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Tenoha Milano: storie di donne samurai in mostra

giardino zen presso Tenoha Milano

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Una nuova mostra dal titolo Storie di Donne Samurai, è stata allestita presso Tenoha Milano e chiuderà al pubblico il 26 Novembre 2023.

Dopo Botteghe di Tokyo e Fantasmi e Spiriti del Giappone, è la terza volta che il connubio tra il primo concept store nipponico su suolo europeo e L’Ippocampo Edizioni, dà vita ad un’esperienza incredibilmente immersiva.

Se siete veri appassionati della cultura e delle tradizioni del Sol Levante, non potete assolutamente perdere questo appuntamento.

Proseguite nella lettura e ne scoprirete il perché.

Tenoha Milano: visitare la mostra come una vera donna samurai

Le due mostre precedenti erano riuscite a catapultare il visitatore tra le vie di Tokyo e a calarlo in una realtà parallela, popolata da creature soprannaturali.

Questa volta però, chi varca la soglia di Tenoha Milano ha un’opportunità ancora più allettante: accedere al percorso espositivo, indossando il tradizionale abbigliamento giapponese.

Si chiama Kimono Experience ed è la grande novità della mostra Storie di Donne Samurai.

Tutti i visitatori interessati (donne, uomini e bambini), dopo aver effettuato la prenotazione on line, devono presentarsi alla cassa dello shop.

È solo qui infatti, che possono ricevere il biglietto d’ingresso ed il ticket per la vestizione.

Occorre dunque raggiungere il vicino spazio Pop – up di Tenoha Milano dove, in collaborazione con Wajaku Kimono Service, è stato messo a punto un fornitissimo camerino.

Coloratissimi kimono e praticissimi geta (i tipici sandali giapponesi) riempiono prepotentemente la sala.

Ve lo assicuro: non saprete quale scegliere!

Fortunatamente, Mamiko Ikeda e le sue collaboratrici saranno prontissime a supportarvi nell’individuazione della taglia e del modello, nonché nelle procedure di cambio d’abito.

con Mamiko Ikeda ed il suo kimono

Nello specifico, quello che state per indossare è uno yukata, il kimono estivo, di tessuto leggero e decisamente vivace nelle fantasie e nei colori.

Letteralmente, questa espressione indica l’abito da bagno, utilizzato anticamente dai nobili nelle giornate alle terme.

Ancora oggi molto diffuso, viene preferito al classico kimono anche durante i festival e le celebrazioni estive.

Tenoha Milano: come indossare il kimono per accedere alla mostra sulle donne samurai

Prima di sfoggiare il vostro nuovo outfit e dare inizio alla visita della mostra Storie di Donne Samurai, dovete riporre la borsa, lo zaino, gli accessori e le scarpe, all’interno di un armadietto.

Non è necessario togliersi i vestiti, che eviteranno dunque allo yukata di stare a stretto contatto con la pelle.

Dopo aver eseguito scrupolosamente tutti i passaggi (l’operazione dura poco più di cinque minuti) Mamiko chiude l’abito con una cintura, secondo due modalità ben precise.

Se da un lato infatti, l’obi cinge la vita delle donne e culmina con un ampio fiocco sulla schiena, dall’altro poggia sui fianchi degli uomini e crea un nodo più piccolo, lateralmente.

Una curiosità: lo sapevate che i kimono giapponesi hanno le tasche? Si tratta di larghe aperture, realizzate in corrispondenza delle maniche.

È qui che potete nascondere la chiave dell’armadietto che custodisce i vostri effetti personali ed il biglietto d’ingresso.

Storie di donne samurai in mostra presso Tenoha Milano: il percorso di visita

L’allestimento della mostra Storie di Donne Samurai, con la direzione creativa della designer Laura Micalizzi, è ispirato all’omonimo libro, edito da L’Ippocampo.

Il volume, uscito il 25 Maggio 2023, è arricchito dalle magnifiche illustrazioni di Benjamin Lacombe, a cui si alternano i testi, curati da Sébastien Perez.

Grazie a numerose postazioni interattive ed installazioni altamente immersive, si ha come l’impressione che le storie di queste gloriose donne samurai prendano vita.

Il visitatore può infatti ascoltare le vicende che hanno per protagoniste leggendarie figure femminili giapponesi, grazie a dei QR code.

Brandendo una delle katane (finte, ovviamente) disponibili all’ingresso della mostra, si ritroverà inoltre a rivivere in prima persona quelle incredibili avventure .

È proprio il caso di dirlo: l’Italia ed il Giappone non sono mai stati così vicini!

Le storie delle donne samurai protagoniste della mostra

Superata la porta di un antico tempio, si giunge dinanzi a dei veri e propri set fotografici.

Con l’ausilio di wagasa, ombrellini di carta e kasa, curiosi cappellini di bambù, potete dare libero sfogo alla fantasia, improvvisando pose originali e divertenti.

uno dei set fotografici di Storie di Donne Samurai presso Tenoha

Il primo racconto illustrato è quello di Tomoe Gozen, ambientato nel 1184.

Durante una guerra civile tra due casate militari, questa donna generale dai lunghi capelli corvini, si distinse per coraggio e valore, arrivando a decapitare a mani nude il comandante delle truppe nemiche.

Alcune leggende affermano che costei, sfuggita alla morte durante la battaglia, mise alla luce il guerriero più forte del Giappone e che, una volta rimasta vedova, abbracciò la vita religiosa.

La seconda narrazione invece, ripercorre le vicissitudini di Miyagino e Shinobu.

Si racconta che due sorelle assistettero all’assassinio del padre, un povero contadino, avvenuto per mano di un feroce samurai.

Decisero così di farsi istruire da un maestro di spada e, dopo anni di allenamenti, riuscirono a ritrovare il crudele killer e vendicare la morte del genitore.

Yamamoto Yaeko è infine la protagonista della terza storia, che rivive in una delle stanze museali più suggestive, ricoperta interamente da specchi e illuminata da lanterne, di diverse tipologie e dimensioni.

La donna samurai, dopo essersi travestita da uomo, partecipò alla difesa del castello di Aizu combattendo con il suo fucile, confondendosi tra le truppe.

Sopravvisse e decise di mettersi in viaggio per ritrovare suo fratello. È in questa occasione che conobbe un missionario protestante e decise di convertirsi alla fede cristiana, dando così inizio ad un nuovo percorso di vita.

L’accesso al giardino zen, ricreato nella parte conclusiva del percorso, è accompagnato dall’ascolto di un approfondimento dedicato all’importante ruolo delle campane nei santuari giapponesi.

Anche qui, come per tutta la durata del tour (che richiede circa 40 minuti, fotografie incluse), è possibile interagire con le installazioni, accomodandosi su una panchina e lasciandosi trascinare dal fluire dei pensieri.

Prima di raggiungere l’uscita e recarsi al Pop – up per restituire il kimono ed i sandali, potete cimentarvi con la realizzazione di origami oppure cedere alla tentazione di qualche acquisto.

Storie di donne samurai: dove si trova la mostra e come arrivare

La mostra Storie di Donne Samurai è accessibile presso Tenoha Milano, l’enorme concept store d’ispirazione giapponese, realizzato nel vivace Quartiere Navigli, in Via Vigevano, 18.

Il modo più comodo per arrivarci è con la metropolitana della linea verde (M2). Se raggiungete Milano in treno, potete salire alla fermata della Stazione Centrale e scendere a Porta Genova.

Da qui, vi basterà proseguire a piedi per circa 250 metri per guadagnare l’entrata della mostra e la cassa dello shop, l’unico punto nel quale è possibile ritirare i biglietti acquistati.

sala delle lanterne alla mostra Storie di Donne Samurai a Milano

Vi consiglio di prenotare l’ingresso anticipatamente on line, così da consultare gli orari di apertura (che differiscono nei vari giorni della settimana), la disponibilità residua di ciascuno slot ed eventuali riduzioni.

Cosa fare gratis nei dintorni: visitare il Museo delle Culture di Milano

Al termine della visita alla mostra Storie di Donne Samurai, con una passeggiata di circa 15 minuti, potete spostarvi fino all’edificio che ospita il MUDEC, il Museo delle Culture di Milano.

A differenza delle mostre temporanee, la collezione permanente è visitabile gratuitamente tutto l’anno.

Il museo è stato realizzato dall’architetto David Chipperland in Via Tortona, ex area industriale milanese.

Include più di 7.000 reperti, oggetti d’uso comune e opere d’arte provenienti da ogni Paese del mondo, oggi raccolti nell’esposizione dal titolo Milano globale. Il mondo visto da qui.

Le sale espositive del MUDEC di Milano

Le cinque sale si affacciano su una piazza coperta al primo piano.

Sono collegate tra loro, offrendo al visitatore l’opportunità vivere un’esperienza a tutto tondo, confrontandosi con tematiche quali il colonialismo, la globalizzazione e la convivenza tra i popoli.

  • Prima Sala, espone oggetti giunti a Milano grazie alle nuove rotte commerciali, aperte nel corso del XVI secolo.
  • Seconda Sala, dedicata ai prodotti manifatturieri cinesi, che appassionarono l’aristocrazia meneghina nel Settecento.
  • Terza Sala, ripercorre le fasi del colonialismo italiano in Africa (XIX – XX secolo), soffermandosi sui tentativi di resistenza dei popoli africani e sulla propaganda italiana del periodo.
  • Quarta Sala, dove si possono ascoltare, grazie ad uno schermo, le testimonianze di quanti sono stati migranti, prima di essere considerati semplicemente milanesi.
  • Quinta sala, una serie di allestimenti che fotografano la Milano di oggi. Hanno destato il mio interesse, due opere ispirate al calciatore Mario Balotelli, che nel 2012 conquistò la copertina del Time e una scultura in 3D dal titolo emblematico Il vecchio e la bambina, realizzata da Cristina Donati Meyer. L’opera si rifà alla statua di Indro Montanelli posta nei giardini di Milano a lui intitolati. In questo caso però, il giornalista tiene in braccio una bimba in fasce, in riferimento al suo matrimonio africano con una dodicenne, che gli fu letteralmente venduta dal padre.
statua di Montanelli con la sua moglie africana presso MUDEC di Milano

Nel complesso, il percorso di visita richiede dai 40 ai 60 minuti (è prevista la possibilità di lasciare gratuitamente borse e zaini presso appositi armadietti), al termine dei quali potrete concedervi uno spuntino o fare un po’ di shopping al piano terra.

Scommetto che state già pensando di fare un salto a Milano, non è vero?

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16 risposte

  1. Uno splendido suggerimento! Intanto lo store si trova in una delle zone di Milano che preferisco e poi mi piace tantissimo l’idea di indossare un vero kimono per immergersi nelle storie di queste donne coraggiose. Per fortuna ho tempo fino a Novembre perché davvero non voglio perdere questa mostra

    1. Ciao Antonella, la mostra è aperta fino a Novembre ma la Kimono Experience non è garantita fino a quella data. Ti consiglio di dare un’occhiata fin da ora se vuoi indossare lo yukata. Ho messo il link nell’articolo.

    1. Non solo alle donne ma anche a uomini e bambini. Dai un’occhiata al link che ho messo nell’articolo, per vedere se c’è ancora disponibilità.

    1. Se vuoi provare la Kimono Experience, controlla prima che sia ancora disponibile quando decidi di andarci. Ho messo il link del sito nell’articolo. Buon divertimento!

  2. Interagire con le installazioni ✅
    Cedere alla tentazione di qualche acquisto ✅
    Realizzare un origami ❓⁉️
    Ehm… ho come il sospetto che piegare la carta non sia tra le mie abilità e neppure tra quelle di mio marito. Non è che le nostre gru fossero storte… è proprio che non erano nemmeno gru ma più elefanti cubisti, ecco…

  3. Decisamente un’idea super quella di far visitare la mostra con un kimono addosso, è come entrare nella festa ! Bravi, bravissimi ed originali, mi sarebbe piaciuto anche a me, chissà se mi sta bene un kimono come quello (io ne ho uno ma è semplicissimo)!

  4. Belle queste esperienze giapponesi in Italia, una cultura così antica e diversa che risulta così affascinante. L’esperienza dello yukata è da provare in Giappone è consueto indossarlo negli hotel tradizionali e come hai ben visto di un’eleganza estrema in tale semplicità.

    1. Mostra davvero immersiva, poter indossare il kimono durante il tour ha aggiunto qualcosa di ancora più coinvolgente all’esperienza.

  5. La kimono experience aggiunge quel qualcosa in più ad una mostra che già di per sé è perfetta per allestimento e bellezza delle opere. Sono contenta che anche tu l’abbia potuta visitare!

    1. Rispondo sempre molto volentieri agli inviti di Tenoha e L’Ippocampo Edizioni, ormai per me questo connubio è una garanzia, anche se stavolta si sono davvero superati.

  6. Ho letto tanto in questi giorni di questa mostra e devo dire che il connubio tra Tenoha e l’Ippocampo Edizioni riserva sempre delle belle sorprese (non avevo visitato Botteghe di Tokyo ma ho comprato il bellissimo volume). Questa mostra mi sembra anche bellissima, soprattutto per la kimono experience!

    1. Confermo. La Kimono Experience è stata davvero il “quid” in più che ha reso la mostra straordinaria e altamente immersiva.

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