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Donne che hanno fatto la storia di Bologna: tour al femminile in città

di Libera
Via D'Azeglio allestita con una mostra fotografica dedicata alle donne

Vi siete mai chiesti quali sono le donne che hanno fatto la storia di Bologna?

Effettivamente ormai quasi ogni quartiere della città può vantare almeno una via, una piazza o una scuola intitolata rispettivamente ad una scienziata, ad una letterata o ad una musicista.

Itinerario alla scoperta delle donne che hanno fatto la storia di Bologna

Le donne che si sono rese concretamente protagoniste della storia di Bologna sono diverse decine, se non centinaia.

Per me sarebbe davvero un’impresa impossibile riuscire ad elencarle tutte.

Così ho scelto di rendere omaggio alle sette figure femminili che secondo il mio parere si sono distinte, per motivi diversi, nei secoli compresi tra il Cinquecento e l’Ottocento bolognese.

Le loro vicende personali in molti casi hanno addirittura scavalcato i confini della città conquistando ruoli ed ottenendo riconoscimenti, fino a quel momento riservati soltanto agli uomini.

Accanto a grandi nomi del mondo accademico, artistico e scientifico, non mancano personaggi poco noti o quasi del tutto sconosciuti, altrettanto meritevoli di essere ricordati e celebrati.

L’itinerario che ho delineato si snoda principalmente tra le vie del centro e si articola in sette tappe, una per ciascuna delle nostre eroine.

Il percorso si ispira al tour guidato dedicato alle donne che hanno segnato la storia della città, organizzato dall’associazione Succede solo a Bologna.

Siete pronti a mettervi in cammino? Cominciamo!

Donne che hanno fatto la storia di Bologna
1. Properzia de’ Rossi: prima scultrice della storia
2. Elisabetta Sirani: la pittrice per eccellenza di Bologna
3. Gentile Budrioli: bruciata viva con l’accusa di stregoneria
4. Nicolosa Sanuti: autrice di un’orazione per l’indipendenza delle donne
5. Anna Morandi Manzolini: anatomista di fama internazionale
6. Laura Bassi Veratti: prima laureata docente universitaria
7. Clotilde Tambroni: prima insegnante universitaria senza laurea

Donne che hanno fatto la storia di Bologna: Properzia de’ Rossi la prima scultrice della storia

La prima scultrice della storia di cui si abbia notizia è nata e vissuta a Bologna.

Si chiama Properzia de’ Rossi (1490 c.a-1530 c.a) e per molti aspetti, la sua vita ancora oggi è avvolta nel mistero.

Il celebre architetto e storico dell’arte Giorgio Vasari l’ha descritta come una:

giovane virtuosa, non solamente nelle cose di casa, come l’altre, ma in infinite scienze che non che le donne, ma tutti gli uomini gl’ebbero invidia

Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori

Pare che la donna abbia rivelato fin da subito il suo talento, dilettandosi da giovanissima nell’intagliare con estrema precisione i piccoli noccioli delle pesche.

Tra il 1525 ed il 1526 inoltre, partecipò ai lavori per la realizzazione della Basilica di San Petronio.

L’opera principale attribuita a Properzia de’ Rossi

Una delle opere che oggi vengono attribuite con certezza a Properzia de’ Rossi è la formella Giuseppe e la moglie di Putifarre, che raffigura un episodio biblico narrato nella Genesi.

formella di Giuseppe e la moglie di Putifarre realizzata da Properzia de' Rossi

Giuseppe, dopo essere stato venduto dai suoi fratelli, viene sedotto dalla moglie di Putifarre, l’uomo che lo aveva acquistato come schiavo e nel tentativo di respingerla, scappa via.

L’opera immortala uno degli istanti di questo inseguimento e mostra la donna seminuda che cerca di afferrare l’amato in fuga.

Oggi è custodita all’interno del Museo della Basilica di San Petronio, accessibile gratuitamente.

Grazie alla preparatissima guida che mi ha accompagnato nel tour, ho scoperto che anche i capitelli del magnifico Palazzo rinascimentale Bolognini Amorini Salina sono stati scolpiti da Properzia de’ Rossi.

L’edificio si affaccia sulla centralissima Piazza Santo Stefano ed è immediatamente riconoscibile grazie ad una serie di teste di terracotta, collocate sulla facciata e diverse l’una dall’altra.

Lo avevate mai notato?

Elisabetta Sirani: la pittrice più celebrata di Bologna

La bolognese Elisabetta Sirani (1638-1665), figlia del primo assistente di Guido Reni, all’età di 24 anni era già a capo di una bottega.

Fondò la prima accademia femminile in Europa, interamente dedicata all’insegnamento delle arti pittoriche.

Nacque in Via Urbana, 7 (come ricorda una lapide) e cominciò la sua attività eseguendo i dipinti che le venivano commissionati dalle famiglie nobili dell’epoca.

La sua particolare bravura spinse i bolognesi a dubitare che fosse realmente una donna l’autrice di lavori così ben eseguiti.

Per fugare ogni dubbio, Elisabetta eseguì alcune delle sue creazioni artistiche pubblicamente, alla presenza di testimoni.

Alla sua morte, il corpo venne sepolto nella Basilica di San Domenico a Bologna, esattamente accanto a quello di Guido Reni, come evidenzia la lapide posta sulla parete della Cappella del Rosario.

la lapide di Elisabetta Sirani nella Basilica di San Domenico a Bologna

Gentile Budrioli: la strega arsa viva nel centro di Bologna

Il 14 Luglio 1498 Gentile Budrioli, con l’accusa di essere una strega enormissima, fu arsa viva in Piazza San Domenico a Bologna.

Di buona famiglia, studiosa di astrologia ed erboristeria, grazie alle sue competenze in campo medico fu un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie più in vista della città.

La sua fama raggiunse persino Ginevra Bentivoglio, moglie di Giulio II, signore di Bologna, che si rivolse a lei nel disperato tentativo di guarire sua figlia da una brutta malattia.

Le due donne divennero amiche ed il loro stretto legame attirò inevitabilmente le invidie della corte, che cominciò a diffondere maldicenze sul conto di Gentile.

Giulio II venne spinto a credere che la consigliera di sua moglie fosse in realtà una strega e ne dispose immediatamente l’arresto.

La donna, abbandonata persino dal suo sposo, il ricco notaio Cimieri, fu brutalmente torturata ed indotta a confessare un crimine che di fatto, non aveva mai commesso.

Ciò tuttavia, non riuscì a salvarla dall’imminente condanna a morte.

Il Tribunale dell’Inquisizione non ne concesse la sepoltura e le sue ceneri si dispersero nel vento.

Nicolosa Sanuti e la sua orazione in difesa dell’emancipazione femminile

Nicolosa Castellani, nata a Sasso Marconi e morta a Bologna nel 1505, acquisì il cognome del marito Nicolò Sanuti, in seguito al matrimonio.

È a lui che si deve la costruzione del magnifico edificio (privo di portico) di bugnato, situato all’odierna Via D’Azeglio, 31 e noto come Palazzo Sanuti Bevilacqua Degli Ariosti.

la facciata di Palazzo Sanuti Bevilacqua Degli Ariosti a Bologna

La donne scrisse di suo pugno un’orazione in latino indirizzata al cardinal Bessarione, che nel 1453 aveva inasprito le già severe leggi suntuarie in vigore.

Queste disposizioni erano finalizzate a limitare l’ostentazione del lusso e a regolamentare l’abbigliamento degli uomini e delle donne.

Nella sua Orazione per la restituzione de’ vani ornamenti, Nicolosa affermava che sfoggiare preziosi e gioielli costituisse in realtà solo un ripiego per le donne dell’epoca, alle quali era precluso l’accesso alle cariche pubbliche e con esso ogni altra opportunità di gratificazione personale.

La sua determinazione, unita ad ottime capacità comunicative e ad un perfetto latino, indusse i più a mettere in dubbio l’autenticità dello scritto.

Il cardinale dal canto suo, preferì il silenzio e non le rispose mai.

Donne che hanno fatto la storia di Bologna: Anna Morandi Manzolini l’anatomista che superò il marito

Ad Anna Morandi (1714-1774) è stato dedicato un cratere sulla superficie del pianeta Venere, che ancora oggi porta il suo nome.

Negli anni della formazione conobbe Giovanni Manzolini (da cui prese il cognome), l’uomo che in seguito diventò suo marito.

Da lui apprese l’arte della ceroplastica e quando si ammalò, Anna lo aiutò concretamente, diventando abilissima nella ricostruzione in cera di singole parti anatomiche fino ad allora sconosciute.

Alla sua scomparsa infatti, la cattedra di Anatomia presso l’Università di Bologna andò a lei, così come la possibilità di tenere lezioni private (un prestigio riservato a pochi a quell’epoca).

Il contributo che Anna diede allo sviluppo della ceroplastica è notevole.

I suoi modelli anatomici rendevano decisamente più efficace l’insegnamento universitario e al tempo stesso facilitavano l’apprendimento.

Attualmente, le collezioni anatomiche dei coniugi Morandi Manzolini sono esposte nel Museo di Palazzo Poggi, in Via Zamboni, 33 a Bologna.

Le spoglie di Anna invece, si trovano nella Chiesa di San Procolo, in Via D’Azeglio, 52.

Si dice che sulla sua lapide sia ricordata innanzitutto per essere stata una buona moglie e madre e solo secondariamente come accademica.

In realtà, pur avendo visitato la chiesa, non ho trovato alcuna traccia dell’iscrizione funeraria e quindi al momento non posso né confermare e né smentire questa tesi.

Laura Bassi Veratti: la prima laureata e professoressa universitaria della storia

In questo viaggio alla scoperta delle figure femminili che hanno fatto la storia di Bologna, non si può non dare spazio a Laura Bassa Veratti (1711-1778).

È stata la prima donna laureata della storia ad essere diventata docente universitaria, senza mai aver frequentato una vera e propria scuola.

A quei tempi infatti, le aule accademiche erano riservate esclusivamente agli uomini.

Nonostante questo, riconoscendo in lei una spiccata propensione allo studio, i genitori decisero di affidare la sua formazione ad un insegnante privato, Gaetano Tacconi.

La madre ed il padre di Laura Bassi Veratti erano in realtà originari di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia.

Anche la storia di questo territorio è fortemente segnata da un importantissimo personaggio storico di genere femminile. Potete saperne di più nell’approfondimento che Giovanna ha dedicato a Matilde di Canossa.

Laura Bassi Veratti e la strada verso l’insegnamento

Nel 1732 la giovane, dopo aver discusso ben due tesi di laurea, ottenne la cattedra di Filosofia ma senza il permesso di insegnare pubblicamente.

Nel 1738 sposò Giuseppe Veratti, docente di Fisica, con cui realizzò un laboratorio scientifico domestico, che divenne in breve tempo uno dei principali salotti culturali della città.

A casa poteva finalmente svolgere le sue lezioni, in assoluta libertà.

Nel 1776, quando era ormai all’apice della notorietà, ricevette la nomina di professoressa in Fisica sperimentale presso l’Istituto delle Scienze.

Era in assoluto la prima volta che una donna veniva chiamata ad occupare una cattedra universitaria.

Purtroppo però, dopo soli due anni dal raggiungimento di questo importante traguardo professionale, Laura morì.

Fu sepolta nel Santuario del Corpus Domini, in Via Tagliapietre, 21 a Bologna.

la lapide funeraria di Laura Bassi Veratti nel Santuario del Corpus Domini a Bologna

Una lapide sul pavimento della chiesa (anche detta della Santa, perché custodisce il corpo intatto di Santa Caterina de’ Vigri) rende omaggio alla sua memoria.

Clotilde Tambroni: la prima docente accademica senza laurea

Si racconta che Clotilde Tambroni (1758-1817) si avvicinò alle lingue antiche in seguito ad una delusione amorosa.

I suoi genitori avevano dato una camera in affitto al docente Emanuele Aponte, che riconobbe in lei una certa predisposizione verso lo studio del greco e del latino.

Con il tempo si perfezionò al punto tale da essere richiesta in tutti i principali circoli intellettuali d’Europa.

Nel 1793, pur non avendo mai discusso la tesi di laurea, Clotilde ottenne la cattedra di Lingua e Letterature Greca.

La sua carriera accademica si interruppe nel 1798, quando si rifiutò di accettare le nuove linee politiche, imposte dalla Repubblica napoleonica.

In realtà il suo allontanamento durò solo un anno ma al ritorno nelle aule universitarie, Clotilde si accorse che ormai all’insegnamento delle lingue classiche era riservato uno spazio marginale.

Nel 1806 pronunciò l’orazione per l’inaugurazione dell’anno accademico, esaltando i tanti personaggi femminili, del presente e del passato, che hanno avuto un ruolo cruciale in ambito culturale.

Nonostante ciò, nel 1808 tolsero il suo corso dal programma di studi e quando lo reintrodussero nel 1814, Clotilde era già molto malata (morì tre anni dopo).

Sotto la supervisione di Antonio Canova, lo scultore Adamo Tadolini realizzò per lei un busto commemorativo, ancora oggi visibile sulla sua tomba, custodita presso il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

Ed è qui che il nostro itinerario alla scoperta delle donne che hanno fatto la storia di Bologna giunge al termine.

Se decidete di ripercorrerlo nel prossimo viaggio in città, raccontate la vostra esperienza sui social taggando Viaggi.Cibo.Emilia. Io e le altre componenti del team saremo ben felici di condividere i vostri contenuti nelle stories.

A proposito: quale tra queste sette incredibili figure femminili, ha catturato maggiormente la vostra attenzione e per quale motivo in particolare?

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12 commenti

sara bontempi 16/02/2024 - 11:20

Ho adorato questo tuo articolo sulle donne che hanno fatto la storia di Bologna, dovrebbero essercene di più di questi tour al femminile nelle città italiane!

Rispondi
Libera Salcuni del blog Liberamentetraveller
Libera 17/02/2024 - 12:38

Ti ringrazio. E pensa che io ne ho citate solo sette di donne, ce ne sarebbero molte altre di cui seguire le orme tra le vie della città.

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Eliana 15/02/2024 - 09:53

Questi sono i tour che amo più fare, quelli che raccontano la storia di una città attraverso personaggi particolari, insoliti e poco conosciuti. Una città tutta femminile Bologna, non solo del cinema e di Lucio Dalla!

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Francesca 14/02/2024 - 19:36

Mi è molto piaciuto il punto di vista e la struttura di questo articolo. Ci fosse ancora spazio approfondirei molto volentieri.

Rispondi
La Kry 14/02/2024 - 14:23

In tutto ciò io mi chiedo, ma Santa Caterina de’ Vigri che ha Bologna (avidi che non siete altro! ) ve la tenete tutta intera e non a pezzi come le altre Sante, non meritava di essere in elenco?

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Libera Salcuni del blog Liberamentetraveller
Libera 14/02/2024 - 14:35

Ma no, lei merita un approfondimento a parte.

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Marianna 13/02/2024 - 22:00

Sono anni che non faccio un weekend a Bologna ed ora so già quale sarà il prossimo walking tour che farò!

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Libera Salcuni del blog Liberamentetraveller
Libera 15/02/2024 - 15:12

Mi sembra un’ottima scelta, ti aspetto a Bologna.

Rispondi
ANTONELLA 13/02/2024 - 11:44

Onore alle donne! Bellissimo il tuo articolo sulle donne che hanno segnato la storia di Bologna, tutte hanno in comune il fatto di non essere riconosciute per il loro talento e di venire apprezzate nonostante donne. Mi ha fatto molta pena la povera Gentile Budrioli

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Libera Salcuni del blog Liberamentetraveller
Libera 15/02/2024 - 15:13

Ce ne sarebbero molte altre ancora di cui parlare. Ne ho scelte alcune in base alle loro peculiarità e al segno che hanno lasciato nella storia della città.

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Annalisa Trevaligie-Magazine 13/02/2024 - 08:36

Bellissimo leggere di donne straordinarie e delle loro gesta. Non tutte le donne Si sono lasciate sottomettere nei secoli addietro, e sono quelle da cui prendere ispirazione. Riuscire ad affermarsi in tempi e luoghi bigotti e maschilisti non deve essere stato facile, eppure ce l’hanno fatta. Esempi da condividere.

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Libera Salcuni del blog Liberamentetraveller
Libera 15/02/2024 - 15:15

Cambiano le epoche ma non la voglia di autoaffermarsi, spesso tra mille difficoltà e pregiudizi.

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