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Orrido di Ponte Alto: informazioni utili per la visita

Orrido di Ponte Alto vicino Trento

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Avete mai sentito parlare dell’Orrido di Ponte Alto, nei dintorni di Trento? Questo luogo incontaminato e selvaggio sembra uscito da un vecchio film d’avventura.

Se non vedete l’ora di concedervi una pausa lontano dai rumori della città, in piena simbiosi con la natura, allora è proprio la meta adatta a voi.

Mettiamoci in viaggio!

Orrido di Ponte Alto: cos’è

Il termine orrido indica una spaccatura profonda, scavata nella roccia da corsi d’acqua, che spesso danno vita a vigorose cascate.

Si tratta dunque di una gola molto più stretta del canyon, seppur altrettanto suggestiva.

Nel corso dei secoli, l’Orrido di Ponte Alto, una sottile fessura solcata dal torrente Fersina, è stato spesso interessato da interventi di tipo idraulico.

L’obiettivo era quello di scongiurare le esondazioni, che avrebbero avuto conseguenze catastrofiche per la città di Trento.

Nel 1537 il principe vescovo Bernardo Clesio, realizzò dunque la prima serra, per evitare che i detriti trasportati dal torrente durante le piene, arrecassero danni alle abitazioni e alla popolazione.

Più che a una diga però, la costruzione doveva somigliare molto ad una palizzata, poiché era alta 20 metri e costituita esclusivamente da tronchi d’albero.

Venne distrutta e ricostruita diverse volte, finché nel 1850 l’Impero Austro – ungarico decise di progettare una nuova serra, molto più robusta della precedente.

Questa volta venne innalzato un muraglione di pietra calcarea di 40 metri di altezza, con una base di 6 metri di spessore che si riducevano a soli 3 metri, nella parte superiore.

Dopo l’alluvione del 1882 inoltre, a circa 80 metri a valle da Ponte Alto, venne eretta una seconda opera idraulica, la Serra Madruzza.

Queste briglie, che sono ancora in piedi e funzionano regolarmente, danno vita a ben due salti, alti più di 40 metri.

Grazie ad una scala a chioccola, costruita ai primi del Novecento, è persino possibile accedere ad una terrazza panoramica, che si trova letteralmente dietro ad una delle cascate.

È un vero spettacolo nello spettacolo, ve lo garantisco!

Orrido di Ponte Alto: quanto dura la visita e come si svolge

L’Orrido di Ponte Alto è stato aperto alle visite, effettuate esclusivamente in compagnia di una guida, nel 2017.

Il percorso, della durata di 45 minuti, si svolge sostanzialmente lungo passerelle metalliche, che alternano scalinate a terrazze panoramiche, tutte opportunamente protette da parapetti.

la passerella del percorso di visita dell'Orrido di Ponte Alto

Nella prima fase, dopo un interessante excursus storico, la guida (munita di microfono) illustra tramite un modellino, la funzionalità della serra.

Quindi, conduce i visitatori al cospetto della prima e della seconda cascata, concedendo tutto il tempo necessario per scattare delle foto e fare qualche domanda.

Oltre alla potenza dell’acqua, che con il suo continuo fluire è riuscita ad ipnotizzare il mio sguardo, sono rimasta totalmente affascinata dalle pareti rossastre dell’orrido.

Sono ricche di striature dalle sfumature cangianti.

Il momento più emozionante però, è sopraggiunto quando ho guadagnato l’affaccio più panoramico in assoluto, quello posto esattamene dietro alla seconda cascata.

Per alcuni istanti sono riuscita ad isolarmi da ogni cosa, lasciando che i pensieri che affollavano la mia mente scivolassero via, proprio come le acque del torrente Fersina.

Orrido di Ponte Alto: orari, biglietti e informazioni utili

L’Orrido di Ponte Alto è visitabile tutto l’anno, ma soltanto con prenotazione anticipata on line.

Ciascun tour non può contenere più di un certo numero di persone, motivo per il quale sono state definite una serie di fasce orarie giornaliere, che variano a seconda delle stagioni.

Il sito non è accessibile a passeggini e carrozzine, a causa dei molti gradini ed accoglie solo cani che possono essere portati in braccio.

Dal momento che in alcuni punti il percorso può essere scivoloso, vi sconsiglio di indossare ciabatte o scarpe con il tacco.

Preferite calzature comode ma chiuse, portate con voi un k way (non è strettamente necessario, ma c’è il rischio di bagnarsi nell’ultimo tratto di visita, quello dietro alla cascata).

L’Orrido di Ponte Alto è o non è pericoloso

L’itinerario non è pericoloso, ma potrebbe rivelarsi poco agevole per chi soffre di vertigini oppure di claustrofobia.

In realtà, è comunque possibile godersi la visita evitando di sporgersi eccessivamente dai parapetti e chiedendo agli amici di scattare foto ravvicinate alle cascate.

Allo stesso modo, non è obbligatorio scendere lungo la scala a chioccola, che conduce all’ultima terrazza panoramica.

Basterebbe però procedere con calma, passo dopo passo, facendosi luce con la torcia dello smartphone e prestando attenzione all’acqua che potrebbe essersi depositata sui gradini.

Se fossi in voi, ci proverei: nella peggiore delle ipotesi si fa sempre in tempo a tornare indietro.

dietro una delle cascate dell'Orrido di Ponte Alto

Vi garantisco che ciò che vi aspetta oltre quella scalinata, merita assolutamente lo sforzo fatto per superare la fobia.

Dove si trova e come arrivare

La cancellata che delimita l’ingresso e la biglietteria dell’Orrido di Ponte Alto, si trova in Via alla Cascata, a circa 4,5 chilometri dal centro storico di Trento.

Se vi spostate in automobile, potete parcheggiare nei pressi del vicino Ristorante La Gnoccata. Chi preferisce i mezzi pubblici invece, deve prendere il bus delle linee: 9 o 10 fino a Cognola e poi procedere a piedi lungo Via Ponte Alto per una decina di minuti.

Cosa vedere nei dintorni: alla scoperta di Trento

La città di Trento è un vero e proprio scrigno di tesori.

Va esplorata rigorosamente a piedi, perdendosi tra le sue vie dalle facciate eleganti ed affrescate e le sue piazze, ampie e ricche di storia.

Se avete in mente di raggiungerla per una gita fuori porta, ma non sapete ancora cosa inserire nel vostro itinerario di viaggio, consultate il mio articolo: 5 cose da vedere a piedi in un giorno a Trento.

Fidatevi: ve ne innamorerete all’istante!

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19 risposte

  1. Bellissima escursione che consiglierò ad alcuni amici che presto trascorreranno le vacanze in zona. Anche qui in Toscana esiste un orrido, il famoso Orrido di Botri, ma è un’esperienza più wild rispetto alla tua. Grazie mille per le info! 🙂

  2. Sono un fifona ma credo che non resisterei all’idea di scendere fino all’ultima terrazza e passare dietro la cascata, lo spettacolo offerto deve essere davvero magnifico

  3. Un luogo che sicuramente visiterei perché sai quanto io amo la natura e la geologia! Ottimo che ci sia una guida pronta a spiegare tutto ciò che serve, rende la visita più interessante è più coinvolgente!

    1. Le visite vengono effettuate solo con guida, un servizio utilissimo per comprendere meglio questo luogo ed il suo legame nella storia con il territorio.

  4. Sapevo cos’era un orrido, ma non avevo mai sentito parlare di questo in particolare. E’ davvero affascinante, ma credo che mi creerebbe un pò di angoscia visitarlo!

    1. Angoscia? E perché? È un luogo fantastico e immerso nella natura. Per chi visita Trento, è un’ottima escursione a due passi dalla città.

  5. Ti ringrazio per aver consigliato di fare l’esperienza anche a chi potrebbe soffrire di claustrofobia, come dici tu al massimo si torna indietro. L’esperienza credo proprio ne valga la pena.

  6. Anche se ho un po’ paura delle altezze, adorerei poter visitare questo luogo, ha un fascino pazzesco!! Me lo segno, anche se al momento non ho in programma di passare da quelle parti

  7. Abito a 5 minuti dall’Orrido e ci sono ritornata per la terza volta proprio un paio di settimane fa: è tra i miei luoghi preferiti! Ho colto l’occasione del biglietto cumulativo col Giardino dei Ciucioi (un altro luogo che ti consiglio la prossima volta che sarai a Trento!).

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