limpido da sembrare una vera e propria piscina naturale.

Ma non solo. Ci troviamo nel tratto di costa rivolto verso Favignana e, complice lo scoglio che svetta davanti alla baia, questo luogo al tramonto saprà regalarvi momenti davvero indimenticabili (oltre che scatti fotografici dalle molteplici tonalità di colore).

Un consiglio: le spiagge di Levanzo sono prive di punti di ristoro poiché totalmente libere e incontaminate. Per questo motivo, vi consiglio di preparare un pranzo a sacco da portare con voi durante l’escursione in barca che, da Favignana, vi porterà alla scoperta di questa splendida isoletta.

Inoltre, fatta accezione per Cala Minnola, non c’è molta vegetazione nei pressi delle baie, quindi diventa fondamentale portare con sé un cappellino, oltre che dell’acqua e la crema solare.

Cala Faraglione è davvero una splendida baia dalla quale è persino possibile vedere l'isola di Favignana

Escursioni in barca da Favignana
Marettimo

Prenotare una delle escursioni in barca in giornata da Favignana alla volta di Marettimo, vuol dire approdare sull’isola più occidentale di tutta la Sicilia.

La sua superficie supera di poco i 12 kmq ed è abitata da circa 700 persone.

Devo ammettere che per quanto mi riguarda, dedicare una giornata alla visita dell’isola di Marettimo, il cui nome deriva dal greco Hierà Nésos (isola sacra), è stata una delle decisioni migliori che potessi prendere durante il mio viaggio presso le isole Egadi.

E presto scoprirete il perchè.

Marettimo risulta essere già popolata nel 5.000 a.C., come testimoniamo i numerosi utensili qui rinvenuti e oggi conservati nel Museo del Mare.

L’avvenimento storico più importante nella storia dell’isola però è il 20 marzo 241 a.C., quando i Romani sconfissero Cartagine determinando la fine delle ostilità della Prima Guerra Punica.

L’isola di Marettimo divenne il presidio militare dell’Urbe che da qui, poteva tenere sotto controllo la rotta tra l’Africa mediterranea e Roma.

Una testimonianza importante di questo periodo sono le cosiddette Case Romane, piccole costruzioni poste nella parte alta dell’isola, in modo da poter avere una visuale completa sul tratto di mare che separa le Egadi dalla costa trapanese.

Una curiosità: nei pressi di questi antichi edifici militari, fu costruita in seguito una basilica bizantina, lunga circa 10 metri e con una sola navata, gestita dai monaci basiliani.

Anche Marittimo, come Levanzo, subì numerose dominazioni nel corso dei secoli e conobbe un periodo buio nel 1600 a causa delle numerose incursioni dei pirati.

Gli effetti dell’apertura dello stabilimento Florio a Favignana infine, portarono numerosi benefici di carattere sociale ed economico.

uno dei più bei punti panoramici di Marettimo è la terrazza del castello di Punta Troia

Scoprire Marettimo in barca:
spiagge e grotte

Se volete scoprire le numerose spiagge, baie e calette custodite dall’isola di Marettimo, non potete che prenotare uno dei tanti tour in barca, che vi porteranno alla scoperta dell’isola.

Potrete così ammirare:

  • la Grotta del Cammello, il cui nome deriva dalla sua curiosa forma, che ricorda la gobba di un cammello;
  • la Grotta del Tuono, il cui nome deriva dal rumore delle onde che si infrangono sulle pareti di questa cavità;
  • la Grotta della Pipa, che nasconde una piscina d’acqua naturale;
  • Cala Bianca, il cui nome fa riferimento alla presenza di sabbia che rende il fondale limpidissimo e trasparente (quest’area è anche ricca di pesci, perfetta per fare delle immersioni);
  • la Grotta Perciata;
  • la Grotta del Presepe, chiamata così perchè al suo interno vi sono delle formazioni rocciose che ricordano, per la forma, le statuette della Sacra Famiglia;
  • la Grotta della Bombarda, che nel nome richiama il rumore che l’acqua produce quando, durante l’alta marea, fuoriesce da un foro posto sulla sommità della grotta, molto simile al fragore di una bomba;
  • Punta Libeccio, con il faro costruito nel 1860;
  • Cala Marino.

Alcune delle spiagge isolane tuttavia, sono raggiungibili anche a piedi con delle brevi passeggiate.

Tra queste, vi segnalo:

  • Spiaggia del Rotolo, una piccola baia di sassi situata nei pressi della cappella del Rotolo, a circa 15 minuti di cammino dal borgo marinaro di Marettimo, in direzione est;
  • Praia dei Tacchi, una caletta ancora poco conosciuta, che dista circa 20 minuti dal centro abitato in direzione sud est, che vi garantirà molto tranquillità.

Un consiglio: anche Marettimo, come Levanzo, è un’isola selvaggia ed incontaminata. Per questo motivo, una volta oltrepassato il piccolo centro abitato situato nei pressi del porticciolo, dovrete essere sicuri di avere con voi tutto il necessario per vivere, al meglio e senza imprevisti, una giornata immersi nella natura.

Oltre a preparare il pranzo a sacco prima di partire da Favignana, vi consiglio di portare con voi un cappellino, acqua a sufficienza e la crema solare.

Scoprire Marettimo a piedi:
i percorsi di trekking

Con mio grande stupore ho scoperto, solo dopo essere approdata a Marettimo, della presenza di numerosi sentieri di trekking che dal porticciolo, raggiungono alcuni tra i luoghi più suggestivi dell’isola.

In totale se ne contano sei, diversi tra loro per: difficoltà, tempo di percorrenza e ovviamente, per la destinazione finale.

Non temete perchè, durante il percorso, troverete dei segnali che vi indicheranno sempre qual è la strada giusta per arrivare, sani e salvi, fino alla meta.

Il castello di Punta Troia

Io personalmente, ho scelto quello che viene comunemente chiamato, itinerario di trekking 1, che da Scalo Vecchio arriva al Castello di Punta Troia.

Non è stato molto difficoltoso per i primi chilometri, quando inevitabilmente, ho avuto la possibilità di concentrarmi più sul panorama che sul percorso ma, una volta arrivati nei pressi dello Scoglio del Cammello, in alcuni punti è diventato davvero molto ripido e ha richiesto la massima attenzione e concentrazione per proseguire.

Superato questo scoglio inoltre, finalmente ho potuto scorgere, oltre una sottile lingua di terra scura tagliata in due dal sentiero, la mia meta finale: il Castello di Punta Troia.

Pensate che questa fortezza venne costruita di Saraceni nel IX secolo, quando aveva l’utilizzo di torre di avvistamento.

C’è una lunga scalinata che conduce ad un primo piano dell’edificio, quindi una seconda gradinata che porta al secondo, dove vi sono alcune stanze oggi visitabili.

Al mio arrivo, uno dei custodi del castello mi ha accompagnato in una visita degli interni, che si è rivelata davvero molto interessante.

Tra gli angoli più suggestivi dell’edificio, c’è la cosiddetta tremenda fossa: inizialmente costruita come una cisterna adibita alla raccolta dell’acqua, fu poi trasformata in una prigione.

Pensate che i carcerati venivano calati dall’alto e poi letteralmente chiusi all’interno di questa stanza, quasi completamente al buio.

Durante le Due Guerre Mondiali il castello fu utilizzato come avamposto militare e successivamente abbandonato, per poi essere restaurato e riaperto al pubblico per le visite.

Mentre ammiravo, dall’alto della terrazza, il percorso fatto per arrivare fin qui (pensando che, a breve, avrei dovuto ripercorrerlo per tornare indietro), ho notato la presenza di alcune barche che accompagnavano gruppi di turisti a visitare la fortezza.

In seguito ho saputo che dal porto, è possibile prenotare un tour guidato in barca, fino al Castello di Punta Troia.

Se non ve la sentite di camminare ma volete visitare questo luogo davvero ricco di suggestioni e rievocazioni storiche, vi consiglio di raggiungerlo via mare. Ne vale la pena, credetemi: da qui la vista è impagabile.

il castello di Punta Troia è ben visibile una volta superato lo scoglio del cammello
Gli altri 5 percorsi di trekking di Marettimo

Per quanto riguarda gli altri sentieri di trekking presenti a Marettimo, si tratta di:

  • Itinerario 2, da Scalo Vecchio a Monte Falcone. Si tratta di un itinerario considerato facile, della durata di un paio d’ore che dal porto, vi condurrà nel centro dell’isola di Marettimo, passando anche nei pressi delle Case Romane.
  • Itinerario 3, dal centro abitato a Punta Basano. Questo percorso, che procede in direzione sud, inizialmente sembra facile ma, almeno in alcuni punti, si presenta molto difficoltoso a causa della strada che diventa davvero dissestata.
  • Itinerario 4, dal centro abitato a Punto Libeccio. È un itinerario abbastanza semplice che, in un paio d’ore, vi permette di raggiungere Punta Libeccio e fare un tuffo tra le acque limpide di Cala Nera.
  • Itinerario 5, questo percorso inizia e finisce nel centro abitato di Marettimo. La durata è di circa 3 ore procedendo in direzione sud, verso Punta Libeccio, poi raggiungendo prima il rifugio della forestale e infine Punta Semaforo. A questo punto, tornando indietro, è possibile passare nei pressi delle Case Romane e poi proseguire fino al borgo marinaro.
  • Itinerario 6, considerato in assoluto il più impegnativo. Si parte da Scalo Vecchio e si arriva a Cala Bianca. La prima parte del sentiero è comune a quella prevista per l’itinerario 1, che arriva al Castello di Punta Troia, poi però le strade si dividono, quindi prestate molta attenzione alla segnaletica.

Come prenotare le escursioni in barca da Favignana

Le escursioni in barca da Favignana alle isole di Levanzo e Marettimo si possono prenotare direttamente nei pressi del porto di Favignana. Vi basterà recarvi presso le biglietterie e individuare la data che preferite.

Vi consiglio di pianificare le due gite sulle isole minori dell’arcipelago delle Egadi, già poco dopo il vostro arrivo a Favignana.

Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che, così facendo, potrete gestire al meglio le vostre giornate isolane (non dimenticate che a Favignana ci sono molte cose da vedere e sarebbe un peccato non riuscire a scoprirle tutte), il secondo, ma non meno importante è che da qui, è possibile raggiungere con delle escursioni in giornata anche la costa trapanese.

La suggestiva e alta Erice, le splendide saline di Marsala, le spiagge dorate di San Vito Lo Capo e l’incantevole Riserva dello Zingaro, sono solo alcune delle bellezze naturali e paesaggistiche di questo magnifico territorio.

Che ne dite di visitarle?

la splendida Cala Minnola, con i suoi caratteristici colori, è una delle spiagge più belle di Levanzo da inserire nelle escursioni in barca da Favignana

I miei ultimi itinerari di viaggio:

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8 commenti

Eliana 11/06/2021 - 19:49

Mi sono salvata l’articolo perchè mi sarà utile per quando organizzerò nuovamente il mio tour in Sicilia nel trapanese e nelle sue isole! A Levanzo ci hanno anche girato il Commissario Montalbano, meglio di così!

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Libera 11/06/2021 - 20:22

Sono contenta ti sia piaciuto.

Rispondi
Teresa 11/06/2021 - 16:55

Questa idea è veramente fantastica: adoro il mare e adoro andare in barca. Quasi quasi ci faccio un pensiero per un week end lungo a settembre. Grazie per il suggerimento!

Rispondi
Libera 11/06/2021 - 16:57

Le isole Egadi sono un vero paradiso incontaminato da scoprire

Rispondi
Babi| Wanderlust in Travel 11/06/2021 - 16:23

che meraviglia Libera! sto prendendo appunti per le ns vacanze a settembre! non vedo l’ora!

Rispondi
Libera 11/06/2021 - 16:35

Sono contenta che ti stiano piacendo i miei spunti di viaggio . Vedrai che questo arcipelago farà innamorare anche te.

Rispondi
Annalisa Trevaligie-Travelblog 11/06/2021 - 16:16

Che luoghi meravigliosi! Credi che Si possa esplorare questa costa in SUP?? Noi siamo sempre alla ricerca di calette e grotte da poter vedere pagaiando. Sarebbe davvero idilliaco in questi posti.

Rispondi
Libera 11/06/2021 - 16:38

Ciao Annalisa , credo sia decisamente possibile . Qui di calette semideserte ne trovi in abbondanza . Non resta che partire!

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