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Museo Lamborghini: dove si trova e biglietti

i modelli simbolo di Lamborghini sono esposti nel museo a Sant'Agata Bolognese

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Per celebrare i sessant’anni dalla sua fondazione, Automobili Lamborghini ha inaugurato all’interno dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, il nuovo museo, con una mostra dal titolo: The Future Began in 1963.

Il percorso espositivo ripercorre i momenti salienti della storia di uno dei marchi italiani più amati nel mondo, simbolo di forza e potenza, eleganza e sfrontatezza.

Protagoniste assolute di questo excursus storico non possono che essere le automobili, collocate simbolicamente nel luogo esatto in cui Ferruccio Lamborghini nel 1963, posò la prima pietra.

Distribuiti su due livelli, i modelli selezionati esprimono al meglio le caratteristiche della casa automobilistica e del suo fondatore.

Ponendosi l’ambizioso obiettivo di costruire l’automobile perfetta, Ferruccio non ha mai seguito le tendenze ma al contrario le ha anticipate, uscendo costantemente fuori dagli schemi.

Ripercorriamo insieme questo viaggio nell’innovazione.

Museo Automobili Lamborghini: Ferruccio e la nascita del marchio

Ferruccio Lamborghini (1913-1993) si appassionò ai motori fin da giovanissimo. Dopo un’esperienza lavorativa presso l’officina del Cavalier Righi, all’epoca la più importante di Bologna, decise di mettersi in proprio.

Le sue abilità di meccanico ed esperto di motori tornarono utili persino durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando venne mandato a Rodi, in Grecia.

I tedeschi gli risparmiarono la vita e Ferruccio potè fare il suo rientro in Italia alla fine del conflitto in compagnia di Clelia, che poi diventò sua moglie.

Trascinato dai venti di rinascita e progresso che si respiravano nel nostro Paese nel Dopoguerra, decise di dedicarsi alla produzione di trattori.

L’attività decollò in fretta e nel 1951 nacque ufficialmente la Trattori Lamborghini.

Lamborghini e Ferrari: la sfida tra il cavallino ed il toro

Negli anni Sessanta era già un’azienda leader nel settore ma Ferruccio non si accontentò e nel 1962 annunciò ufficialmente che sarebbe entrato nel mercato automobilistico.

Questa sua precisa volontà viene solitamente ricondotta ad un diverbio con Enzo Ferrari.

Ferruccio aveva acquistato una Ferrari 250 GT ma, non essendone propriamente entusiasta, decise di raggiungere il Drake, per farglielo sapere.

Una volta arrivato allo stabilimento della Rossa, non si limitò ad esprimere il suo disappunto ma cominciò a dispensare consigli (non richiesti) a Ferrari che ad un certo punto perse la pazienza e sbottò:

Che vuol saperne di auto lei che guida trattori?

La risposta di Ferruccio non si fece attendere.

Ritenendosi insoddisfatto delle auto sportive su cui era salito, stabilì che sarebbe stato lui a fabbricare la vettura perfetta.

Il 6 Maggio 1963 a Sant’Agata Bolognese inaugurò la nuova casa automobilistica Lamborghini, scegliendo come simbolo un toro alla carica.

L’animale, oltre a rappresentare il suo segno zodiacale, esprimeva al meglio la fierezza, il coraggio e la potenza delle auto che sarebbero state costruite nel suo stabilimento.

Del resto, sono diversi i modelli prodotti, chiaramente ispirati al mondo delle corride.

Automobili in mostra al Museo Lamborghini: il percorso di visita

Il percorso di visita all’interno del Museo Lamborghini, non può che cominciare con la vettura 350 GT. Realizzata nel 1964, è la prima auto sportiva creata da Ferruccio, in un provocatorio color rosso Ferrari.

Ma è la Miura, presentata al Salone di Ginevra nel 1966, il primo vero grande successo targato Lamborghini.

Il suo nome indica propriamente una delle razze di tori più aggressive in assoluto, proveniente dall’allevamento di Don Eduardo Miura Fernandez.

Grazie alle sue forme accattivanti, che affiancano eleganza e femminilità alla potenza del toro, divenne ben presto un vero e proprio oggetto del desiderio.

Tutte le più grandi star d Hollywood fecero a gara per averla.

auto esposte al Museo Lamborghini

Pensate: fu persino esposta al MOMA di New York, alla stregua di una vera e propria opera d’arte!

Il 1971 invece è l’anno della Contouch, una vettura il cui nome non ha alcun riferimento al mondo dei tori e della corride, ma è la riproposizione di un termine dialettale piemontese, contacc!

Questa esclamazione era stata pronunciata da uno dei componenti del team di progettazione come espressione di stupore e meraviglia, dinanzi alla nuova super car, dotata di portiere che si aprivano ruotando verso l’alto.

L’automobile designata come l’erede diretta della Contouch, è la Diablo, progettata nel 1990.

Il nome della vettura è un omaggio al toro soprannominato El Diablo, che nel 1869 fu protagonista di un acceso scontro con il torero El Chicorro.

Museo Lamborghini: i modelli più iconici della storia recente

Il primo modello prodotto dopo l’acquisizione di Audi del 27 Luglio 1998, è Murciélago (2001).

Questa parola in spagnolo vuol dire pipistrello, eppure anche in questo caso vi è una connessione tra la casa automobilistica ed il mondo delle corride.

Murciélago era infatti il toro risparmiato nel 1879 dal torero El Lagartijo.

Si racconta che l’animale mostrò così tanta tenacia nel resistere agli attacchi inferti durante lo scontro, da meritare di aver salva la vita.

Una curiosità: la Lamborghini Murciélago fu scelta più di una volta scelta dal cinema come Batmobile.

Murciélago Roadster è la vettura di Bruce Wayne in Batman Begins (2005), mentre ne Il Cavaliere Oscuro (2008) l’uomo pipistrello predilige una Murciélago LP640 Coupé.

Nel 2011 nacque il modello Aventador, con un nuovo richiamo ad una specie taurina, mentre sette anni dopo fece la sua comparsa Urus.

Il SUV di lusso di casa Lamborghini deve il suo nome ad una razza primordiale di tori, motivo per il quale è molto alto e possente.

La visita si conclude dinanzi ad alcuni dei modelli più esclusivi come:

  • Centenario, realizzata in soli 40 esemplari in occasione dei cento anni dalla nascita di Ferruccio, nel 2016.
  • Sesto Elemento, il cui nome deriva dal carbonio (sesto elemento della tavola periodica), ampiamente adoperato per la costruzione dei 20 esemplari da pista prodotti.
  • Veneno, che richiama nel nome come nelle forme, un toro particolarmente aggressivo. È stata prodotta per il cinquantesimo anniversario della casa automobilistica, in soli 4 esemplari di tre colori differenti (verde, bianco e rosso, omaggio alla bandiera italiana).
  • Sian, la prima automobile ibrida del marchio Lamborghini. Il suo nome è la riproposizione dell’espressione adoperata nell’antico dialetto bolognese per indicare il fulmine.

Dove si trova il Museo Lamborghini e come arrivare

Il Museo Automobili Lamborghini si trova in Via Modena, 12 a Sant’Agata Bolognese e dista circa 30 minuti da Bologna.

Non è consentito lasciare l’auto all’interno dello stabilimento, ma i visitatori possono usufruire di un ampio parcheggio gratuito, accessibile dall’altra parte della strada.

Chi preferisce sostarsi con i mezzi pubblici, può raggiungere il Museo Lamborghini con il bus della linea 576, in partenza dall’Autostazione di Bologna con destinazione Crevalcore.

entrata del Museo Lamborghini a Sant'Agata Bolognese

La fermata di riferimento, S. Agata B. Chiesa Frati, dista poco meno di 500 metri da Via Modena.

Museo Lamborghini: biglietti, orari e tipologie di visita

Il Museo Automobili Lamborghini effettua le seguenti aperture:

  • dal 1 Ottobre al 30 Aprile è possibile accedervi dalle 09:30 alle 18:00;
  • dal 2 Maggio al 30 Settembre invece, dalle 09:30 alle 19:00.

Sono ammessi esclusivamente i visitatori già muniti di biglietto, da acquistare anticipatamente on line.

Potete scegliere tra quattro tipologie di tour differenti:

  • Biglietto standard, che include l’ingresso al museo.
  • Tour guidato, effettuato in compagnia di uno dei componenti dello staff museale. Della durata di un’ora, ripercorre per intero l’esposizione.
  • Soluzione combinata, che consente di accedere al museo e allo stabilimento, in una visita guidata di circa 50 minuti.
  • Museo Lamborghini e Museo Ducati, in un unico tour da effettuare nella stessa giornata e ad un prezzo ridotto. Si svolge solo in alcune date ben precise, opportunamente riportate sul sito internet.

Prima dell’inizio di ogni visita, vi verrà chiesto di lasciare borse e zaini di grandi dimensioni, all’interno di appositi armadietti, opportunamente chiusi a chiave.

Mi raccomando, state molto attenti a non avvicinarvi troppo alle vetture esposte, che possono essere toccate soltanto dal personale del museo.

Cosa vedere nei dintorni: i murales di San Giovanni in Persiceto

A poco meno di 6 chilometri da Sant’Agata Bolognese, il borgo di San Giovanni in Persiceto merita assolutamente una visita.

Se siete amanti della street art, aspettate di raggiungere la centralissima Piazza Betlemme.

Le facciate delle case che caratterizzano questo slargo sono infatti interamente ricoperte di splendidi e coloratissimi murales, che ripropongono scenari fantastici popolati da simpatici animali e ortaggi giganti.

Vi ho incuriosito e volete saperne di più?

Consultate il racconto della mia visita a San Giovanni in Persiceto. È il posto perfetto per staccare la spina e tornare bambini, anche solo per un giorno.

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13 risposte

  1. Sono passata tantissime volte davanti allo stabilimento Lamborghini di Sant’Agata e ho conosciuto anche alcune persone che ci lavoravano ma non ho mai pensato di visitare il museo che racconta la storia di un mito. La Miura era proprio un simbolo di bellezza e di potenza

  2. L’unica Lamborghini su cui sono salita finora è stato proprio il vecchio trattore di mio nonno, da bambina. Non ho mai amato le auto sportive ma capisco bene che sono un grande esempio della produttività e creatività italiana. Un vero e proprio orgoglio nazionale. Mi piacerebbe visitare un museo dedicato a questi mostri sacri del settore automobilistico.

  3. Rosso come la Ferrari rampante come una Lamborghini, sono auto bellissime entrambe e un gran vanto del nostro paese, forse io acquisterei la seconda, ovviamente il modello uguale a quello di Batman

  4. Mio padre e mio fratello sono appassionati di macchine vintage, e infatti ne hanno anche una. Quindi la visita a questo museo sarebbe un ottimo regalo che potrei fare a entrambi. La Miura in particolare mi piace tantissimo: secondo me al MoMa ci stava benissimo tra le opere d’arte!

  5. Sicuramente un’esperienza da fare, anche perché poco distante da una città bellissima come Bologna! Me lo segno, per quando tornerò da quelle parti!

  6. Mi hai incuriosita moltissimo con questo museo dedicato al mondo Lamborghini. Trattori e auto di qualità sotto lo stesso nome mi elettrizzano un sacco. E già che ci siamo mi farei un giro anche al museo Ducati.

  7. Nonostante da ragazza abbia cullato il sogno di una lamborghini diablo roadster fucsia e sebbene abbia sospirato sull’auto del Bruce Wayen, ora ti diro un segreto: le auto mi interessano poco.
    E’ per quello che ho usato il museo lamborghini (e il tour dello stabilimento) come “baby sitter per marito” per togliermelo dai piedi e potermi visitare in santa pace l’abbazia di Nonantola…
    L’ho recuperato alla sera e secondo me durante il tour me lo hanno pure rimpinzato di zuccheri perchè rimbalzava come una palla, era tutto gioioso e non faceva che parlare di auto, e auto, e auto… in quel momento ho deciso che lo riporterò dalla stessa baby sitter per altri giri perchè evidentemente è molto brava!

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