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La cascata di Moraduccio

di Libera

Per sfuggire al caldo afoso di queste giornate settembrine, ho scovato un rimedio sensazionale e neanche troppo distante da casa.

Esattamente a metà strada tra Bologna e Firenze, seguendo la Via Emilia fino a Imola e poi salendo sull’Appennino in direzione Fiorenzuola, si trova la valle del fiume Santerno.

Una volta superato il piccolo comune di Castel del Rio, vi basterà seguire il rumore continuo dello scroscio dell’acqua sulla pietra nuda.

Non ricordo di aver visto cartelli che segnalano la cascata ma non sarà difficile capire di essere arrivati per due semplici motivi:

  • il primo è la presenza di un ristorante, come unico edificio nella zona, chiamato per l’appunto “La Cascata”, anche se al momento era chiuso.
  • il secondo è che il parcheggio auto era già pieno, e non essendoci altre attrattive turistiche nel circondario, la cascata deve essere per forza nelle vicinanze.

A questo punto vi starete chiedendo dove ho parcheggiato e la domanda la trovo più che lecita.

Mentre stavo cercando di capire se fosse rimasto un ultimo posto auto disponibile, ho notato un vecchio signore in lontananza che faceva cenno di parcheggiare l’auto nel cortile della sua villetta. Un vero colpo di fortuna in un mondo dove spesso non siamo più abituati alla gentilezza.

Da lì c’è un unico sentiero per scendere a valle, anch’esso non segnalato un granchè, e può essere attraversato solo a piedi o in bicicletta.

Finalmente, dopo circa 15 minuti di cammino, da qui si può vedere la cascata di Moraduccio.


la piccola cascata tra le rocce

Ci troviamo sul ponte che sovrasta il fiume. Da qui è possibile ammirare il paesaggio circostante in tutta la sua magnificenza. La fitta vegetazione, verdissima, si alterna a roccia nuda e bianca, smorzata dai venti, sotto lo scroscio continuo dell’acqua che dalla cascata torna al fiume.



Se arriverete la mattina presto , potrete scegliere con cura un posto in cui sostare, magari più vicino alla cascata e al letto del fiume. Direi che il momento più affollato è quello attorno all’ora di pranzo quando gruppi di ciclisti, famiglie e comitive di amici, armati di zaini o borse frigo, circondano pacificamente l’area.


In questo periodo è ancora possibile fare il bagno nell’acqua del fiume, in compagnia di pesci e girini , ma con alcune accortezze. Vi consiglio infatti di dotarvi di scarpette adatte alla superficie sassosa del letto del fiume.

Ricordate inoltre che l’intera area è rocciosa, pertanto consiglio di portare con voi qualcosa di morbido su cui stendere i vostri teli mare prima di prendere il sole (ad esempio i tappetini che si usano in palestra per fare gli esercizi a corpo libero), altrimenti potreste alzarvi con qualche dolorino alla schiena.



A questo punto siete pronti per godere appieno di una splendida giornata in mezzo alla natura!



Considerate che in questo periodo già dalle 16 in poi sulla riva del fiume ci sarà prevalentemente solo ombra quindi, se avete voglia di mantenere la tintarella conquistata questa estate, vi conviene arrivare sul posto già dalla mattina.

Dopo alcune ore trascorse tra una nuotata, un buon libro e qualche foto nei dintorni della cascata, decido di avventurarmi attraverso un sentiero che, a quanto avevo sentito dire, conduce ad un borgo abbandonato.

Da qui un paio di chilometri in salita, di cui l’ultimo tratto molto stretto ed impervio (dove vi toccherà farvi largo tra rami e foglie d’edera), e poi si arriva alle Rovine di Castiglioncello.

Si tratta di un’area completamente abbandonata e ormai ricoperta dalla vegetazione. E’ possibile entrare, con cautela, in alcuni degli edifici del vecchio borgo, ora semidistrutti con il soffitto sfondato.



Pare che Goethe nel suo “Viaggio in Italia” passò proprio da qui, lodando il paesaggio tipico dell’Appennino che , in questo tratto, collega Bologna a Firenze.

Pensate che ultimi abitanti di Castiglioncello lasciarono il borgo nel 1962 quando ormai il paese, che non aveva più neanche l’energia elettrica, tagliato fuori dalla costruzione della strada statale, fu inevitabilmente avviato verso il totale abbandono.


E ora ditemi di voi; vi piacerebbe vivere in un borgo in mezzo alla natura?

Raccontatemelo nei commenti.


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2 commenti

Fe'licita 18/09/2020 - 22:35

Hai scovato proprio un bel posticino! Viverci magari no, ma goderselo quando si ha voglia di un Po’ di tranquillità eccome!

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liberamente_traveller 18/09/2020 - 22:46

In questi giorni di caldo afoso settembrino , è il luogo ideale dove rifugiarsi e stare a contatto con la natura .

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